50.670.102
Segui il Nord.it con il Feed RSS
I fatti e le opinioni del Nord - ilNord.it

 
LE NOTIZIE CHE GLI ALTRI NON SCRIVONO
Max Parisi

MICROMEGA: ''SE LA SINISTRA ITALIANA A INIZIARE DAL PD NON ANDRA' CONTRO EURO E UE VINCERANNO LE EUROPEE LE DESTRE E M5S

martedì 25 febbraio 2014

Secondo tutti i sondaggi, i cittadini europei sono ancora favorevoli all’Europa unita, ma la maggioranza degli italiani (il 49%) non vuole più l’euro. Mentre il 24% (cioè un italiano su quattro) si dice pronto a votare subito un partito schierato contro l’euro. I più contrari alla moneta della Bce sono operai, disoccupati e casalinghe, ma anche imprenditori, liberi professionisti e impiegati (favorevoli solo pensionati e dipendenti pubblici, cioè chi ha un reddito garantito). «Ma la cosa più strabiliante», scrive Grazzini su “Micromega”, è che la stragrande maggioranza del popolo di centrosinistra è schierato al 90% a favore dell’euro, mentre la grande maggioranza degli elettori di centrodestra e del M5S è a favore del ritorno alla lira.

Lettura sociologica: «Sembra che molti elettori del centrosinistra appartengano al ceto medio superiore, colto e anziano, con meno problemi economici». Per questo, in nome dell’ideale europeista, «accettano la moneta unica e le conseguenti politiche monetarie e fiscali recessive, che provocano disoccupazione e desertificazione produttiva». Di conseguenza, a rappresentare i sentimenti più popolari sono Berlusconi, Grillo e la Lega. Chi vota Pd in Italia non appartiene più al cosiddetto proletariato e questo è un pessimo segno, se si pensa che riguarda un partito che si sè dice d'essere espressione delle "masse popolari" progressiste. 

«Ormai – osserva Grazzini – quasi tutti gli economisti riconoscono che l’austerità scaraventata sulle spalle dei lavoratori, del ceto medio e delle piccole e medie aziende è generata dall’euro, che non è solo una moneta ma una politica monetaria ed economica mirata a salvare solo la finanza a scapito dei redditi da lavoro, dell’occupazione e dello stato sociale».

Anche se Giorgio Napolitano riesce a fare dell’ossimoro una teoria economico-politica (no all’austerità, sì all’euro – come se non fosse l’euro a determinare il rigore), gli stessi economisti «riconoscono che sarebbe stato meglio non entrare affatto nella moneta unica», aggiunge Grazzini, dal momento che «un regime di moneta unica amplifica gli shock economici». A differenza degli Usa, l’Europa «non ha le caratteristiche necessarie per costituire un’unica area valutaria», e che inoltre «l’euro è una moneta unica incompleta, perché non ha alle spalle una banca centrale prestatrice di ultima istanza». L’euro non ha politiche solidali di bilancio: la politica monetaria dell’Ue è «sostanzialmente guidata e dominata in maniera del tutto miope, in questo momento, dalle classi dirigenti tedesche».

E’ certo che la situazione europea peggiorerà, continua Grazzini. Il Fiscal Compact, sottoscritto dal governo Monti e approvato anche da Berlusconi e dal Pd di Bersani, imporrà all’Italia il rientro automatico dal deficit a ritmi forsennati, 80 miliardi all’anno. Un trattato impossibile da rispettare, pena la morte clinica del sistema-paese. Non solo: in base ai trattati Two Packs e Six Packs, i nostri bilanci pubblici subiscono l’esame preventivo della Commissione Ue prima ancora di essere presentati al Parlamento di Roma.

«Questi vincoli non sono però ancora completamente noti al popolo italiano e sono tenuti accuratamente in ombra dal governo Letta e per nulla messi in discussione da Matteo Renzi». A guadagnarci sono soltanto la Germania e le altre nazioni creditrici (Finlandia, Austria, Olanda), ma la «folle politica di austerità» sta facendo diventare l’Europa «il malato del pianeta». Infatti, «perfino gli Usa e i cinesi sono preoccupati dell’avida e restrittiva politica tedesca della coalizione Cdu-Spd della Merkel, che guida senza molte resistenze (certamente non quella del presidente francese François Hollande) l’economia sociale di mercato europea verso la distruzione e il baratro».

