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Max Parisi

LA MINISTRA MADIA HA LA ''SOLUZIONE'' PER DAR LAVORO AI GIOVANI: QUELLA DI DE MITA DEL 1988 (CHE SCASSO' I CONTI PUBBLICI)

mercoledì 26 marzo 2014

La proposta del ministro Madia di prepensionare una parte degli statali per assumerne di nuovi tra i giovani ha il sapore vecchio e stantio delle politiche dei governi di centro sinistra che hanno distrutto questo paese; di quelli, tanto per intenderci, che facevano andare in pensione maestri, infermieri e ferrovieri con 16 anni 6 mesi ed un giorno di contributi per poi assumerne altrettanti se non di più il giorno successivo. I famosi baby pensionati che hanno portato al collasso il sistema previdenziale italiano che oggi, a furia di sforbiciate e riforme, genererà milioni e milioni di anziani in miseria, con pensioni pari a circa il 40% dell’ultimo stipendio.

Calcolando che l’INPS è già al collasso a causa dell’incorporazione dell’INPDAP (la cassa previdenziale dei dipendenti pubblici) che è ricco solo di debiti in quanto lo stato sono anni che non versa i contributi ai propri dipendenti (è singolare che se un datore di lavoro privato si permettesse di fare una cosa del genere, finirebbe dritto in pasto ad Equitalia, lo stato può permettersi di farlo e di accollare le spese a chi i contributi li versa…), la proposta Madia, se venisse applicata, sarebbe il colpo di grazia per le casse dello stato e per le pensioni dei cittadini.

Appare singolare che un governo che è stato presentato dalla stampa compiacente come l’esecutivo della svolta, dell’innovazione, riesca a tirar fuori solo ed esclusivamente soluzioni da vecchio apparato cattomocunista del peggior compromesso storico, come i prepensionamenti, le assunzioni di nuovi statali con l’ovvio e necessario corollario di nuove tasse sotto forma di innalzamento di quelle esistenti. Alla faccia della novità e della gran cassa mediatica che ruota attorno all’ex sindaco di Firenze.

Questo governo appare in tutto e per tutto destinato a fare la fine dei due che l’anno preceduto, ovvero aggravare la crisi delle famiglie e dei consumi, senza più neppure contare sul piccolo spiraglio di ripresa legato alle esportazioni a causa dell’euro sopravvalutato oltre ogni ragionevolezza.

Il disastroso Monti dichiarò alla CNN che stava volutamente distruggendo la domanda interna per favorire le esportazioni: bene, i mercati gli hanno dato torto marcio.

L’unica via che potrebbe praticare l’ex sindaco di Firenze sarebbe quella di sbattere i pugni sul tavolo, far saltare il banco ed iniziare a sforare i vari parametri della commissione UE procedendo ad un drastico taglio della pressione fiscale. Ovviamente non lo farà per due motivi: uno la sudditanza prona e totale ai diktat della cancelliera tedesca (emblematica la sua foto col cappotto male abbottonato a fianco della Merkel, come un “pappagone” qualsiasi); la seconda è che anche qualora lui avesse il coraggio di sfidare gli oligarchi europei, ci penserebbe l’inquilino del Quirinale a riportarlo a più miti consigli.

La sola speranza, a questo punto, è che alle imminenti elezioni europee arrivi alla classe politica italiana un sonoro scappelloto da parte degli elettori, con una netta affermazione dei movimenti anti ue ed anti euro, altrimenti saremo destinati a scivolare sempre più verso il baratro nell’abbraccio mortale della riedizione in salsa moderna del più becero assistenzialismo dei tempi democristiani (sarà forse un caso che il giovane Renzi fosse stato fotografato tra Giulio Andreotti e Rocco Buttiglione?)

Luca Campolongo


LA MINISTRA MADIA HA LA ''SOLUZIONE'' PER DAR LAVORO AI GIOVANI: QUELLA DI DE MITA DEL 1988 (CHE SCASSO' I CONTI PUBBLICI)


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