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Max Parisi

INCHIESTA / A FIRENZE 5 MILIONI DI EURO DI TROPPO: RENZI SINDACO STANZIA OCEANI DI SOLDI A SOCIETA' DI (CARI...) AMICI

lunedì 31 marzo 2014

C'è una società controllata del Comune di Firenze che ha visto finire il suo nome sulle pagine dei giornali per alcuni finanziamenti. Stiamo parlando del Museo dei Ragazzi, un'associazione senza fini di lucro, nata nel 2000 nel capoluogo toscano, con l'obiettivo di offrire attività e laboratori per la divulgazione della conoscenza dei Musei Civici Fiorentini. Dal 2001 al 2011, questa società ha ricevuto dal Comune circa 500mila euro annui. Una cifra anche ragionevole, che però ha registrato un incredibile aumento nei 3 anni successivi. Dal 2012 al 2014, infatti, i finanziamenti complessivi sono stati circa 5 milioni. Un flusso di denaro importante e crescente, che ha attirato l'attenzione di alcuni quotidiani, tra cui il Fatto Quotidiano, ma che soprattutto ha spinto la Procura di Firenze ad aprire un fascicolo circa un anno fa, in seguito ad alcuni accertamenti compiuti dal nucleo di Polizia tributaria dalla Guardia di Finanza. .

Il sistema è questo: la controllata Musei dei Ragazzi prende denaro dal Comune di Firenze, per poi rigirare parte di questi soldi a società private che si occupano di diversi eventi e iniziative. Niente di sconvolgente fin qui, perché è un modus operandi tipico dell'Italia e diffuso in quasi tutti i Comuni nostrani. Ma sorge una prima domanda: chi sono le persone che mettono mano su questi finanziamenti comunali? Risposta: tanti amici, collaboratori e conoscenti dell'attuale premier Matteo Renzi, presidente della Provincia di Firenze dal 2004 al 2009 e sindaco del capoluogo dal 2009 a pochi giorni fa. Ciò non è un'allusione, bensì un dato di fatto. Vediamo nello specifico.

I vertici del Museo dei Ragazzi sono sostanzialmente due: Lucia De Siervo (direttore generale) e di Matteo Spanò (presidente). Per il Fatto Quotidiano, l'aumento dei finanziamenti sarebbe coinciso con il loro arrivo. È con loro che si è passato dai 500mila euro annui ai contestati rimborsi milionari (nel 2014 il Comune ha già versato 1,2 milioni, cifra che probabilmente arriverà a quasi 2 milioni). Torniamo ai vertici. Chi sono queste due persone? Premettiamo subito che sono due grandi conoscenze di Renzi. Lucia De Siervo è la figlia del presidente della Corte Costituzionale Ugo De Siervo e sorella del direttore di Rai Trade Luigi. La De Siervo ha lavorato per anni con il premier: prima è stata capo gabinetto della giunta Renzi, poi assessore, poi ancora direttore della Cultura di Palazzo Vecchio. La De Siervo è inoltre tra i fondatori di Noi Link, associazione atta a finanziare l'attività politica di Renzi.

Passiamo a Matteo Spanò. Lui oggi è il presidente della Banca di Credito Cooperativo di Pontassieve (dove ha casa Renzi). Membro della società privata Dotmedia, Spanò è stato il direttore di Florence Multimedia, società creata durante la presidenza di Renzi alla Provincia e che è finita nel mirino della Corte dei Conti per un presunto spreco di 9 milioni di euro, tra il 2006 e il 2009. Tra le fatture al vaglio della Corte, ce ne sarebbero alcune legate ad eventi e mostre dedicate alla promozione dei vini toscani, che al Comune sarebbero costate 881mila euro (nella fattispecie, sono dubbie alcune fatture da 141mila euro, legate alla manifestazione GeniDiVini, in cui padroneggiò il vino Nipozzano della coppia di nobili Malenchini-Frescobaldi, molto vicina a Renzi).

Abbiamo detto che il Museo dei Ragazzi prende finanziamenti dal Comune, per poi delegare l'organizzazione delle iniziative ad alcune società ben specifiche. Una di queste è proprio la Dotmedia di cui fa parte Spanò, che si è occupata della campagna per la Riduzione dei rifiuti, del Natale in San Lorenzo e delle Mappe dell'Oltrarno, e che oggi è stretta collaboratrice della controllata comunale. Tra l'altro, ricorda il Fatto, uno dei responsabili della Dotmedia è Alessandro Conticini, fratello del cognato di Renzi.

È contro questo sistema di anomalie, misteri e casualità che sta protestando, da mesi, il consigliere comunale di SEL, Tommaso Grassi, oggi candidato sindaco alle prossime Amministrative. "A noi è sempre sembrato assurdo. È evidente che il Museo dei Ragazzi sia la nuova Florence Multimedia di Spanò". In pratica, secondo Grassi, per continuare il lavoro della Florence Multimedia (oggi bloccata dalle indagini della Corte dei Conti), Spanò starebbe utilizzando il Museo dei Ragazzi, grazie all'appoggio dell'allora sindaco Renzi. Secondo Grassi, nella volontà di Renzi ci sarebbe l'intenzione di affidare l'intero comparto culturale a società di persone a lui vicine (tra cui appunto la Dotmedia) tramite il Museo dei Ragazzi, che Grassi definisce "una società privata travestita da pubblica".

La Dotmedia non è però l'unica società a collaborare col Museo dei Ragazzi. La C&T CrossMedia controllata da Marco Carrai (l'uomo che avrebbe pagato l'affitto della casa fiorentina di Renzi) ha ricevuto l'appalto per i tablet nel polo museale, su decisione di Spanò. Grazie a questo appalto (assegnato senza gara e valido fino a dicembre 2016), la CrossMedia gestisce le guide di Palazzo Vecchio, del Brancaccio e di Santa Maria Novella. Gli introiti delle guide vanno per l'80% nelle casse del Museo dei Ragazzi, mentro il rimanente 20% va al Comune. Secondo le indagini del Fatto, di quell'80%, la metà (circa 500mila euro) va alla CrossMedia.

Il giro di denaro è notevole e 5 milioni in 3 anni non sono pochi. La controllata di Spanò si è sempre giustificata nel dire che i soldi sono utilizzati per la gestione della struttura e per pagare i dipendenti. Peccato che le spese ordinarie, come bollette e affitti, siano pienamente a carico del Comune di Firenze. Purtroppo non è possibile visionare la nota spese di questa società, per il rifiuto di alcuni vertici comunali. Un vero peccato, anche perché in questo modo si alimenta il sospetto. Ci penseranno comunque i pm a fare maggiore chiarezza nei prossimi tempi.

Articolo scritto da Davide Iandiorio per it.ibtimes.com -che ringraziamo.


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