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Max Parisi

IL REFERENDUM SULL'INDIPENDENZA DEL VENETO HA RAGGIUNTO 1.140.944 VOTI, NE MANCANO 726.000 PER IL 50% (FORZA, VOTATE!)

mercoledì 19 marzo 2014

Alle ore 11 del quarto giorno di votazione, oggi, hanno votato 1.140.944 veneti, pari al 30,56% del totale degli aventi diritto al voto. Sarebbe bello che alla fine votassero il 50% degli aventi diritto (Veneti residenti iscritti nelle liste elettorali)

In merito alla ripulitura di doppi voti e voti fake, plebiscito.eu comunica che: "Le procedure batch notturne di incrocio e verifica dati hanno inoltre consentito di scomputare finora 1.831 voti risultati come abusi del sistema e di mettere in quarantena 637 voti per verifiche puntuali sugli elettori, in corso di completamento. Tali arrotondamenti costituiscono lo 0,066% del totale dei voti".

Mancano circa 726.000 voti per raggiungere il 50% degli aventi diritto. 

LE RAGIONI DEL SI' - dal sito www.plebiscito.eu

Nel momento in cui i cittadini veneti dal prossimo 16 e fino al 21 marzo si apprestano a votare nel referendum per l’indipendenza del Veneto, rispondendo con un sì o con un no alla domanda secca “Vuoi tu che il Veneto diventi una Repubblica Federale indipendente e sovrana?”, diventa di fondamentale importanza portare a conoscenza di più persone possibile le ragioni alla base dell’indipendenza. Per fare questo abbiamo deciso di dare vita a una nuova organizzazione temporanea, il Comitato del Sì al Referendum per l’indipendenza del Veneto, che si terrà dal 16 al 21 marzo 2014. Tale Comitato assume la denominazione “Veneto Sì” e ha come proprio sito internet www.venetosi.org.

A molti – forse ai più – pare ancora incredibile che oggi ci troviamo di fronte a un evento e a un’opportunità che fino a poco tempo fa pareva un sogno irrealizzabile. Ciò si è reso possibile in realtà poiché gli anni che abbiamo appena trascorso non sono stati anni qualsiasi per l’indipendenza del Veneto. Grandi risultati sono stati ottenuti rispetto al recente passato. Il progetto indipendentista moderno è stato concepito nella propria prassi da alcune persone inizialmente costituitesi nel Partito Nasional Veneto, che quindi hanno dato vita ai principali movimenti indipendentisti nati negli ultimi anni (Veneto Stato, Indipendenza Veneta) e gestito inizialmente, dando loro in eredità il programma politico e permettendone la crescita, prima di creare la piattaforma apartitita e trasversale Plebiscito2013 e quindi il comitato Plebiscito.eu che ha organizzato il Plebiscito Digitale del 16-21 marzo. Il progetto indipendentista, elaborato negli anni attraverso la presentazione di una serie di manifesti che hanno preceduto il presente documento, è entrato all’interno delle istituzioni regionali, grazie all’approvazione della Risoluzione 44/2012, al successivo insediamento della Commisione Regionale che si è pronunciata sugli aspetti giuridici legati alla convocazione del refendum di indipendenza, alla successiva presentazione della proposta di legge regionale 342 del 2013 che prevedeva l’indizione del referendum di indipendenza per il 6 ottobre 2013 e quindi alla convocazione del Plebiscito per l’indipendenza del Veneto attraverso rete telematica del 16-21 marzo 2014.

Diventa pertanto importante ribadire alcuni concetti che non tutti conoscono, anzi, che ben pochi hanno fatto propri alla vigilia di un appuntamento fondamentale per noi veneti.

Il presente documento è una sorta di vademecum dell’indipendenza che si è rinnovato quasi annualmente fin dal 2007 e che ci accompagna in uno straordinario viaggio che ben pochi visionari avevano avuto il coraggio di mettere nero su bianco solo pochi anni or sono. Oggi si può dire che essere indipendentisti è un fenomeno che riguarda la massa, ma ciò è stato ed è possibile perché alcune persone coraggiose, capaci e responsabili hanno indicato la strada da percorrere e le modalità per farlo, quando magari era scomodo esporsi, da un punto di vista anche personale e lavorativo.

Tra pochi mesi queste righe potrebbero essere state sorpassate dagli eventi che si succedono ad un ritmo che è impressionante per la grandezza dell’obiettivo politico che stiamo perseguendo. Esso nel presente appare lento quanto si dimostra frenetico agli occhi dell’osservatore paziente che osserva il mutare degli umani avvenimenti nel tempo.

Appare pertanto quasi pretenzioso voler fissare in un dato momento lo stato delle cose, ben sapendo che l’equilibrio è fortemente dinamico. Eppure rimane ancora da completare e forse per certi aspetti e sicuramente per molte parti del nostro territorio addirittura da iniziare una vera sfida che è cruciale per il nostro destino.

