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Max Parisi

IL LIBRO DEI SOGNI DI LETTA? UN INCUBO DA DIECI MILIARDI DI EURO (DA TROVARE, SE NO SONO SOLO CHIACCHIERE)

lunedì 29 aprile 2013

Roma - Stop al pagamento della rata Imu di giugno sulla prima casa in vista di una riforma complessiva (che potrebbe includere anche la Tares), no all'aumento dell'Iva e priorita' al lavoro, a partire da incentivi per chi assume e dalla riduzione dei costi. E ancora, ammortizzatori sociali, forme di reddito minimo per le famiglie bisognose e una soluzione strutturale per gli esodati. E' questa la road map indicata dal presidente del Consiglio Enrico Letta che secondo alcuni primi calcoli, implicherebbe interventi per circa 10 miliardi. Una prima 'tornata' di misure potrebbe essere presentata nel giro di un mese e mezzo. La partita piu' dura, dal punto di vista delle coperture finanziarie, il governo dovra' giocarla sul fronte fiscale ma la vera emergenza e' quella del lavoro, a partire dalla cig. 

Congelare i pagamenti della rata Imu di giugno richiedera' 4 miliardi su base annua per compensare i mancati incassi. Nel 2012 il gettito Imu e' stato di circa 23,7 miliardi, di cui appunto 4 mld dall'abitazione principale. L'obiettivo e' di bloccare i pagamenti a giugno per prendere tempo e arrivare a una soluzione entro dicembre. Una sorta di moratoria che consenta nel frattempo di trovare le coperture alternative. Una delle strade percorribili per una revisione del sistema potrebbe essere l'aumento della detrazione base attualmente a 200 euro (la vecchia proposta del Pd era di portarla a 400-500 euro, magari compensandola con un intervento sui grandi patrimoni). Un'altra ipotesi potrebbe essere quella di agire sulle esenzioni. Sul fronte fiscale c'e' anche la sterilizzazione dell'aumento dell'Iva dal 21 al 22% che scattera' a luglio. Per evitarlo serviranno circa 2 miliardi. C'e' poi da affrontare il capitolo Tares, la nuova tassa sui rifiuti e servizi che rischia di diventare una vera e propria stangata di fine anno. Un rinvio costerebbe un altro miliardo.

Ma la prima emergenza che il governo Letta dovra' affrontare sara' appunto quella del lavoro, con una disoccupazione in crescita, soprattutto tra i giovani, e il problema del rifinanziamento della cassa integrazione in deroga per l'intero 2013. La cig in deroga e' coperta infatti solo fino a giugno. Secondo i sindacati circa mezzo milione di lavoratori, dopo aver perso il posto, rischia di restare anche senza sostegno al reddito. Per le organizzazioni sindacali servono 1,5 miliardi di euro per poter garantire tutto il 2013 e chiudere l'ultima coda del 2012. Tra i nodi da sciogliere quello degli esodati. In totale sono state salvaguardate circa 130.000 persone ma ne restano fuori ancora parecchie migliaia. Il numero esatto di soggetti interessati e' ancora sconosciuto cosi' come l'ammontare delle risorse necessarie. Sul fronte del pubblico impiego le questioni aperte sono diverse: c'e' da gestire lo smaltimento degli esuberi, il blocco degli aumenti contrattuali e degli scatti d'anzianita', per cui non e' ancora stato firmato il decreto, e soprattutto i contratti dei precari che scadono il 31 luglio.

Secondo i sindacati, se tale scadenza non verra' modificata, almeno 100mila lavoratori rischiano di rimanere senza lavoro. Vanno inoltre trovate subito le risorse (circa 400-500 milioni) sia per il bonus del 55% per l'efficienza energetica sia per quello delle ristrutturazioni edilizie nella versione del 50% che vanno in scadenza il 30 giugno (dal 1 luglio si tornera' al 36%). Servono poi i fondi per rifinanziare i contratti di servizio con Fs, Anas e Poste (circa 400 milioni). Infine le spese indifferibili, ossia il finanziamento delle missioni militari all'estero che si aggirerebbe intorno ai 200-500 milioni. 

Fonte: Agi


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