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Max Parisi

DA MARINE LE PEN A NIGEL FARAGE, DAGLI INDIPENDENTISTI VENETI A QUELLI SCOZZESI, TUTTI D'ACCORDO: CON LA RUSSIA DI PUTIN

sabato 10 maggio 2014

Irredentisti di tutta Europa unitevi. La Russia e' con voi. L'unico elemento su cui i partiti e i movimenti euroscettici sembrano essere d'accordo, inclusi gli scozzesi che euroscettici potrebbero solo diventarlo in futuro, e' il putinismo. Lo sguardo rivolto all'unisono al Cremlino non e' ancora sufficiente per convincere i leader di queste formazioni ad allearsi in un'unica coalizione in vista delle elezioni europee del 25, ma la loro frammentazione e' comunque minore di cinque anni fa e l'influenza di Putin puo' aver fatto da collante.

''Non c'e' una vera e propria strategia, ma dalla Russia emanano ong o settori della societa' civile influenzati da posizioni che non vedono in modo cosi' sfavorevole l'indebolimento del vincolo europeo, indebolimento che consentirebbe alla Russia di continuare a trattare con i singoli paesi europei a livello bilaterale'', spiega all'Adnkronos Daniele Scalea, direttore generale dell'Isag, un centro studi attento alle dinamiche politiche interne della Russia.

I due poli dell'euroscetticismo diviso, Nick Farage e Marine Le Pen, a capo rispettivamente dell'Ukip britannico e del Fronte nazionale francese -due partiti che, anche da soli, provocheranno un ''sisma politico'', come aveva anticipato Farage nei giorni scorsi, dopo la pubblicazione di un sondaggio che assegnava all'Ukip ben piu' del 30 per cento dei voti il 25 - hanno piu' volte lodato pubblicamente Putin. 

L'Unione europea, ha avuto modo di dire Farage, ha ''le mani sporche di sangue'' per aver incoraggiato la ribellione in Ucraina, che il leader dell'Ukip ha equiparato, per la tragedia innescata a suo dire dagli incoraggiamenti occidentali, a quanto accaduto in Siria e in Libia. Farage considera Putin ''il leader che nel mondo ammira di piu''', pur precisando che questo giudizio vale ''per l'operatore, piu' che per l'essere umano'', e affrettandosi a denunciare, nel suo sforzo di rimanere ancorato ai valori liberali, la sorte dei giornalisti in carcere in Russia.

Sforzo che porta Farage a concentrare la sua critica all'Europa su questioni economiche e sulla protezione degli interessi nazionali, a tenersi lontano dalla destra radicale e dal razzismo e dall'antisemitismo che ancora rischia di portarsi dietro, e quindi da Marine Le Pen. Tale sforzo e' condiviso dal Movimento 5 Stelle, che rimanda eventuali alleanze in Europa a dopo le elezioni e sottolinea che ''su alcuni estremismi noi non ci troveremo mai d'accordo''. Fra i primi a riconoscere il risultato del referendum in Crimea, l'M5S precisa, con le parole del deputato della Commissione esteri Manlio Di Stefano, che ''non e' possibile fare gli ingenui e dire che Putin e' un criminale, perche' quando si parla di geopolitica anche gli Stati Uniti hanno comportamenti simili a quelli della Russia in Ucraina''.

La leader del Fronte nazionale che in questi anni ha pur cercato di riformare il partito fondato dal padre, avvicinandolo a posizioni meno estremiste, si e' recata a Mosca lo scorso aprile, dopo un primo viaggio, accolta con gli onori di un capo di stato, nel giugno dello scorso anno. ''E' sorprendente la guerra fredda dichiarata dall'Unione europea alla Russia. Non e' in linea con le relazioni tradizionali amichevoli che abbiamo con Mosca, ne' con gli interessi economici del nostro paese o dei paesi dell'Unione europea e danneggia le relazioni future'', ha dichiarato in quell'occasione, dopo aver incontrato il presidente della Duma Sergei Naryshkin.

''L'idea di federalismo offrirebbe alle diverse regioni ucraine la possibilita' di una ampia autonomia, di determinare il loro destino in modo indipendente'', aveva aggiunto Le Pen, definendo l'equazione euroscettica che porta al legame con Putin. Il metodo dell'autodeterminazione attraverso referendum valido per la Crimea o per il Donbass e' lo stesso che dovrebbe consentire alle diverse regioni europee di contestare l'euro o comunque la scelta europea. E va quindi sostenuto. I partiti euroscettici sono interessati a coltivare il rapporto con Mosca che offre loro cosi' legittimita' internazionale. ''Non hanno referenti forti a Washington, e ovviamente non a Bruxelles, non hanno riferimenti esterni e li trovano nella Russia, che ha un suo interesse ad allentare il disegno europeo'', aggiunge Scalea, sottolineando che ''fra Russia e partiti euroscettici c'e' anche una certa sintonia ideologica, su alcuni punti come l'opposizione alla laicizzazione estrema dell'europa''.

Sulla stessa lunghezza d'onda di Le PEN, il leader dell'estrema destra austriaca Heinz Christian Strache, per cui le sanzioni europee contro Mosca sono una farsa, e Geert Wilders, a capo del partito per la liberta' olandese, che con l'Fpoe ha aderito all'Alleanza europea per la liberta' insieme ai Democratici svedesi e il Vlaams Balang belga.

Alleanza a cui fa riferimento anche la Lega Nord di Matteo Salvini che aveva detto: ''Vogliamo un'Europa diversa, non fondata come oggi sul denaro. E con Putin sui temi principali ragioniamo allo stesso modo''. (Su iniziativa di persone considerate vicine alla Lega e' nata nei mesi scorsi l'Associazione culturale Lombardia Russia, una iniziativa ''apartitica ma con idee molto precise che combaciano pienamente con la visione del mondo enunciata dal Presidente della Federazione Russa che si possono riassumere in tre parole: Identita', Sovranita', Tradizione...Vladimir Putin, a differenza degli altri capi di stato, parla chiaramente di concetti per noi essenziali: difesa delle identita' culturali dei popoli, principio di autodeterminazione, famiglia tradizionale come nucleo fondante della societa', lotta serrata all'immigrazione clandestina e all'islamizzazione'')

Molti dei partiti euroscettici sono importanti per Mosca anche perche' non hanno in programma iniziative per denunciare violazioni dei diritti umani. 'Quando avro' risolto questi problemi in Francia, mi occupero' di migliorare la situazione della democrazia in Russia'', aveva detto Le PEN. Ma Putin viene apprezzato anche dal premier scozzese Alex Salmond, e dagli indipendentisti veneti, che scrivono i loro manifesti in russo (e le cui iniziative vengono seguite con piu' attenzione dai quotidiani russi che non da quelli italiani).

Il promotore del referendum per la secessione della Scozia ha elogiato il presidente russo per il modo in cui ''e' riuscito a restaurare in larga misura l'orgoglio nazionale dei russi''. ''Certo, non approvo tutte le azioni della Russia, ma penso che Putin sia piu' efficace di come viene descritto, ed e' chiaro perche' raccoglie tanti consensi nel suo paese''.

 


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