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Max Parisi

PARALISI DELLA GRECIA: ALTRE 48 ORE DI SCIOPERO GENERALE, GOVERNO TAGLIA SANITA' E SICUREZZA (COME VUOLE FARE QUA IL PD)

mercoledì 19 marzo 2014

ATENE - È iniziato in Grecia questa mattina uno sciopero generale dei dipendenti del settore pubblico di due giorni, in segno di protesta contro le misure di austerità del Paese. Nelle prossime ore è prevista una marcia di protesta organizzata dai sindacati nel centro di Atene.

Il sindacato Adeby ha accusato il governo si essere stato troppo passivo nell'ultima serie di negoziati con i creditori internazionali, conclusi lunedì. Il gruppo è inoltre contrario ai piani di risparmio sui costi che provocherebbe migliaia di licenziamenti nel settore pubblico. Il primo ministro Antonis Samaras ha assicurato che gli accordi di lunedì non richiedono ulteriori politiche di austerità. Ma i fatti lo smentiscono: sono previsti ulteriori licenziamenti nei settori sanità, scuola e sicurezza. 

Ancora disagi intanto pure per chi ha bisogno di cure mediche in quanto prosegue anche oggi la mobilitazione del personale medico e paramedico degli ospedali pubblici ripresa ieri per protesta contro i licenziamenti dei dipendenti del settore della sanita' messi in mobilita' dal governo e non trasferiti ad altri posti di lavoro. Anche oggi quindi gli ospedali pubblici funzioneranno con il personale a ranghi ridotti e saranno assicurate solo le prestazioni d'emergenza. Gli addetti al settore prevedono che, in base al nuovo sistema di valutazione voluto dal governo, il 15% dei dipendenti perdera' il proprio posto di lavoro.

Il 17,9% dei greci non puo' permettersi di comprare tutti i giorni il cibo di cui avrebbe bisogno, una percentuale superiore a quella di Paesi con reddito pro-capite piu' basso come il Brasile e la Cina. A fotografare la drammatica situazione e', come riferisce il sito GreekReporter, l'ultimo rapporto dell'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo (Ocse) per il 2014. Il sondaggio evidenzia come tra il 2007 e il 2012 i greci abbiano subito ingenti riduzioni del reddito con una media di 4.400 euro a persona, le maggiori perdite in assoluto tra i Paesi Ocse e quattro volte superiori alla media dell'eurozona. Secondo il rapporto, la poverta' in Grecia e' dovuta ad una "esplosione" della disoccupazione, soprattutto tra i giovani, e del sistema di protezione sociale che era "impreparato" ad affrontare l'emergenza provocata dalla crisi economica. Come documentato nel rapporto, dal 2008 la spesa complessiva per la protezione sociale e sanitaria in Greca e' diminuita del 18%. Lo studio dell'Ocse ha inoltre evidenziato che solo la Grecia e l'Italia non forniscono ai meno abbienti un reddito minimo a livello nazionale.

I dati in materia di occupazione hanno dimostrato che, sempre dal 2008, il numero di famiglie i cui componenti sono disoccupati e' quasi raddoppiato, con uno su cinque adulti greci che vivono in una famiglia in cui nessun membro lavora. Nella relazione si sostiene inoltre che qualsiasi tipo di ripresa economica non potra' mettere fine rapidamente alla crisi sociale che ha colpito la Grecia. Il rapporto dell'Ocse si conclude con un'esortazione alle autorita' greche ad adottare misure adeguate per promuovere le riforme strutturali al fine di garantire le esigenze dei gruppi sociali piu' vulnerabili, in particolare coloro che sono disoccupati da molto tempo e i nuclei famigliari poveri.

E' purtroppo evidente che il piano dei tagli imposto alla Grecia dai nazisti della Troika è simile, per non dire identico a quello presentato in parlamento da Cottarelli del Pd. 


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