42.336.032
Segui il Nord.it con il Feed RSS
I fatti e le opinioni del Nord - ilNord.it

 
LE NOTIZIE CHE GLI ALTRI NON SCRIVONO
Max Parisi

FINE DELL'EURO / SEI ECONOMISTI DI FAMA MONDIALE SOTTOSCRIVONO UN APPELLO: ''FRANCIA E GERMANIA ESCANO DALL'EURO INSIEME''

mercoledì 26 marzo 2014

Il capo economista di Markit, Chris Williamson, a gennaio ha definito la Francia "il nuovo malato d'Europa": con una crescita del Pil a zero, una disoccupazione crescente e una montagna di debito pubblico – per non menzionare le politiche di austerità contro-produttive in atto – è difficile sostenere il contrario. Data la profonda importanza della Francia per la stabilità politica ed economica dell'Europa, questo pone una minaccia diretta all'intero progetto europeo. 

Con questa premessa JOÃO FERREIRA DO AMARAL, BRIGITTE GRANVILLE, HANS-OLAF HENKEL, JEAN JACQUES ROSA, ANTONI SOY e JEAN-PIERRE VESPERINI  in un articolo pubblicato da The Project Syndicate sottolineano come gli sviluppi recenti confermano la diagnosi di Williamson: l'attività commerciale francese ha toccato un minimo a dicembre 2013, le imposizioni fiscali sono aumentate di 32 miliardi di euro lo scorso anno, mentre il deficit governativo è diminuito di un mero 8 milioni di euro, con il debito pubblico aumentato quindi dal 89% al 93$ del Pil e la disoccupazione che è passata dal 9,5% al 10,5%. La conclusione più ovvia è che l'austerità non è la risposta corretta. E infatti, proseguono i diversi autori, la Francia deve abbandonare queste politiche, per il suo bene e per quello dell'Europa. 

I problemi della Francia, come quelli di tutti gli altri paesi della zona euro in difficoltà, derivano dal fatto che il tasso di cambio dell'euro non è allineato con i fondamentali dei diversi paesi membri. Il risultato è che il tasso di cambio virtuale tra questi paesi e la Germania è estremamente sopravvalutato, in quanto i salari sono aumentati più velocemente e la produttività del lavoro più lentamente che in Germania. Dato che il tasso d'interesse nominale è fisso "per sempre" all'interno dell'euro, questi paesi hanno accumulato maggiori deficit rispetto alla Germania. 

Inoltre, proseguono i diversi autori, i tassi di cambio di questi paesi sono sopravvalutati anche rispetto a paesi terzi come gli Stati Uniti e il Giappone, mentre la moneta della Germania è sottovalutata, perché il tasso di cambio dell'euro è determinato dalla bilancia dei pagamenti della zona euro che gli immensi surplus commerciali tedeschi distorce. In poche parole, il tasso di cambio dell'euro non riflette l'equilibrio tra la Germania, da un lato, e la Francia e tutti gli altri paesi meno competitivi della zona euro, dall'altro. 

Le economie più deboli della zona euro sono ora di fronte a un dilemma: espandere in linea con i loro potenziali produttivi, ma incorrere in deficit esterni, o continuare con l'austerità, eliminando i deficit esterni attraverso la soppressione delle importazioni. Sotto la pressione della Germania, hanno finora perseguito la seconda opzione. L'attuale "austerità competitiva" è però irrazionale, soprattutto perché, minando la domanda interna, contraddice direttamente il principio fondante di un'unione monetaria, vale a dire che un mercato interno più grande dovrebbe agire in protezione degli schock di domanda esterni. Questo, rimarcano di diversi autori, sta causando sofferenze per tutti, compresa la Germania: dal 2007 al 2012, infatti, le esportazioni tedesche verso gli altri paesi della zona euro sono crollati del 9%, da 432 miliardi di euro a 393 miliardi di euro. 

La  politica monetaria comune che tutti sono costretti a seguire sta intensificando le pressioni deflattive nei paesi più deboli e quelle inflattive in Germania. Le popolazioni nelle economie stagnanti dell'euro zona stanno richiedendo sempre più che Berlino cambi le sue politiche, aumenti gli stipendi e attui misure volte a rilanciare consumi e scoraggiare i risparmi. Tutte misure che riscontrano una forte opposizione all'interno della Germania.

Per risolvere la crisi che inevitabilmente emergerà dall'attuale rigidità del sistema, sottolineano gli autori, alla fine la Germania sarà costretta a permettere una cancellazione dei debiti o tollerare un grande acquisto di bond da parte della Bce, che dovrebbe inondare di liquidità la zona euro. Entrambi gli esiti sarebbero contrari agli interessi e le preferenze della Germania, rendendo quest'approccio ingiusto così come l'austerità.

