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Max Parisi
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GUERRA CIVILE ALLE PORTE: KIEV AMMASSA TRUPPE, RIBELLI RUSSOFONI PROCLAMANO ''L'INDIPENDENZA'' MOSCA PRONTA AD AGIRE

martedì 8 aprile 2014

Le città di Kharkiv, Donetsk e Lougansk sono cadute nelle mani dei manifestanti filo-russi, i quali chiedono l’aiuto del presidente Vladimir Putin.

All’indomani della presa, nella notte fra il 6 e il 7 aprile, della sede dell’amministrazione regionale di Donetsk, gli insorti filo-russi hanno creato un “consiglio popolare” che ha annunciato l’intenzione di fondare la Repubblica di Donetsk e di organizzare, l’11 maggio, un referendum per l’annessione alla Russia.

“Il 7 aprile, il sud-est dell’Ucraina ha conosciuto la più forte spinta separatista dalla rivoluzione di febbraio (quando i paramilitari neonazisti di Piazza Maïdan a Kiev avevano occupato le amministrazioni nell’ovest del paese) – scrive il quotidiano russo online Gazeta.ru – Una dopo l’altra, le sedi delle amministrazioni delle regioni di frontiera con la Russia sono cadute nelle mani dei manifestanti, a Lougansk, Kharkiv e Donetsk.”

“Un piano d’invasione dell’Ucraina – titola il quotidiano di Kiev Oukraïnska Pravda. Il primo ministro ucraino Arseni Iatseniouk dichiara che le regioni dell’est del paese sono vittime di un piano d’invasione russo : “Un piano secondo il quale truppe straniere hanno l’intenzione di varcare la frontiera e prendere il controllo del nostro territorio, cosa che non permetteremo.”
Iatseniouk si è detto fiducioso della volontà degli abitanti di queste regioni di vivere all’interno di un solo e unico paese : “Qualsiasi appello al federalismo è un tentativo di distruggere lo Stato ucraino, uno scenario di smembramento e distruzione dell’Ucraina destinato al fallimento.”
“I separatisti copiano lo scenario della Crimea – titola Vissoki Zamok, il quotidiano di Lviv : “La febbre separatista non si calma nelle regioni dell’est dell’Ucraina. Il Cremlino fa il possibile per portare in queste regioni la situazione al punto di rottura. Il rischio di un grande incendio anti-Ucraina persiste.”
L'Ucraina lancia l'allarme sul fronte delle forniture di gas russo all'Europa: il transito di metano verso l'Ue è in pericolo, ha detto il ministro dell'Energia ucraino Yuri Prodan a Bruxelles. Le nuove tariffe richieste dal gruppo russo Gazprom per le forniture all'Ucraina, troppo alte per le disastrate case ucraine, "minacciano l'interruzione delle forniture di gas all'Ucraina e di conseguenza il transito verso l'Europa, perchè le possibilità dell'Ucraina di garantire il transito non sono illimitate", ha affermato Prodan. Praticamente, il governo golpista dell'Ucraina potrebbe ricattare l'Europa bloccando le condotte di gas russo che tranistano per il proprio territorio e contemporaneamente minacciare la Russia tagliando tali forniture. 
La settimana scorsa la grande compagnia russa Gazprom ha valutato il debito ucraino per forniture già effettuate di gas non pagato per oltre 2,2 miliardi di dollari.
In questo scenario, "la Russia e' disponibile al dialogo con le nuove autorita' ucraine, insieme all'Unione Europea e agli Stati Uniti, a condizione pero' che sia fissata preliminarmente l'agenda dei colloqui, e che vi siano rappresentate anche le regioni russofone del'Ucraina orientale e meridionale" ha affermato il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, durante una conferenza stampa oggi  a Mosca. 
"Siamo pronti a prendere in considerazione un formato multilaterale nel quale siano rappresentati gli europei, gli americani, i russi e gli ucraini", ha assicurato Lavrov, "ma anche l'est e il sud dell'Ucraina. Siamo profondamente convionti", ha aggiunto, "del fatto che la situazione non puo' placarsi, e trasformarsi in un dialogo nazionale, se le autorita' di Kiev continueranno a ignorare gli interessi delle regioni dove si parla la lingua russa".
Il capo della diplomazia del Cremlino ha quindi respinto al mittente le accuse del segretario di Stato Usa, John Kerry, secondo cui Mosca starebbe cercando di sobillare le rivolte in corso in quelle aree per destabilizzare la Repubblica ex sovietica e infine determinarne lo smembramento. "Nessuno", ha tagliato corto Lavrov, "deve tentare di addossare colpe ad altri".
Anzi, nella dichiarazione del dicastero russo della politica estera, pubblicata sulla sua pagina ufficiale di Facebook, il Ministero degli Esteri russo si dice preoccupato che nelle regioni sud-orientali dell'Ucraina, compreso Donetsk, si stiano ammassando truppe dell'esercito ucraino e della guardia nazionale dell'Ucraina, con la partecipazione dei militanti del gruppo armato illegale “Settore destro".
Secondo il Ministero degli Esteri, i militari vogliono sopprimere le proteste degli abitanti del sud-est del Paese contro la politica delle autorità di Kiev. "La preoccupazione particolare è provocata dal fatto che in questa operazione sono coinvolti circa 150 militari esperti americani della organizzazione militare privata Greystone, travestiti in divisa di soldati dell'unità Sokol". Ed è un'accusa pesantissima contro Obama e la sua amministrazione.
Redazione Milano

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