Per attuare questa politica, continua Grazzini, la Ue spinge verso l’estrema concentrazione di potere verso organismi non eletti: nessuno nella Troika è stato votato dai cittadini europei. «I governi, come quello italiano, sono diventati la cinghia di trasmissione delle politiche decise dalla Bundesbank e dalla Merkel, con il supporto (critico?) del socialismo tedesco, la Spd».

L’Europa unita e solidale? «Era un bel sogno», come quello dell’euro che «doveva garantirci stabilità e crescita». E quindi: «Come fare oggi a uscire dall’incubo?». Certo non seguendo il centrosinistra, che – a partire da Napolitano – difende l’euro «nonostante il suo evidente fallimento, anche a costo di perdere completamente la sua tradizionale base sociale». Già, «perché il centrosinistra confonde la moneta unica – criticata dalla grande maggioranza degli economisti – con la possibilità di costruire una Europa unita e solidale?».

La verità è che il centrosinistra “assolve” l’Unione Europea, «la cui adesione è stata decisa dalle élite dirigenti italiane, per assimilarsi a queste». Da più di vent’anni, ricorda Grazzini, le forze di centrosinistra «declamano acriticamente le sorti magnifiche e progressive della Ue: diventa allora per loro difficile cambiare direzione di marcia», anche se Romano Prodi ha tentato di prendere tardivamente le distanze da Bruxelles, sostenendo che questa Ue «non è più quella di prima». Di ben altro avviso le voci più critiche – come quelle di Paolo Barnard, Bruno Amoroso, Giulio Sapelli, Emiliano Brancaccio – secondo cui la stessa costruzione dell’Ue, fin dall’inizio – moneta unica non sovrana, Commissione Europea non eletta – era un disegno palesemente insostenibile, neo-feudale, funzionale all’élite finanziaria degli oligarchi, incarnato nel nuovo super-potere della tecnocrazia pilotata dalle grandi lobby planetarie.

«E’ difficile affermare che gran parte del popolo italiano sbagli per ignoranza», dice oggi Grazzini. «La sinistra dovrebbe trarre più di una lezione dai risultati dei sondaggi di opinione: dovrebbe prendere atto che la maggioranza della popolazione vorrebbe una opposizione molto dura a questa Unione anti-democratica dell’austerità e dell’euro».

Gli Stati Uniti d’Europa vagheggiati dal federalista Altiero Spinelli «rappresentano un’ottima prospettiva, ma solo se innanzitutto viene rispettata la sovranità nazionale». La Ue oggi non è affatto democratica, «ma autoritaria e completamente subordinata ai voleri della finanza». Primo traguardo: pretendere che il Parlamento Europeo – per il quale voteremo a maggio – ottenga un vero potere legislativo che attualmente non ha. E subito dopo: rivedere radicalmente tutti i trattati-capestro, da Maastricht al Fiscal Compact, fino a minacciare di uscire veramente dall’euro, pur di ottenere un cambio di rotta dalla Germania. L’arma di pressione che non si vuole usare, dice un economista come Brancaccio, è il mercato comune europeo: se l’Italia minacciasse di uscirne, Berlino sarebbe costretta a scendere a più miti consigli, per proteggere il suo export.

Se la Ue non ribalterà la sua politica economica e sociale, immagina Grazzini, il popolo italiano deciderà autonomamente la sua politica economica: «L’Italia dovrebbe essere pronta a proporre agli altri paesi europei di uscire in maniera concordata dall’euro per riprendersi la sovranità monetaria e per avviare un cammino di sviluppo sostenibile e di piena occupazione». Anche perché «le politiche economiche non possono essere decise da riunioni a tavolino della Troika, ma dai popoli sovrani, dai loro Parlamenti e dai loro governi».

L’Italia è ancora una grande nazione europea, «e dovrebbe avere il coraggio di opporsi duramente a questo euro, anche perché è proprio la Germania il paese che senza dubbio avrebbe più da perdere dalla rovina della moneta unica». Per cui, «se si ha timore di andare decisamente contro questo euro e contro questa Ue», le elezioni le vinceranno Berlusconi e Grillo (e in Francia Marine Le Pen) mentre la sinistra «si condannerà per l’ennesima volta all’irrilevanza».


