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Max Parisi

DANIMARCA: IL GOVERNO DI SINISTRA SVENDE SOCIETA' STATALE DELL'ENERGIA A GOLDMAN SACHS! (PEZZO DELLA MAGGIORANZA VA VIA)

giovedì 30 gennaio 2014

COPENAGHEN - In un giorno solo Goldman Sachs diventa la protagonista di una crisi di governo in Danimarca e di una denuncia depositata a Londra dal fondo sovrano della Libia. Sul primo fronte, la commissione finanziaria del Parlamento di Copenaghen ha approvato la vendita del 19% nell'utility Dong Energy a fondi controllati dalla banca americana. La decisione e' stata presa nonostante grida pubbliche di protesta che hanno portato il partito socialista (Socialistisk Folkeparti, SF) a dimettersi dalla coalizione tripartitica di governo. La dipartita di SF lascia la coalizione di sinistra guidata dai social-democratici del primo ministro Helle Thorning-Schmidt (la prima donna a ricoprire questo posto nel Paese e diventata famosa di recente grazie al "selfie" con Obama e il premier inglese Cameron durante le esequie di Nelson Mandela) in una posizione delicata in quanto i due partiti rimasti hanno vinto solo un terzo dei seggi alle elezioni del 2011. Le critiche vertono sul fatto che a Goldman Sachs siano stati attribuiti poteri di veto a cui nessun altro azionista ha diritto. In pratica Dong potra' cambiare amministratore delegato o direttore finanziario, compiere un'ampia acquisizione o emettere nuovi titoli solo con il via libera della banca. 

Per quanto riguarda la Libia, il fondo sovrano accusa la banca di avere "sfruttato" la limitata esperienza finanziaria dei dipendenti del fondo stesso, abbindolati talvolta con "piccoli doni come dopobarba e cioccolato", per portarlo ad assumere rischi che hanno trasformato gli investimenti eseguiti in perdite ma in guadagni per Goldman. Nella denuncia, depositata all'High Court britannica la settimana scorsa dalla Libyan Investment Authority (Lia) ma emersa solo oggi, si sostiene che Goldman Sachs si sia avvantaggiata della relazione che aveva sin dal 2007 con il fondo guadagnandosi la "fiducia" dei suoi gestori. Nell'ottica di creare "legami personali e professionali forti", la banca ha assunto come stagista nei suoi offici di Londra e Dubai il fratello di Mustafa Mohamed Zarti, il vicedirettore esecutivo di Lia. Il risultato: grandi investimenti e operazioni di trading da 1 miliardo di dollari "non documentate" che hanno garantito al gruppo americano profitti stimati in 350 milioni. Si tratta di trading di derivati legati all'azionario che Goldman ha effettuato per conto del fondo nel 2008 e che sono scaduti nel 2011 causando a Lia una perdita. "Quando Lia ha ricevuto [in ritardo le debite informazioni sulle operazioni di trading] e ha iniziato a comprendere la vera natura dei trade incriminati, e' diventato chiaro che la fiducia in Goldman Sachs e' stata abusata", ha dichiarato in una nota il fondo libico. "Mentre Goldman Sachs stava orchestrando queste transazioni ingiustamente sfruttatrici, ha ripetutamente detto a Lia che puntava a una relazione di lungo termine con il fondo stesso, considerato come un partner strategico piuttosto che opportunita' di profitto di breve termine. Questo non era vero". Il gruppo americano ha risposto alle accuse sostenendo che "sono senza merito" e che "si difendera' con forza". 

Fonte: agenzie stampa. 


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