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Max Parisi

L'ANALISI / LA BORSA ITALIANA E' GONFIA COME UNA ZAMPOGNA E POTREBBE ESPLODERE DA UN MOMENTO ALL'ALTRO. (USCITENE)

mercoledì 16 aprile 2014

Abbiamo preso in esame l’andamento dei mercati borsistici americani, tedeschi ed italiani dal momento del picco della crisi. Per i mercati tedeschi ed americani esso è coinciso con il 2009, mentre per l’Italia il picco al ribasso si è avuto in concomitanza con le azioni del governo Monti, quindi è spostato di circa due anni.

In tutti i casi, comunque, ciò che balza agli occhi è come gli indici, dopo aver toccato i minimi, abbiano iniziato una crescita estremamente veloce ed elevata, contraddistinta da poche correzioni al ribasso, giustificabili con le cosiddette “prese di realizzo” (ovvero chi ha guadagnato decide di monetizzare i propri risultati).

Ciò che è sconcertante è che né l’andamento dei risultati delle aziende, né tanto meno l’economia reale, giustificano tali performance dei corsi azionari, anzi. Com’è possibile, quindi che le borse siano cresciute così tanto in presenza di bassi tassi di crescita dell’economia globale o, come nel caso dell’Italia, addirittura di PIL negativi?

Il motivo è semplice, come ben espresso anche in un articolo del Times della scorsa settimana: le migliaia di miliardi generate dalle banche centrali, anziché a sostegno dell’economia reale sono finite a gonfiare i corsi azionari su precisa volontà dei grandi fondi speculativi e delle banche.

E’ bene ricordare, ad esempio, come le svariate operazioni LTRO messe in atto dalla BCE (denaro prestato alle banche al tasso dell’1% e anche meno) fatte per sostenere le imprese, siano in realtà state usate dalle beneficiarie per acquistare titoli di stato (speculando sul differenziale di interessere erogato) ed in operazioni sui mercati borsistici, con migliaia e migliaia di aziende rimaste senza possibilità di accedere al credito e quindi impossibilitate a proseguire l’attività.

In sostanza, le banche, dopo aver portato il mondo sull’orlo del collasso con lo scandalo dei subprime e della finanza derivata, anziché sostenere l’economia reale come da desiderio delle banche centrali, si sono buttate nuovamente a capofitto in operazioni speculative totalmente svincolate dalla realtà, andando a comprare e sostenere i corsi delle azioni come fossero le figurine dei calciatori e non rappresentassero, invece, quote di società che operano su mercati reali con clienti in carne ed ossa.

Naturalmente, come tutte le bolle speculative, prima o poi sono destinate ad esplodere e questo potrebbe essere il momento, dato che la FED ha iniziato a ridurre progressivamente la quantità di dollari che immette nel sistema mensilmente. Naturalmente si troverà una giustificazione all’esplosione della bolla che nulla ha a che vedere con la speculazione (nel 2001 si diede la colpa del crollo all’attentato delle torri gemelle, peccato che l’ondata ribassista fosse già iniziata da tempo). Pretesti e scusanti al riguardo oggi ce ne sono a volontà: dall’economia cinese che rallenta, alla crisi ucraina, fino alle imminenti elezioni europee. 

Ecco, le elezioni europee potrebbero rappresentare l’alibi perfetto per l’ennesima tosatura del “parco buoi”, in quanto applicabile sia in caso di vittoria degli euroscettici che di trionfo degli europeisti. Nel primo caso si potrebbe far scatenare il panico ribassista dicendo che il futuro dell’eurozona sarebbe messo a rischio, assieme a quello della moneta unica, dall’ondata vittoriosa degli eusoscettici, per cui i mercati impauriti si scatenerebbero nelle vendite. In caso di trionfo degli europeisti, la scusante sarebbe che il prolungarsi delle politiche di austerità volute dalla Germania ed avvallato dal voto europeo, porterebbe ad una lunga stagnazione del continente con conseguente crisi di produzione e di crescita delle aziende, arrivando alle stesse conclusioni di prima: vendite massicce.

In definitiva, chi ancora è presente con i propri risparmi sui mercati finanziari farebbe bene a ritirarsi il prima possibile, perché, come insegna la storia dei mercati finanziari, la borsa sale dai gradini, ma scende dalla tromba delle scale.

Luca Campolongo

consulenza@sosimprese.info

www.sosimprese.info

 


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