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Max Parisi

CON LE TASSE ALLE BANCHE VARATE DA RENZI L'ITALIA SI AVVICINA AL VENEZUELA (MA I BANCHIERI ITALIANI SONO DA TERZO MONDO)

sabato 19 aprile 2014

ROMA - ''Chiediamo un forte ripensamento sul complesso di queste decisioni della sola Repubblica Italiana''. Cosi' il presidente dell'Abi, Antonio Patuelli, commentando le misure del Governo annunciate ieri. ''Il forte aumento della pressione fiscale deliberato ieri dal Consiglio dei ministri si assomma a quello deciso il 25 novembre scorso dal precedente Governo: i due provvedimenti hanno determinato l'aumento dell'anticipazione Ires 2013 al 130% per banche e assicurazioni, l'enorme addizionale dell'8,5% sull'Ires 2013 sempre di banche e assicurazioni, la rivalutazione delle quote di Banca d'Italia (ultimi in Europa!) con l'imposta del 12% disposta dalla legge di stabilita' per tutte le rivalutazioni. Tale imposta e' stata ieri aumentata al 26% per questa sola gia' avvenuta rivalutazione, anche con effetti retroattivi giuridicamente piu' che discutibili''.

Il quadro complessivo che ne emerge, aggiunge Patuelli, ''e' che l'Italia, pienamente inserita nell'Ue ed anche nell'Unione bancaria, penalizza fiscalmente le banche operanti in Italia rispetto a quanto avviene alle concorrenti degli altri paesi Ue, addirittura nell'anno degli esami a tutte le banche europee che cosi verranno svolti con ancor piu' disparita' fiscali che penalizzano l'Italia che vede molte banche compiere contemporaneamente ogni sforzo per superare la crisi, anche rafforzando i propri capitali. Inoltre le banche italiane sono fortemente impegnate in riorganizzazioni, ristrutturazioni e processi di efficientamento''

E fin qua ha parlato il presidente dell'Associazione Bancaria Italiana, che va da sè non sia felice della "tosatura" decretata dal governo.

Tuttavia, la questione che pone Pautuelli non si basa unicamente sull'aspetto fiscale. Molto più rilevante è l'accusa divolta la governo di penalizzare le banche italiane rispetto quelle europee, che non sono soggette a una fiscalità così massiccia.

Pautelli ha ragione. Così facendo il governo Renzi aumenta le asimmetrie con l'Europa, ponendo l'Italia al di fuori del consesso della UE e avvicinandola a stati sudamericani come il Venezuela. 

C'è però un particolare di cui tener conto: le banche italiane sono dirette per la maggior parte - certamente le prime 10 - da banchieri incapaci e alcuni anche farabutti, come ad esempio i banchieri di MPS che l'hanno distrutta. Quindi, c'è un doppio problema, in Italia, nel settore nevralgico delle aziende di credito: sono gestite da cani e tassate come nella migliore tradizione del comunismo storico.

E così stando le cose, c'è solo da fuggire. Parliamo dei correntisti.

Redazione Milano. 


CON LE TASSE ALLE BANCHE VARATE DA RENZI L'ITALIA SI AVVICINA AL VENEZUELA (MA I BANCHIERI ITALIANI SONO DA TERZO MONDO)


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