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Max Parisi

RENZI VORREBBE TAGLIARE GLI STIPENDI NELLA SANITA' PUBBLICA (CHE SCHIFO): RIVOLTA GENERALE DI ASSOCIAZIONI E SINDACATI

martedì 8 aprile 2014

Matteo Renzi "ha detto che tagliera' il fondo sanitario, mentre il ministro Lorenzin e' dalla parte delle regioni. Tradotto cio' vuol dire che i risparmi che faremo in sanita' verranno portati da un'altra parte". Lo ha affermato il coordinatore degli assessori regionali alla Sanita', Luca Coletto, intervenendo agli Stati generali della salute.

"Mi permetto di dire - ha sottolineato Coletto - che dovremo stare attenti a queste scelte. La Sanita' e' un investimento per la nazione e gli italiani". Si e' detto "preoccupato" anche l'assessore alla sanita' dell'Emilia Romagna, Carlo Lusenti: "Esprimo preoccupazione per le risorse - ha rilevato - perche' il nodo di quelle definite nel Def per la sanita' non e' stato risolto in modo esplicito. La mia interpretazione del discorso di Renzi e' che il premier ha detto con una certa chiarezza, anche se non direttamente - ha concluso - che ci sara' una riduzione del fondo sanitario per il 2014". 

E rimanendo in ambito sanità pubblica, dura presa di posizione contro il governo Renzi dei sindacati dei medici dirigenti d'ospedale.

No al taglio degli stipendi superiori a 70.000 euro per i "dirigenti pubblici", perche' "colpire i dirigenti medici equivale a colpire la sanita'". A dirlo e' il sindacato dei medici ed i dirigenti sanitari dipendenti, tra i possibili destinatari del provvedimento ipotizzato dal Governo. Come gia' chiarito dalla Commissione Europea - osserva Anaao in una nota stampa - e "come ben sa chiunque conosca il funzionamento degli ospedali", la qualifica dirigenziale in sanita' ha una "natura atipica" e non e' assimilabile "al management pubblico e privato".

Manca ad esempio della prerogativa di autodeterminazione di orario ed organizzazione del lavoro. Inoltre, sottolinea Anaao, "i dirigenti medici e sanitari, a differenza di altri settori del pubblico impiego, sono sottoposti a blocco dei contratti di lavoro e dei livelli retributivi dal 2009, con perdita del loro potere di acquisto superiore al 20%". "Considerarli alla stregua dei manager delle societa' pubbliche o di altri settori di dirigenza del pubblico impiego di tipo amministrativo, senza tenere conto delle loro specificita'" e' "segno di pregiudizio ideologico". Anaao annuncia quindi iniziative da concordare anche insieme ad altre organizzazioni sindacali, per ribadire che "non si salva il sistema pubblico delle cure lasciando massacrare chi quelle cure e' chiamato ad assicurare". 

E anche da sinistra arriva un duro attacco al Pd del governo Renzi.

Paolo Ferrero ha dichiarato:"Il Documento Economico Finanziario che il governo varera' oggi nasconde sotto un mucchio di chiacchiere una scelta precisa del governo: l'aumento programmato della disoccupazione. Infatti Renzi, al netto della propaganda, unica arte in cui eccelle, non solo ha accettato completamente i diktat della Merkel ma non ha spostato di una virgola la politica italiana che continua a comprimere il mercato interno. In questo modo la disoccupazione in Italia nel 2014 continuera' ad aumentare, non per un incidente ma perche' questa e' la scelta criminale del governo. Noi al contrario proponiamo di disdire immediatamente il Fiscal Compact, di fare la patrimoniale sulle grandi ricchezze e di fare un piano per il lavoro, perche' il lavoro e' la vera emergenza e lo Stato deve creare nuovi posti di lavoro".

Mentre, ancora da sinistra, è la CGIL il sindacato più duro con il govenro Renzi al riguardo dei ventilati tagli degli stipendi nella Sanità pubblica italiana.

"E' allarme rosso sulla sanita': se a fronte del necessario ristoro di 80 euro in piu' a chi ha gli stipendi piu' bassi, un solo euro fosse di nuovo tagliato al servizio pubblico, si tratterebbe di un atto irresponsabile che denunceremo ai cittadini e del quale chiederemo conto al premier e al ministro della Salute". E' quanto ha affermato il segretario della FP Cgil Medici, Massimo Costa, intervenendo agli Stati generali della salute. "Vorremmo ricordare al ministro Lorenzin - ha detto Costa - che quando si tagliano risorse a chi lavora in sanita', il taglio in sanita' c'e', ed i medici e gli infermieri non sono altra cosa". "Ci auguriamo che le indiscrezioni per cui sarebbero decurtate le retribuzioni ai dirigenti pubblici che guadagnano oltre 70 mila euro - ha concluso il leader sindacale - non riguardino i medici e i dirigenti del Ssn; sarebbe un altro schiaffo iniquo a chi lavora nella sanita' senza distinguere la particolarita' di questo compito".(


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