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Max Parisi

STRAORDINARIO REPORTAGE DEL TEDESCO DER SPIEGEL DALLA CRIMEA / TIMORI, MA UNA CERTEZZA: ''MEGLIO I RUSSI DELL'UCRAINA''.

mercoledì 5 marzo 2014

Straordinario reportage di Der Spiegel dalla Crimea. Intervistata la gente, e la stragrande maggioranza preferisce essere essere difesa dalla Russia, piuttosto che finire in pasto ai nazionalsocialisti che hanno orchestrato il golpe a Kiev. Leggiamo.

"I russi devono rimanere!". Meglio con la Russia che con l'Ucraina: così la vedono molte persone in Crimea. Non si fidano del tutto di Putin, ma sono ancora più impauriti dei nazionalisti, che stanno prendendo il potere a Kiev.

 All'aeroporto di Simferopoli non si ricordano più dell'appartenenza della città all'Ucraina. Un grande cartello avvisa ai passeggeri in arrivo che "stanno entrando nel territorio ucraino". Ma davanti all'edificio è facile confondersi fra chi realmente governa la penisola. Formalmente è ancora governata da Kiev, ma la realtà è diversa.

 La polizia ucraina non si fa più vedere da giorni. Le nuove forze dell'ordine indossano elmetti d'acciaio ed armi automatiche. Non c'è alcun codice di riconoscimento sulle tute mimetiche verdi degli invasori, né alcuna targa sui camion russi "Kamas" sui quali sono arrivati. In ogni caso, nessuno ha più dubbi che si tratti di soldati della marina militare russa.

 Il diritto internazionale? La Russia non se n'è molto curata e si è impadronita della penisola della Crimea con le sue truppe. Mentre l'Occidente si sta surriscaldando le teste discutendo sulla via da seguire, sull'espulsione della Russia dal G8 e sulle sanzioni da applicare al Cremlino, la popolazione civile della penisola sta già convivendo con la nuova situazione politica. "Arrivano i russi!", questa frase non può scioccare alcun cittadino qui, visto che i russi sono la maggioranza, più del 60 percento, (quasi il 90 in molte zone).

 A fine mese, già il 30 marzo, la Crimea dovrebbe indire un referendum per decidere il proprio destino. Il Cremlino è ormai certo di raggiungere una chiara maggioranza, che rinsalderà i vincoli nei confronti di Mosca. In passato, tuttavia, la simpatia verso la Russia non è sempre stata tale in Crimea. Da un sondaggio del 2012, il 38 percento fu a favore di un'annessione alla federazione russa, mentre il 40 percento chiese maggior autonomia all'interno dello Stato ucraino.

 Nel centro di Simferopoli, in piazza della vittoria, qualcuno ha appeso un manifesto con su scritto "Meglio con la Russia che con questa Ucraina". Alexander Raschupkin, 53 anni, la pensa allo stesso modo. Di solito lavora in un deposito ferroviario, ma ora ha una fascia rossa avvolta attorno al braccio sinistro. Funziona così con i suoi commilitoni della pattuglia filo-russa "fino a quando alla nostra polizia sarà chiaro da che parte stare".

 "Non vogliamo che i nazionalisti radicali dell'Ucraina occidentale si presentino qui" dice. Raschupkin indossa la fascia di Georg nera ed arancione sul risvolto della sua giacca di pelle, con la quale viene ricordata la vittoria sul nazismo nella seconda guerra mondiale. Diverse unità di nazionalisti della parte occidentale dell'Ucraina combatterono a fianco delle SS e delle forze armate tedesche. Il presidente russo Vladimir Putin ha fatto la cosa giusta "impedendo altri spargimenti di sangue" dice Raschupkin.

Un passante si immischia nella discussione, non gli piace il modo come si è deciso di procedere, si rischia di creare una controversia. "Non pensate che vogliamo tutti la Russia qui", afferma ad alta voce. l'uomo si presenta come Vitali, ma preferisce non riferire il suo cognome. "Ho molti bambini", spiega scusandosi, per paura di subire ritorsioni da parte nuovi governanti.

 Vitali ha 35 anni e ha un piccolo negozio che vende materiali da costruzione. "Sono cresciuto in Ucraina, e voglio rimanere in Ucraina" racconta. Lui era lì, quando nella settimane passate oppositori e sostenitori del regime di Maidan sono scesi in piazza a Simferopoli, dalla parte dei sostenitori della rivoluzione. "Eravamo quasi il doppio dei russi", riferisce. "Ma nella notte hanno semplicemente inviato l'esercito. Che arroganza, com'è possibile?"

 Il Cremlino ha giustificato l'invasione ventilando un pericolo per i russi. "Non ho mai visto un russo che abbia subito molestie qui", dice Vitali. Prima di andarsene, esprime più decisamente il disappunto nei confronti della leadership russa. Putin sarebbe un furfante che invece di aiutare un'Ucraina al tappeto "usa la debolezza di Kiev con sfacciataggine a suo beneficio."

Mentre a Sebastopoli, il porto della flotta russa nel Mar Nero, l'intervento di Mosca è acclamato e festeggiato, i concittadini più a nord, nel capoluogo provinciale Simferopoli, guardano con sentimenti contrastanti all'esercito russo .

 "La Russia non ci dà alcuna garanzia per la soluzione dei nostri problemi, dobbiamo decisamente riprenderci il destino nelle nostre mani", dice Svetlana, 21 anni, studentessa di economia. Si trova in un cortile vicino al Parlamento mentre discute la situazione con i conoscenti Dmitrij e Kristina. "La Russia è per me un paese straniero, saremo sempre e solo un soggetto di seconda classe per Mosca", dice.

 Svetlana auspica un'ampia autonomia della Crimea. Non vuole un'adesione alla Russia, ma il comportamento dei nazionalisti a Kiev ha sorpreso anche lei. "Non capisco perché vogliono imporci la lingua ucraina ", dice . In Crimea e nella parte orientale della nazione quasi nessuno parla ucraino. Nonostante ciò, il governo centrale ordinò pochi anni fa di tenere le lezioni esclusivamente in lingua ucraina, all'università di Simferopoli frequentata da Svetlana. Il progetto, tra l'altro, è naufragato a causa della difficoltà di reperire docenti in grado di insegnare in quella lingua.

 Dmitrij, 30 anni, è russo, ma l'Ucraina è la sua casa . Fa il programmatore e ha anche lavorato in Russia. "Quando i miei amici parlano di Putin in Russia, lo fanno abbassando la voce e guardandosi attorno, che non ci sia qualcuno che stia origliando" dice. "Questo è qualcosa che non voglio, io voglio vivere in libertà". Di scontri tra russi e ucraini, non avrebbe mai sentito nulla.

Kristina, 21 anni, studentessa di giurisprudenza, è dubbiosa. Sua madre le ha parlato delle manifestazioni dei Tartari, che, verso la fine di febbraio, avrebbero bloccato le strade e fermato addirittura le ambulanze. Sarebbero stati armati di bastoni. "Non è bello vedere soldati stranieri che pattugliano armati le nostre strade", dice. "Ma se si preoccuperanno di farlo in maniera pacifica, allora i russi possono tranquillamente restare."

Articolo originale di Benjamin Bidder, corrispondente da Mosca per Der Spiegel, apparso ieri su Spiegel Online.

 


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