Quello di cui la zona euro ha bisogno è una soluzione che non forzi nessun paese o gruppo di paesi ad avere sulle spalle il peso dell'aggiustamento. E questo significa una segmentazione controllata della zona euro. Contrariamente a quello che è il pensiero dominante in Europa, questo può essere fatto in un modo che potrà rinvigorire l'ideale del progetto europeo, piuttosto che i nazionalismi parrochiali del passato. La chiave è assicurare che questo provenga dal cuore economico e politico dell'Unione Europa. Specificatamente, la Germania, la maggiore potenza economica dell'Europa, e la Francia, progenitrice dell'unificazione europea, dovrebbero annunciare la loro uscita simultanea dall'euro e adottare le vecchie monete del passato. 

Certamente dovranno prendere una serie di decisioni per proteggere e salvaguardare la stabilità del sistema bancario. Dovrebbero poi negoziare con la Bce e gli altri governi europei un piano per gestire i debiti denominati in euro. Infine, un periodo di incertezza monetaria sarebbe inevitabile, dato che le diverse economie europee dovranno procedere all'aggiustamento al nuovo quadro. Ma, concludono gli autori, sarebbe molto migliore che l'impasse politica e economica cui la zona euro è oggi intrappolata.

Questi temi verranno discussi nel dettaglio nella Conferenza del 12 aprile organizzata da Asimmetrie.org: "Un’Europa senza euro. Costi e benefici per famiglie e imprese nelle proposte di economisti e politici europei". a cui parteciperanno tra gli altri Alberto Bagnai, Frits Bolkestein, Claudio Borghi Aquilini, Brigitte Granville, Hans-Olaf Henkel, Stefan Kawalec, Costas Lapavitsas, Peter Oppenheimer, Antoni Soy e Jean-Pierre Vesperini.

Nota: chi sono gli economisti che sottoscrivono questo articolo-appello:

João Ferreira do Amaral was Professor of Economics and Economic Policy at the University of Lisbon and economic adviser to the Portuguese president.

Brigitte Granville is Professor of International Economics and Economic Policy at the School of Business and Management, Queen Mary, University of London, and the author of Remembering Inflation.

Hans-Olaf Henkel, a former president of the Federation of German Industries, is Honorary Professor of Economics at the University of Mannheim.

Jean Jacques Rosa is Emeritus Professor of Economics and Finance at Institut d’Etudes Politiques de Paris.

Antoni Soy, Professor of Applied Economy at University of Barcelona, was Deputy Minister of Industry and Enterprise in the government of Catalunya.

Jean-Pierre Vesperini, Professor of Economics at the University of Rouen, was a member of the French Prime Minister’s Council of Economic Analysis. 

Fonte notizia: L'Antidiplomatico.it - che ringraziamo. 


FINE DELL'EURO / SEI ECONOMISTI DI FAMA MONDIALE SOTTOSCRIVONO UN APPELLO: ''FRANCIA E GERMANIA ESCANO DALL'EURO INSIEME''




 
Gli ultimi articoli sull'argomento
CONTINUA IL BOOM ECONOMICO BRITANNICO, INDICI DELLO SVILUPPO DELLE IMPRESE SALGONO COME MAI PRIMA D'ORA. E' BREXIT BOOM

CONTINUA IL BOOM ECONOMICO BRITANNICO, INDICI DELLO SVILUPPO DELLE IMPRESE SALGONO COME MAI PRIMA

mercoledì 7 dicembre 2016
LONDRA - La verità detta con tre parole è: mai così bene. A sentire i sostenitori della UE la vittoria del Brexit avrebbe causato alla Gran Bretagna poverta' e recessione ma
Continua
 
NAZIONALIZZARE, SALVARE E RIVENDERE MPS, CARIGE, BANCHE VENETE, BANCA ETRURIA & SORELLE E' UN GRANDE AFFARE PER L'ITALIA

NAZIONALIZZARE, SALVARE E RIVENDERE MPS, CARIGE, BANCHE VENETE, BANCA ETRURIA & SORELLE E' UN

martedì 6 dicembre 2016
Ricordate le previsioni degli analisti “qualificati” prima del referendum qualora avesse vinto  il NO? Crollo della borsa, spread alle stelle, siccità, carestia, morte dei
Continua
L'INTERVISTA / ROBERTO MARONI: PERSONALMENTE, VORREI TORNASSE IL MATTARELLUM, UN'OTTIMA LEGGE ELETTORALE MAGGIORITARIA

L'INTERVISTA / ROBERTO MARONI: PERSONALMENTE, VORREI TORNASSE IL MATTARELLUM, UN'OTTIMA LEGGE

lunedì 5 dicembre 2016
Abbiamo cercato al telefono Roberto Maroni, Governatore della Lombardia e figura di primissimo piano della Lega, per chiedergli qual è la sua idea, la sua proposta, per la nuova legge
Continua
 
