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LE NOTIZIE CHE GLI ALTRI NON SCRIVONO
Max Parisi

LA STAMPA TEDESCA DIVULGA NOTIZIE MOLTO ALLARMANTI SUL SISTEMA BANCARIO DELLA GERMANIA (GIGANTE COI PIEDI D'ARGILLA)

martedì 27 maggio 2014

BERLINO - A tre giorni dalle elezioni europee, la stampa tedesca ha iniziato a lanciare delle informazioni che il governo tedesco avrebbe preferito non uscissero nell'immediato. La prima riguarda le difficoltà del sistema bancario tedesco. 

Sembra che le banche tedesche siano molto più fragili di quanto si pensasse: la banca pubblica HSH Nord Bank è in grande difficoltà e avrà bisogno di aiuti di stato più importanti del previsto: almeno 1,3 miliardi di euro. Questa banca è uno dei principali operatori nel finanziamento del trasporto marittimo.

Per i tedeschi è la prima sorpresa: 1,3 miliardi di aiuti di Stato vogliono dire 1,3 miliardi di tasse in più. L'opinione pubblica è allergica al deficit pubblico, è allergica alla spesa pubblica non finanziata dalla pressione fiscale. Pertanto, non si discute su un finanziamento degli aiuti che non siano entrate fiscali supplementari. Per i tedeschi, è molto difficile da digerire. Anzi, impossibile.

Ma la seconda sorpresa è che, insieme a questa delusione, i tedeschi hanno anche scoperto il vero bilancio di HSH, un bilancio pieno zeppo di titoli di stato. E di quali stati? La banca è piena zeppa di titoli di debito spagnoli, greci, italiani e francesi. E questo sì cha sta spaventando la gente.

Terza sorpresa, la stampa tedesca ormai spiega che anche molte altre banche tedesche hanno comprato forti quantità di debito europeo, ed è forse per questo motivo che, ogni volta, la Germania è venuta in soccorso degli stati in difficoltà. I tedeschi scoprono questa realtà e la digeriscono male. Che la Germania resti nella zona euro passi, ma non a qualsiasi prezzo!

Il governo, le imprese e i sindacati tedeschi hanno spiegato all'opinione pubblica che la zona euro era diventata un grande mercato per le imprese tedesche, e che quindi bisognava rimanere nell'euro. Ma ora, è stato detto ai tedeschi che i loro risparmi sono intrappolati nel debito degli stati del sud (incapaci di gestirsi in  modo corretto, naturalmente). Quando è troppo, è troppo! Il governo non ha più nemmeno il coraggio di spiegare i benefici di una solidarietà finanziaria su scala europea. Ciò spiega la forte flessione di consensi alla Merkel (che ha perso l'8-9% dalle politiche) alle elezioni di domenica. E spiega anche il clamoroso successo di Alternativa per la Germania, partito anti-euro che ha superato il 7%.

E c'è di più.

La seconda notizia divulgata dalla stampa tedesca si riferisce alle 35 ore. La maggioranza dei tedeschi sarebbe d'accordo a lavorare 35 ore alla settimana (o meno), a fronte delle 40 ore settimanali attuali. Sogniamo, o siam desti? In realtà, i tedeschi ne hanno abbastanza di essere presi per i banchieri d'Europa e per i fornitori dell'area dell'euro.

A tre giorni dalle elezioni europee, il 70 % dei tedeschi ci viene a dire che preferirebbe lavorare solo 35 ore, perché anche gli altri lo fanno. Nella grande industria automobilistica, dove si lavora 40 ore o più, la prospettiva di un RTT (recupero del tempo lavorativo, ndt) alla francese ha fatto l'effetto di una burrasca.

Tutto questo non è quello che si potrebbe chiamare delle buone notizie.

Se i tedeschi lavorano solo 35 ore, gli altri paesi della zona euro non avrebbero più motivo di fare il minimo sforzo. Questa prospettiva allontana di parecchio il momento in cui la Francia si sentirà pronta a ritornare indietro su questa riforma che ha affossato la sua competitività.

Articolo originale pubblicato da Atlantico.fr e tradotto da Voci dall'Estero - che ringraziamo.

Link originale: http://www.atlantico.fr/decryptage/allemands-decouvrent-realite-europeenne-et-cela-ne-enchante-pas-1573700.html 


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