Che si vada verso l’indipendenza del Veneto è cosa ormai ovvia e scontata. L’alternativa è la morte civica nell’Italia reclinata su sé stessa e non esiste un insieme così grande di pazzi che voglia suicidarsi come topi nell’acqua. Il vero nodo gordiano da sciogliere è però quale Veneto noi vogliamo per il nostro futuro, anzi per il nostro presente prossimo.

Per rispondere a questi interrogativi dobbiamo essere consapevoli che si deve dare inizio a una conversazione nazionale che deve includere tutti i cittadini e le organizzazioni che formano il nostro tessuto sociale.

I grandi obiettivi si raggiungono perché gli uomini decidono di perseguirli con tenacia.

L’aspetto finale è inevitabilmente diverso dall’immaginazione che li aveva originariamente portati ad intraprendere il viaggio alla scoperta di nuovi mondi e concezioni. Mondi non necessariamente terraquei, ma sempre luoghi di speranza che trovano locazione nel nostro immaginario.

Quando però più uomini determinati e mossi da ideali genuini condividono i loro sogni, nasce la magia della politica virtuosa. La politica nobile che nel corso degli umani eventi ha saputo delineare i passaggi grandiosi dell’umanità.

E come non ricordare che almeno alcuni di tali passaggi furono opera della civiltà veneta e veneziana. Le testimonianze di tale civiltà sono ora nella loro forma più sublime a conferire grandezza imperiale nei migliori musei di Londra, Parigi, New York.

La consapevolezza di ciò ci ha aiutato nel dare intepretazione a un esigenza la cui soddisfazione oramai non più rinviabile per noi veneti: la necessità della formazione di una classe dirigente all’altezza con la propria storia millenaria.

Riteniamo infatti – non da soli – che l’attuale debba infatti lasciare il passo per conclamata incapacità di gestione della nostra patria veneta. Incapacità che rasenta il colmo quando addirittura viene disconosciuta, o minata la nostra identità, ma che si manifesta in forma grave anche quando la si confonde, o la si diluisce con altre identità concorrenti.

Il momento è opportuno per non lasciare nel silenzio la speranza per un futuro della nostra amata nazione in linea con le proprie legittime aspirazioni.

Aspirazioni che abbracciano tutte le umane attività e manifestazioni, dal rispetto per l’ambiente all’economia, dal senso civico alla solidarietà, dalla responsabilità alla salvaguardia della propria storia e della propria cultura, dalla scienza all’etica, dalla spiritualità alla curiosità, dalla sicurezza nelle nostre case e nelle nostre città, alla libertà di poterci immaginare un futuro felice e dignitoso.

Qui e ora non possiamo nemmeno più sognare.

L’invito a chi legge è pertanto di aiutarci a salvare i veneti da un destino di infelicità e contribuire assieme alla realizzazione di quanto riportato nelle pagine che seguono.

Emerge con sempre più forza la necessità di creare una nuova classe dirigente all’altezza del compito grande, ma obbligato, che ci aspetta: la costruzione di un’indipendenza, moderna, snella, tollerante, aperta all’Europa e al mondo e in grado di portare i Veneti nell’era moderna da protagonisti, come ci meritiamo. Molti dicono che sia un’impresa impossibile. Noi crediamo invece che sia impossibile continuare a restare sudditi di uno stato che ci sta separando dal novero degli stati che appartengono al mondo civile.

Se qualche anno fa tali parole sembravano quasi utopistiche, oggi sono di una drammatica e impellente concretezza e costituiscono di fatto l’unico progetto politico reale e percorribile esistente in Veneto, che sta interessando e coinvolgendo sempre più persone della nostra nazione.

È ad esse che vogliamo dedicare queste righe, che trovano la propria forza proprio per essere state fatte proprie da tanti veneti lungimiranti. Non ce ne vogliano se, dopo diversi anni in cui parzialmente o totalmente questi scritti sempre attuali vengono riproposti in modalità aggiornata, in questa edizione non li menzioneremo.

Crediamo infatti che il loro verbo costituisca ormai un insieme di “memi” che uniti e in evoluzione continua costituiscono il nocciolo del sapere e la sete che i volontari di Veneto Sì dimostrano nel dare le risposte ai veneti che ogni giorno di più si avvicinano e vogliono conoscere le ragioni dell’indipendenza.

Un’unica eccezione la voglio fare per Gianfranco Favaro e Ivano Durante che nel corso di questi giorni mi hanno aiutato nel perfezionamento del testo e nella selezione di una serie di interventi e articoli che nel corso di questi mesi ci hanno permesso di offrire ai cittadini veneti una visione d’insieme di come sarà la nuova Repubblica Veneta.

Treviso, 12 febbraio 2014


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