MICROMEGA: ''SE LA SINISTRA ITALIANA A INIZIARE DAL PD NON ANDRA' CONTRO EURO E UE VINCERANNO LE EUROPEE LE DESTRE E M5S




 
Gli ultimi articoli sull'argomento
MACRON: PRIMA I LAVORATORI FRANCESI, POI TUTTI GLI ALTRI, INCLUSI QUELLI EUROPEI. STERZATA NAZIONALISTA DELLA FRANCIA

MACRON: PRIMA I LAVORATORI FRANCESI, POI TUTTI GLI ALTRI, INCLUSI QUELLI EUROPEI. STERZATA

lunedì 14 agosto 2017
LONDRA - Quando Emmanuel Macron e' stato eletto presidente della Francia tutti i sinistri di casa nostra hanno fatto a gara a dichiarare tale risultato come una vittoria contro il razzismo e il
Continua
 
PADOAN AMMETTE D'AVER SBAGLIATO I CONTI DELLO STATO: MANCANO 5 MILIARDI, CHE SONO IL COSTO ''AFRICANO'' DELL'ITALIA

PADOAN AMMETTE D'AVER SBAGLIATO I CONTI DELLO STATO: MANCANO 5 MILIARDI, CHE SONO IL COSTO

sabato 12 agosto 2017
Il mitico ministro delle finanze “pierpiero” padoan, ha pubblicamente dichiarato, in perfetto rispetto della sua tradizione di non averne azzeccata una da quando siede su quella poltrona,
Continua
DOPO LA MALESIA, ANCHE L'ALGERIA HA DECISO DI ESPELLERE - RIMPATRIANDOLI - I CLANDESTINI AFRICANI PRESENTI NEL PAESE

DOPO LA MALESIA, ANCHE L'ALGERIA HA DECISO DI ESPELLERE - RIMPATRIANDOLI - I CLANDESTINI AFRICANI

lunedì 7 agosto 2017
LONDRA - Giorni fa avevamo riportato la notizia che la Malesia sta cacciando via tutti gli immigrati clandestini che da anni vivono nel suo territorio. Ebbene questo non e' affatto un caso isolato
Continua
 
RIPRESA? SI' DELLE SOFFERENZE BANCARIE: I CREDITI MARCI SFONDANO IL MURO DEI 200 MILIARDI (+1%) E I PRESTITI SEGNANO -2%

RIPRESA? SI' DELLE SOFFERENZE BANCARIE: I CREDITI MARCI SFONDANO IL MURO DEI 200 MILIARDI (+1%) E I

sabato 5 agosto 2017
Ripresa? Non si direbbe, dato che a salire non è l'economia italiana ma le sofferenze bancarie, e cioè i crediti elargiti dalle banche e non rimborsati da chi li ha ricevuti. "Tornano a
Continua
DAL 2018 AL 2022 PIU' DI 900 MILIARDI DI TITOLI DI STATO DA RIFINANZIARE. IMPOSSIBILE RIMBORSARLI: LE CASSE SONO VUOTE

DAL 2018 AL 2022 PIU' DI 900 MILIARDI DI TITOLI DI STATO DA RIFINANZIARE. IMPOSSIBILE RIMBORSARLI:

giovedì 3 agosto 2017
Secondo un’inchiesta di Unimpresa, nella prossima legislatura: 2018-2022, andranno a scadenza 900.143.000.000 di euro di debito pubblico, mettendo a serio rischio la stabilità ed il
Continua
 
LA BREXIT PRODUCE GRANDI INVESTIMENTI INDUSTRIALI... TEDESCHI IN GRAN BRETAGNA (LE NOTIZIE CHE NON VENGONO DIVULGATE)

LA BREXIT PRODUCE GRANDI INVESTIMENTI INDUSTRIALI... TEDESCHI IN GRAN BRETAGNA (LE NOTIZIE CHE NON

lunedì 31 luglio 2017
LONDRA - E' passato poco piu' di un anno da quando i cittadini britannici hanno votato per uscire dalla UE e tutte le previsioni catastrofiche fatte all'indomani di questo storico referendum non si
Continua

 
Articolo precedente  Articolo Successivo
LA RUSSIA PRONTA A DARE PASSAPORTO RUSSO A META' DELL'UCRAINA (FILORUSSA), INTANTO SOSPESI FINANZIAMENTI PER 15 MLD...

LA RUSSIA PRONTA A DARE PASSAPORTO RUSSO A META' DELL'UCRAINA (FILORUSSA), INTANTO SOSPESI
Continua

 
SOCIETA' PETROLIFERE USA SI ACCAPARRANO (ESENTASSE!) 239 ''CAMPI'' DI GAS E 11 DI PETROLIO AL NORD (GRAZIE A MONTI-LETTA)

SOCIETA' PETROLIFERE USA SI ACCAPARRANO (ESENTASSE!) 239 ''CAMPI'' DI GAS E 11 DI PETROLIO AL NORD
Continua


 

 
Segui I Feed delle Brevi!
Brevi, quasi brevi? Brevissime!