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Max Parisi

TRIONFO DI VIKTOR ORBAN IN UNGHERIA: SCONFITTA BRUCIANTE DELLA SINISTRA FAVOREVOLE ALLA UE E ALLA BCE. (SONO FINITE)

lunedì 7 aprile 2014

BUDAPEST - Si profilano altri quattro anni al governo per Viktor Orban, dopo lacerta e netta vittoria elettorale in Ungheria del primo ministro in carica. Una consultazione che ha visto anche la crescita dell'estrema destra.

 "Possiamo dire con assoluta certezza di aver vinto", ha dichiarato il 50enne leader di Fidesz, formazione politica di destra, alla folla in tripudio a Budapest, "Queste sono state elezioni libere. Organizzate in un Paese libero".

Il partito di Orban ha ottenuto il 44,6 per cento dei voti, mentre l'alleanza dell'opposizione di centrosinistra si è fermata al 25,8 per cento. Finora è stato scrutinato il 94 per cento delle schede, quindi le eventuali oscillazioni sarebbero minime. Il partito di estrema destra,  è passato dal 16,7 per cento delle elezioni del 2010 al 20,8 per cento di quelle appena concluse.

Attila Mesterhazy, candidato premier dell'alleanza di centrosinistra, ha riconosciuto la vittoria di Orban ma non ha voluto congratularsi con lui.

Nuovo trionfo per Viktor Orban, quindi. Il premier uscente ungherese, leader del partito di centrodestra Fidesz, che ha sbaragliato la fragile coalizione composta da socialisti, liberali e verdi. Si e' aggiudicato il 48% dei consensi e si appresta a governare, per altri quattro anni, forte di una assoluta maggioranza parlamentare, ben 134 seggi su 199 secondo le ultime proiezioni.

Nulla da fare per il centrosinistra "europeista" che avrebbe voluto che l'Ungheria si sottomettesse un'altra volta alla Ue e alla BCE, che si ferma al 25%.

Il partito dell'estrema destra Jobbik, il cui programma è la netta uscita dell'Ungheria dalla UE, come vuol fare anche l'UKIP di Nigel Farage in Inghilterra, fa registrare un ulteriore balzo in avanti, seppure non travolgente, attestandosi a ridosso del 20%.

Per Viktor Orban e' il secondo mandato consecutivo, il terzo della sua carriera politica. 'Andremo avanti senza esitazione sulla strada che abbiamo tracciato', aveva promesso alla vigilia. Certamente sara' cosi'. Dopo il clamoroso trionfo del 2010 - quando ottenne il 53% dei consensi contro il 19% dei socialisti - il leader di Fidesz diede vita a una serie di riforme: fece approvare unilateralmente una nuova carta costituzionale; riformo' la Banca centrale magiara, riservando all'esecutivo il potere di nomina dei nuovi governatori e non più alla BCE.

L'ultimo colpo di scena risale a un paio di mesi fa, quando il premier magiaro ha firmato un accordo economico con Vladimir Putin, concedendo alla societa' russa Rosaton l'incarico di costruire due nuovi reattori nella centrale nucleare di Paks, l'unica dell'Ungheria.

I suoi provvedimenti sono stati aspramente contestati dall'Unione Europea, che lo scorso anno minaccio' sanzioni finanziarie. Ben lungi dal lasciarsi intimorire, il leader di Fidesz ha reagito alzando la voce: 'Noi non crediamo nell'Unione Europea - ha dichiarato -, crediamo nell'Ungheria'.

Il suo cavallo di battaglia si chiama economia. Nel ultimi quattro anni il Paese e' riemerso dalla crisi, i salari sono aumentati e la disoccupazione e' stata sensibilmente ridotta. Un dato su tutti: dalla primavera del 2013 a oggi il numero dei senza lavoro e' sceso dall'11% all'8%, il Pil del 2014 è previsto in crescita di più del 3% e Orban ha anche ridotto le bollette di gas luce, telefono e aumentato le pensioni del 20%.

Oggi Viktor Orban promette nuovi miracoli e gli ungheresi hanno deciso di credergli. Perchè li farà. 

max parisi


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