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Max Parisi

L'UNIONE EUROPEA ''HA PORTATO LA PACE''? GLI STATI UNITI SI PREPARANO A COMBATTERE IN EUROPA CON I CARRI ARMATI

martedì 4 febbraio 2014

MOSCA - Il 31 gennaio alcuni carri armati americani di nuovissima generazione sono arrivati nella base militare bavarese. Come annunciato dai militari americani, 29 carri armati pesanti “Abrams” di ultima generazione entreranno a far parte del set del programma di preparazione militare EAS per l’allestimento di un centro di formazione.

La loro comparsa è ricondotta all’idea della direzione americana di proseguire la preparazione dei carristi statunitensi in Europa, mancavano però le attrezzature su cui formarli. Durante la riduzione delle truppe statunitensi in Europa, la scorsa primavera, in Germania è stata sciolta l’ultima brigata di carristi e tutti i carri armati sono stati trasportati negli USA. Ed ecco che a meno di un anno una nuova generazione di “Abrams” è sbarcata di nuovo in Europa.

Nei grandi poligoni e campi di tiro della JMTC nella base statunitense di Tower Barracks a Grafenwöhr da tempo si specializzano militari da tutta Europa. Perché allora in una base americana non addestrare anche militari americani? Secondo il colonnello Thomas Matsel del reparto operativo del JMTC, “ con l’aiuto dell’EAS le nostre unità avranno accesso a tutto lo spettro di operazioni militari che ci troveremo a svolgere.”

La questione dell’eventuale insufficienza in Europa di una tecnica militare propria è certamente una faccenda interna degli Stati Uniti e delle strutture europee della NATO. Ma gli USA hanno mostrato un particolare interesse verso una determinata sezione di questo “spettro”, ovvero la NATO Response Force. A detta dei militari americani il “set europeo” da loro fondato deve “infondere nuova vita alla partecipazione degli USA nella NATO Response Force.

Cosa sia la NATO Response Force lo ha spiegato lo scorso autunno proprio il Segretario generale della NATO Anders Fogh Rasmussen. “La NATO Response Force è costituita da unità di risposta veloce, lance affilate dell’Organizzazione dell’Atlantico del Nord in grado di garantire la difesa di qualsiasi stato membro, di realizzare uno schieramento in qualsiasi luogo e di contrastare una qualsiasi minaccia”. Gli stati membri su un principio di rotazione per un anno concedono i loro contingenti militari. Un’aspirazione naturale e degna di lode. Ma, a quanto pare, non sono solo i membri dell’Alleanza a preoccuparsi della difesa dei paesi della NATO nell’ultimo periodo.

Nel 2014 nella composizione della NATO Response Force entreranno i contingenti della Svezia, della Finlandia e dell’Ucraina, mentre nel 2015 la Georgia si è offerta di entrare in “rotazione”. Le tappe più importanti delle esercitazioni dello scorso anno sono avvenute a novembre in Lettonia e in Polonia. Durante questo periodo sono state programmate quattro grandi esercitazioni all’incirca in quelle zone. “Il mantenimento della lama affilata, pronta per l’impiego delle condizioni” (così il segretario generale della NATO ha definito le esercitazioni della NATO Response Force) avviene nel contesto del teatro europeo delle azioni militari e in parte nelle vicinanze del confine con la Russia. Forse ora i problemi della difesa dell’Europa verranno decisi non solo dai sistemi americani di contraerea, ma anche dai loro carri armati?

Il battaglione e i componenti delle alte sfere, della direzione e del controllo, difficilmente rappresentano una forza di ampio respiro. Ma, a quanto pare, gli americani hanno elaborato il loro schema, alquanto interessante, di rotazione. “First Team”, il soprannome della 1st Cavalry Division degli Stati Uniti, i cui carristi hanno formato il primo “turno” in Germania, riflette molto chiaramente i futuri piani del Pentagono. A sostituire il battaglione del “First Team” arriveranno carristi di altre unità. E la loro rotazione avverrà con maggior frequenza che una volta l’anno.

Anche gli americani riconoscono che i giochi militari dell’ultimo periodo ricordano gli anni della “Guerra Fredda”. Commentando il ritorno dei carri armati americani in Germania Michael Darnell dello statunitense Stars and Stripes nota: “quando gli ultimi 22 carri armati “Abrams” (nell’aprile del 2013) hanno lasciato il continente, questo è stato visto come la fine di un’epoca…Ora sembra che quel capitolo della storia sia stato chiuso prematuramente”.

LA VOCE DELLA RUSSIA


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