DIMISSIONI? SOLO DI FACCIATA: LA CERCHIA RENZIANA DEL PD CONFERMA CHE IL CAPO VUOLE RESTARE AL POTERE, DIMISSIONI BUFALA

DIMISSIONI? SOLO DI FACCIATA: LA CERCHIA RENZIANA DEL PD CONFERMA CHE IL CAPO VUOLE RESTARE AL

lunedì 5 dicembre 2016
ROMA -  Da stentare a crederci, eppure è quanto rilanciano le agenzie:"Resta in campo e dara' battaglia. Di fatto questo referendum si e' trasformato in una vera e propria elezione
Continua
IL PARLAMENTO SLOVACCO APPROVA A LARGHISSIMA MAGGIORANZA UNA LEGGE CHE DI FATTO VIETA L'ISLAM E LE SUE ORGANIZZAZIONI

IL PARLAMENTO SLOVACCO APPROVA A LARGHISSIMA MAGGIORANZA UNA LEGGE CHE DI FATTO VIETA L'ISLAM E LE

lunedì 5 dicembre 2016
LONDRA - Alcuni mesi fa la Slovacchia ha attratto molte critiche per aver rifiutato di accettare rifugiati di religioni musulmane ma se qualcuno pensa che il governo abbia fatto dietrofront si
Continua
 
LA VITTORIA DEL NO CONSEGNA ALLE FORZE CHE L'HANNO OTTENUTA L'ONORE DI CAMBIARE L'ITALIA, NON LA COSTITUZIONE! CORAGGIO!

LA VITTORIA DEL NO CONSEGNA ALLE FORZE CHE L'HANNO OTTENUTA L'ONORE DI CAMBIARE L'ITALIA, NON LA

lunedì 5 dicembre 2016
E' l'alba di una nuova stagione per l'Italia. E non è l'inverno, che arriva. Noi di questo giornale abbiamo combattuto contro l'arroganza, l'ignoranza, e la stupidità di un ormai ex
Continua

 
Articolo precedente  Articolo Successivo
L'INTERVISTA / IL PROFESSOR BORGHI AQUILINI: ''RENZI D'ECONOMIA NON CAPISCE NIENTE. VIA DALL'EURO O L'ITALIA E' MORTA''

L'INTERVISTA / IL PROFESSOR BORGHI AQUILINI: ''RENZI D'ECONOMIA NON CAPISCE NIENTE. VIA DALL'EURO O
Continua

 
MINISTRO DELLE FINANZE TEDESCO SCHAUBLE: ''IN UCRAINA LA UE DEVE USARE L'ESPERIENZA POSITIVA FATTA IN GRECIA'' (NAZISTA)

MINISTRO DELLE FINANZE TEDESCO SCHAUBLE: ''IN UCRAINA LA UE DEVE USARE L'ESPERIENZA POSITIVA FATTA
Continua


 

 
Segui I Feed delle Brevi!
Brevi, quasi brevi? Brevissime!

SALVINI: ''IL FANTASMA DI GENTILONI COME PREMIER?''

10 dicembre - MILANO - ''Il fantasma Gentiloni come Premier? Uno che ha ingoiato ogni
Continua

SARDEGNA, LA GIUNTA REGIONALE VA IN PEZZI, TRAVOLTA DAL COLOSSALE

7 dicembre - CAGLIARI - Il Pd si sgretola in Sardegna. ''L'assessora regionale
Continua

IL TESORO SBUGIARDA (BUFALA) DELLA STAMPA DI TORINO: NIENTE FONDO

7 dicembre - ''Smentiamo che sia in preparazione una richiesta di prestiti al Fondo
Continua

LA LEGA CHIEDE UFFICIALMENTE CHE LA CORTE COSTITUZIONALE ANTICIPI

6 dicembre - ROMA - PARLAMENTO - La Lega - riunita con il segretario Matteo Salvini -
Continua

RENZI HA NOMINATO LA COMANDANTE DEI VIGILI DI FIRENZE ''CONSIGLIERE

6 dicembre - Nonostante il crollo del governo, ha una sorta di assicurazione a vita
Continua

CORTE COSTITUZIONALE: UDIENZA SU ITALICUM IL 24 GENNAIO (ADDIO

6 dicembre - La Corte costituzionale ha fissato per l'udienza del 24 gennaio 2017 la
Continua

SALVINI: ANDIAMO A COSTRUIRE UNA GRANDE ALLEANZA PER SCONFIGGERE

6 dicembre - ''Con Forza Italia ci sono stati contatti positivi. Noi andiamo a
Continua

''EFFETTO SCHIANTO RENZI'' COME ''EFFETTO BREXIT'': LA BORSA VOLA,

6 dicembre - MILANO - BORSA - Ora si può parlare apertamente di ''effetto Renzi''
Continua

LO SPREAD NON CRESCE, AL CONTRARIO CROLLA: OGGI A 158 PUNTI (1,92%)

6 dicembre - Altro sbugiardamento delle ''fosche previsioni'' dei soliti ''analisti''
Continua

LA MERKEL: ANCHE IN PROFUGHI VERRANNO RISPEDITI A CASA LORO (IN

6 dicembre - BERLINO - ''Non tutti'' i profughi entrati in Germania potranno
Continua
Precedenti »