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Max Parisi

IL PENSIERO DI PUTIN: ''LA NUOVA MISSIONE DELL'ITALIA: LIBERARE L'EUROPA'' (TITOLO D'APERTURA DE ''LA VOCE DELLA RUSSIA'')

giovedì 30 gennaio 2014

Ogni giorno aumentano l’insofferenza e la frustrazione verso l’Europa. I risultati dell'ultimo sondaggio Demos, commissionato proprio questa settimana dal quotidiano La Repubblica, confermano il drastico calo di fiducia degli italiani verso l'Europa Unita: dal 56,8% del 2000 al 36% di oggi.

Una lenta ma inesorabile discesa “all’inferno” che in pochi avrebbero profetizzato, almeno in tali termini e con questa velocità, per una nazione che era da sempre tra le più convinte sostenitrici del modello federale comunitario.

Il malessere si è diffuso in tutto il continente, ma la tendenza degli elettori “anti-sistema” è quella di fluttuare tra il voto e l’astensione. Prima delle elezioni greche, molti osservatori affermavano che il partito di estrema destra Alba Dorata avrebbe largamente superato il 15%, ma si è fermato a poco più del 7%. In Germania, la formazione anti-euro “Alternative fur Deutschland”, pur ottenendo un buon risultato (quasi il 5%), non è riuscita a entrare nel Bundestag. Ancora da verificare la consistenza del Front National di Marine Le Pen, anche se i sondaggi sono favorevoli.

Proprio in questi giorni in Italia si sta costituendo un’associazione politico-culturale che vuole sostenere con forza “lo smantellamento della sovrastruttura burocratica rappresentata dall’Unione Europea”. Si chiama Libera Europa (http://liberaeuropa.it/) e ha lo scopo di unire tutti gli euro-scettici in un’unica casa. Ad oggi hanno già aderito membri del Tea Party italiano. Il presidente che la guiderà sarà Andrea Benetton, consulente IT e di organizzazione aziendale, divulgatore economico di scuola austriaca, autore presso “The Fielder webmagazine”. “La Voce della Russia” ha deciso di ascoltare dalla sua voce le ragioni di questa scelta.

- A febbraio vi costituirete in associazione. Sappiamo che avete già raccolto un centinaio di adesioni da parte di professionisti e manager italiani. Qual è il vostro obiettivo?

- Libera Europa è un movimento di persone che ritengono che la prospettiva di un’unione politica europea, di un super-stato con capitale Bruxelles, non rappresenti l’ineluttabile destino e nemmeno il compimento più naturale della vicenda continentale. Vediamo che da un lato i cittadini del Sud Europa stanno diventando sempre più ostili alla Germania e ai Paesi del Nord, accusandoli di voler “imporre l’austerità”; dall’altro i cittadini dei Paesi settentrionali stanno diventando insofferenti di fronte al fatto che i loro soldi vengano utilizzati per “salvare” la Grecia e altri Stati dalla finanza “disinvolta”.

- Vede dei pericoli in tali sperequazioni? E che cosa può fare Libera Europa?

- Continuando su questa strada gli attriti rischiano di arrivare a livelli preoccupanti, impensabili tra nazioni occidentali “indipendenti” come Canada e Stati Uniti, Australia e Nuova Zelanda, Svezia e Norvegia. L’Unione Europea non serve gli interessi dell’Italia. Il nostro Paese è uno dei maggiori contribuenti netti al budget europeo: significa che mandiamo a Bruxelles più soldi di quelli che ci tornano indietro. Noi lavoreremo per la prospettiva di un’Europa che riparta dal basso e che ricostruisca forti relazioni economiche e culturali tra gli europei.

- D’altra parte, chi tocca l’Europa si brucia, basti pensare all’Ucraina…

- Ci si lamenta della presunta interferenza russa, mentre invece è evidente che ne esiste una altrettanto forte da parte della UE. Sintomatiche le dichiarazioni di europeisti italiani come l'on. Pittella del PD, che propone sanzioni contro i membri del governo ucraino (governo democratico liberamente eletto e che gode di maggioranza parlamentare) per non avere dato seguito alle trattative con la UE, quando fino al giorno prima gli stessi europeisti lo trattavano da controparte legittima. La situazione ucraina è esacerbata da questo confronto geopolitico che potrebbe essere risolto se non ci fosse la volontà di antagonizzare la Russia.

- Quindi per la vostra associazione, la Russia potrebbe diventare un interlocutore importante della vostra Europa?

- Per i Paesi europei, manifatturieri, la Russia dovrebbe essere un partner strategico. Se in Europa ci fosse soltanto un mercato unico, e non una potenza (la UE) che tenta di creare un nemico esterno per scaricare i suoi problemi interni e di stimolare la necessità di un’unione politica nel campo della difesa, le relazioni con la Russia potrebbero portare a una zona di libero scambio euroasiatica. Una zona di libero scambio non richiede che gli Stati condividano valori etici, ma solo che condividano l'idea generale della libertà di impresa e del libero commercio, le uniche due idee che hanno avuto successo prima che la UE si avviasse (da Maastricht in poi) verso l’ unione politica. D’altronde non si capisce perché si chiede alla Russia convergenza sui valori etici quando si commercia senza problemi con la Cina, che a livello di valori etici è molto più lontana.

La Voce della Russia - scritto da Marco Fontana - che ringraziamo. 


IL PENSIERO DI PUTIN: ''LA NUOVA MISSIONE DELL'ITALIA: LIBERARE L'EUROPA'' (TITOLO D'APERTURA DE ''LA VOCE DELLA RUSSIA'')


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