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Max Parisi

INCHIESTA UE / GERMANIA E INGHILTERRA A CONFRONTO: LA MIGLIORE DELL'EUROZONA NON VALE UN TERZO DELLA GRAN BRETAGNA

lunedì 12 maggio 2014

Inghilterra batte Germania 3,4 a 1,1 (tendenziale 0,9). Non stiamo parlando di una partita di calcio, nonostante gli imminenti mondiali e la storica rivalità tra le due nazioni, ma della crescita del prodotto interno lordo.

La Perfida Albione, che si guarda bene dall’adottare la moneta unica e che, anzi, sta sempre più orientandosi verso l’uscita totale dalla ue, straccia pesantemente l’armata teutonica paladina dell’euro e della grande austerità quale via di salvezza.

I territori di Sua Maestà stanno dimostrando come la sovranità monetaria ed un’attenta politica della banca centrale volta a sostenere l’economia siano decisamente maggiormente premianti delle manovre recessive imposte dalla troika bce-fmi-ue alle nazioni “malate” dell’eurozona e volute fortissimamente dalla Germania.

Come era facilmente prevedibile, il “cane” tedesco è finito per mordersi la coda. Le cosiddette riforme “Hartz” dal nome del ministro del lavoro ex manager Volskwagen, con il forte taglio alla capacità di reddito dei cittadini tedeschi ha sì spinto al massimo le esportazioni teutoniche a danno di tutte le altre nazioni, ma hanno sostanzialmente congelato i consumi interni, che sono stagnanti da anni.

La crescita del PIL tedesco e della produzione industriale, quindi, è stata attuata in Germania grazie alla svalutazione interna (oltre 7,5 milioni di tedeschi lavorano per stipendi di 450 euro al mese) puntando sulle esportazioni e quindi su una ricchezza concentrata e non diffusa tra la popolazione.

Tale ricetta è stata poi imposta obtorto collo a Italia, Grecia, Spagna, Portogallo, Irlanda, che difatti hanno visto crollare PIL e domanda interna.

Questo giochino ha fatto comodo alla Germania, che così ha eliminato concorrenti dai mercati e ha acquistato aziende sane a buon mercato. Tuttavia il meccanismo si è inceppato, in quanto se strangoli la maggior parte dei mercati (per colpa del super euro voluto da Merkel tutta Europa è in stagnazione) e quelli che reputi profittevoli (come la Cina) rallentano, ovviamente ne risentirai pesantemente, non potendo contare sulla domanda interna. E difatti la produzione industriale ha visto un bel segno meno davanti, con i dati sugli ordinativi ancora peggiori.

L’Inghilterra, al contrario della Germania, ha, come dicevamo, deciso di sostenere i consumi interni, che difatti sono costantemente in aumento e ciò ha fatto sì che la crescita del PIL stia superando di slancio il 3% annuo contro, ad esempio, un asfittico 0,1 italico grazie alle politiche economiche volutamente distruttive del professor Monti, del suo degno emulo Letta e del buon terzo Renzi e di un comunque misero 1,1 tedesco.

E’ opportuno ricordare che perché la disoccupazione si riduca, è necessario che il PIL cresca più del 2% annuo. Difatti, mentre in Inghilterra i senza lavoro stanno diminuendo costantemente, in Germania sono stabili ed in Italia sono divenuti letteralmente un esercito.

E l’inflazione? Il tanto temuto mostro da combattere ad ogni costo che secondo molti economisti divorerebbe ogni cosa al di fuori dell’euro? Ebbene, nonostante le ingenti quantità di sterline stampate dalla Banca d’Inghilterra, essa è rimasta assolutamente sotto controllo e, anzi, è in fase di diminuzione.

La stessa cosa si può dire per i rendimenti del debito a 10 anni che per quello inglese sfiora, senza superare, il 3% di rendimento, nonostante il rapporto debito/PIL sia passato dal 44,% del 2008 all’89,1% del 2013. Ma come? Con un raddoppio del debito, non siamo ancora in presenza di una situazione da allarme rosso con gli elicotteri della troika pronti ad atterrare a Buckingham Palace o al numero 10 di Downing Street?

Ovviamente no, perché la Banca d’Inghilterra funge da prestatore di ultima istanza, e quindi il governo ha libertà di manovra, senza essere schiavo delle banche come accade, invece, nell’eurozona, dove la BCE non può acquistare titoli di stato. E non è certo un caso che durante la crisi del 2008 il governo di Sua Maestà abbia salvato le banche in difficoltà nazionalizzandole e rivendendole poi una volta risanate, guadagnandoci pure sopra. Nei paesi dell’eurozona, invece, le banche sono state salvate distruggendo volutamente pensioni, sanità, occupazione, con danni che forse richiederanno generazioni per essere sanati ed a patto di invertire drasticamente le politiche economiche.

In ultima analisi, appare del tutto evidente come l’euro sia stato usato dalla Germania come arma per distruggere il continente europeo ed assoggettarlo, complice una classe politica continentale del tutto incapace ed inadeguata, ai suoi interessi e che tale arma ora le si stia ritorcendo contro, lasciando l’intera Europa in un cumulo di macerie peggio che se si fosse combattuta una guerra con armi vere. Una guerra che per l’ennesima volta la Germania, dopo gli iniziali e fatui successi, sta andando a perdere.

E per l’ennesima volta la perderà grazie all’Inghilterra, la cui economia e quindi benessere, dimostra senza ombra di dubbio come non esistano scelte: l’euro e questa ue targata Germania devono finire il prima possibile.

Per il bene di tutti, tedeschi compresi, anche se ovviamente non se ne renderanno mai conto, alla pari di certi economisti e politici di casa nostra.

Luca Campolongo

consulenza@sosimprese.info

www.sosimprese.info

Dati statistici: tradingeconomics.com


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