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EZIO MAURO INTERVISTATO DALLA RADIO DELLA SVIZZERA ITALIANA DICE UNA SERIE DI CASTRONERIE E SAVOIA (SERGIO) LO IMPALLINA

mercoledì 12 marzo 2014

La radio della Svizzera Italiana ieri ha intervistato il direttore di Repubblica, Ezio Mauro. Ed è arrivata una tempesta di critiche addosso al giornalista italiano. Il quotidiano Mattinonline.ch ne riporta una (delle tante):

"Ieri mattina “Albachiara” (RSI, La Uno) ha invitato il direttore de “La repubblica” Ezio Mauro a riflettere sul fatto che la Svizzera favorevole all’iniziativa del 9 febbraio sia comunque e di fatto, una nazione molto più multietnica di quelle che la circondano.

Un paese, il nostro, nel quale il 24 % della popolazione è straniero e nel quale anche il rimanente 76 cento dei cittadini svizzeri presenta un albero genealogico molto più internazionale di altri. Persino di quei connazionali che nel 1970 respinsero col 54% dei NO l’iniziativa di James Schwarzenbach contro l’inforestieramento.

Ma torniamo a Ezio Mauro e alla bella intervista di Marcello Fusetti. Alla domanda sul voto del 9 marzo di una Svizzera ormai multietnica anche dentro la cerchia di coloro che votano e possono essere eletti, il noto giornalista ha risposto con un paio di luoghi comuni e ha paragonato l’immigrazione interna nell’Italia del dopoguerra all’immigrazione dall’Italia, dal Portogallo, dalla Spagna, dai Balcani, dalla Turchia e ora anche dalla Francia e dalla Germania, che la Svizzera conosce e metabolizza non molto peggio di quanto Torino sia riuscita a fare con i meridionali.

Ciliegina sulla torta: al motto di ogni erba un fascio Ezio Mauro ha persino accomunato la sua incomprensione per le difficoltà incontrate dalla Svizzera nella gestione della sua manodopera internazionale, con il suo sdegno per il modo in cui vengono trattati i disperati che quando non muoiono in mare raggiungono sfiniti le coste di Lampedusa.

Caro direttore, si prenda due appunti.

Il 9 febbraio in Svizzera è successo che a più di 40 anni dalla bocciatura – appunto una bocciatura – di un’iniziativa xenofoba, la maggioranza del popolo e dei cantoni ha deciso di riconsegnare al Consiglio federale la regolazione dell’accesso della manodopera estera al mercato del lavoro interno. Togliendola all’UE, organizzazione della quale non facciamo parte. Altro che carrette del mare e generalizzazioni varie!

E poi già che ci siamo vorrei togliermi un sassolino dalla scarpa. Perché se da un giornalista svizzero che si occupi di politica italiana si ha il diritto di pretendere che conosca il significato di espressioni del tipo “salire al Quirinale” o di termini quali “transatlantico” “il cavaliere” e “guardasigilli”, allora dovremmo anche poter pretendere da Ezio Mauro che sappia distinguere, quando parla di Svizzera, tra un’iniziativa (tocca la Costituzione) e un referendum che tocca solo una legge o un decreto già votati da uno dei nostri parlamenti comunali, cantonali o federali. Capito direttore? Iniziativa, non referendum.

Da noi, se vuol parlare di noi, fa una certa differenza. E’ facile da ricordare.

Quando parlano del voto del 9 febbraio i mass media e i politici tedeschi parlano tranquillamente di “Volksinitiative” e questo, nonostante il fatto che in casa loro si parli molto più spesso delle “Bürgerinitiativen”: gruppi di persone che esercitano pressione sui politici affinché ne condividano una rivendicazione. Ma in Germania, nonostante la durezza dei toni e la legittima delusione per certe nostre decisioni, i grandi organi di stampa sono seri e documentati".

Sergio Savoia

Nota.

Il giornalista Sergio Savoia non milita - come qualcuno poco informato potrebbe obiettare - in una qualche organizzazione, partito o movimento politico di destra. Anzi!

Ecco la sua biografia:

Sono nato a Faido il 10 giugno 1964, scuole a Faido, Bellinzona, Milano.

Dal 1983 al 1987 ho frequentato il corso di laurea in Storia medievale presso l’Università degli Studi di Milano.

Attività professionali: 

Dal 1985 al 2001 ho lavorato come giornalista e animatore per la Radiotelevisione della Svizzera Italiana, per la quale ho scritto e condotto numerosi programmi. 

Nel 1991 ho fondato, con un gruppo di amici, la rivista satirica Il Diavolo, di cui sono caporedattore (che, nel caso del Diavolo, vista la particolare natura democratica della redazione, è un ruolo di primus inter pares). Nel 1996, con il Diavolo abbiamo vinto il premio internazionale di satira di Forte dei Marmi (Italia), un importante riconoscimento che per la prima volta veniva assegnato a una testata svizzera. 

Ho scritto alcuni libri. Oltre a quelli a carattere satirico e umoristico (“Camedo e altre storie”, “Taleggi selvaggi”, “Ticinogate, oggettistica di uno scandalo”), ho firmato un romanzo intitolato “La collina delle ginestre”, un vocabolario sull’italiano regionale ticinese (“Lo Svizzionario”, che ha recentemente doppiato la boa delle 10'000 copie vendute) e “Servi e padroni: mappa del conflitto di interessi nella politica ticinese”.

Attività politica:

Nel 1999 e 2003 sono stato candidato al Consiglio Nazionale nelle liste del Partito Socialista. Nel 2003 sono stato eletto in Gran Consiglio, dove ho fatto parte delle commissioni Sanitaria e Diritti Politici che ho abbandonato quando, nel novembre del 2006, ho scelto di uscire dal Partito socialista ticinese per aderire ai Verdi. Dal 2004 siedo in Consiglio comunale a Bellinzona, in un gruppo misto socialista, Verdi e Indipendenti.

Dal 2004 lavoro per il Programma europeo delle Alpi del WWF, dapprima come responsabile della comunicazione e, dal 2005, come direttore.

Accanto alla mia attività per il WWF, continuo a essere attivo nei media, con Radio Fiume Ticino per cui conduco e scrivo una trasmissione umoristica giornaliera (Zuppa Inglese, con Matteo Vanetti). Oltre a questa, altre collaborazioni puntuali con Teleticino, riviste e quotidiani svizzeri e italiani, tra cui Tages Anzeiger e NZZ. La collaborazione con Canale Jimmy (Gruppo Sky Italia) ha segnato il mio debutto televisivo nella vicina repubblica.

Il mio impegno politico si orienta verso la protezione dell’ambiente, uno sviluppo sostenibile, una globalizzazione dei diritti e delle opportunità che non sacrifichi l’uomo; la tutela dei diritti individuali, la difesa del laicismo, uno stato sociale moderno ed efficiente, lo spirito di apertura e tolleranza verso gli stranieri, verso l’Europa e il resto del mondo.

Sergio Savoia.


EZIO MAURO INTERVISTATO DALLA RADIO DELLA SVIZZERA ITALIANA DICE UNA SERIE DI CASTRONERIE E SAVOIA (SERGIO) LO IMPALLINA


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