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Max Parisi

''LA UE COME LO SFORTUNATO RE LEAR ESPRIME MINACCE FURIOSE, PERCHE' LE STIAMO PERMETTENDO DI GOVERNARCI? (THE TELEGRAPH)

martedì 18 febbraio 2014

LONDRA - "Io faro' tali cose... quali sono non lo so ancora; ma saranno il terrore della terra". L'UE, come lo sfortunato Re Lear, sta esprimendo minacce furiose ma non specificate. Uno dopo l'altro, MEP (membri del parlamento europeo, NdT) ed eurocrati si sono schierati per dire agli Svizzeri che il loro voto contro l'immigrazione illimitata dall'UE avra' mostruose (seppure accuratamente non specificate) conseguenze. Martin Schulz, presidente del parlamento europeo, dice che gli altri accordi bilaterali con la Svizzera potrebbero essere rimessi in questione. Il leader socialista, Hannes Swoboda, accenna oscuramente a ritorsioni economiche: "Se la Svizzera sospende l'immigrazione dall'UE, non potra' contare su tutti i benefici economici e commerciali dei quali gode attualmente." 

La commissaria Viviane Reding che il mercato unico non e' come "un formaggio svizzero" (in realta' Assomiglia molto al formaggio svizzero: ci sono tutti i tipi di deroghe, esenzioni e altri buchi). Gli euro-entusiasti britannici, prendendo lo spunto dai loro leader di Bruxelles, sbavano all'idea di sanzioni anti-svizzere. Dando un esempio con gli Svizzeri, sperano che l'UE spaventi i Britannici inducendoli a rinunciare a qualsiasi tentativo di riavviare a loro volta seri negoziati. Per il momento, tuttavia, l'unica punizione decisa da Bruxelles e' stato il rinvio di alcuni colloqui sul commercio transfrontaliero dell'elettricita'. 

Quando gli eurocrati avranno finito di sfogarsi, rimarra' comunque qualche fatto incontrovertibile. Primo, il libero commercio fa comodo all'UE come alla Svizzera. Invero, con la Confederazione elvetica che cresce economicamente mentre l'eurozona rallenta, e' l'UE che ha piu' da guadagnarne. Lo stesso vale per la libera circolazione della manodopera. Non solo per il fatto che un quarto dei residenti in Svizzera e' costituito da cittadini UE; a questi si aggiungono centinaia di migliaia di persone che attraversano il confine per venire dai paesi vicini a lavorare nei cantoni. La Svizzera, in breve, ha in mano dei forti atout negoziali. 

Secondo, gli Svizzeri hanno votato come voterebbe la maggior parte degli elettorati europei. I Francesi, gli Italiani o i Tedeschi, se ci fosse un referendum, sosterrebbero anche loro delle restrizioni all'immigrazione interna. I loro politici lo sanno, ed e' questa una delle ragioni della loro stizza. Terzo, il referendum svizzero era formulato molto piu' moderatamente di quanto si possa desumere dalla copertura mediatica. I votanti non hanno chiesto di porre fine a tutta l'immigrazione o anche solo all'immigrazione dall'UE. Tutto quello che hanno fatto e' di dare mandato ai loro membri del parlamento di presentare un progetto, a qualche livello nel corso dei prossimi tre anni, che preveda di mettere in atto dei controlli. 

Condurra' questa modesta richiesta l'UE all'adozione di ritorsioni su vasta scala? S'imbarchera' la Commissione europea - giunta ai suoi mesi finali - in una lite che potrebbe soltanto recare danno a entrambi le parti? Non avrebbe senso. 

Tuttavia, gli eurocrati hanno un occhio sugli Inglesi. Se gli Svizzeri possono modificare unilateralmente il loro accordo con Bruxelles, perche' non gli Inglesi? E se lo fanno gli Inglesi, perche' non i Danesi? E, dopo i Danesi, perche' non gli Olandesi? Forse una punizione potrebbe essere trovata, il che sembra spaventoso, ma non ha veramente importanza. Ci sono un sacco di precedenti. 

Quando gli Austriaci misero il partito della liberta' di Joerg Haider in una coalizione di governo nel 2000, l'UE rispose con le cosiddette "sanzioni diplomatiche", il che comportava la non nomina di Austriaci in diverse funzioni internazionali. La prassi era praticamente priva di senso e fu tranquillamente abbandonata dopo alcuni mesi. 

Io credo che Bruxelles trovera' qualche via altrettanto simbolica per penalizzare gli Svizzeri. Potrebbe, per esempio, sentenziare l'esclusione delle banche svizzere quali elementi del mercato unico. Tale esclusione esiste peraltro gia', e fa comodo alla maggior parte degli istituti finanziari svizzeri, dato che il loro modello di affari dipende dal fatto di non essere sottoposti alle regole dell'UE. Cio' che l'UE non fara' e' pregiudicare il commercio transfrontaliero con i propri vicini. 

Lo stesso discorso si applicherebbe, mutatis mutandis, agli Inglesi. Il nostro ritiro dalle istituzioni UE susciterebbe discorsi stizziti e vaghe minacce, e forse qualche simbolica non-collaborazione. Ma nessuno pensa seriamente che l'UE limiterebbe il commercio con quello che sarebbe di gran lunga il maggiore mercato d'esportazione - piu' grande del secondo e del terzo (USA e Giappone) assieme. In qualunque scenario, gli Stati UE beneficiano del libero commercio con la Svizzera e con il Regno unito - e, per quanto importi, con la Norvegia, la Macedonia, Andorra, Turchia e tutti gli altri paesi europei non membri. 

L'idea che l'UE danneggera' se' stessa al fine di nuocere alla Svizzera si basa sul concetto che sia motivata da spirito di vendetta invece che dal proprio interesse. Non lo credo neppure per un momento. Se mi sbaglio - se gli eurocrati impoverirebbero i loro propri paesi per pura ripicca - allora cosa stiamo facendo, permettendo a tali persone di governarci? 

Articolo scritto da Daniel Hannan per The Telegraph - Londra e tradotto da Comedonchisciotte.org - che rigraziamo.


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