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Max Parisi

ANALISTI AMERICANI E RUSSI CONCORDANO: L'EUROPA DELL'EURO POTREBBE CROLLARE NEL 2014. (INDIPENDENTEMENTE DALLE ELEZIONI)

giovedì 30 gennaio 2014

MOSCA - Nel 2014 l’Europa potrebbe crollare. Chi lo sostiene e’ il professor Barry Eichengreen, docente di economia e politologia presso l’Universita’ della Califronia, Berkley, che e’ stato intervistato dal settimanale tedesco Der Spiegel. Eichengreen non e’ un professore qualsiasi: nel passato ha lavorato come consigliere del direttore del Fondo Monetario Internazionale.

La sua previsione si basa su dati oggettivi dell’analisi comparativa dell’economia americana e di quella europea. Per ora, infatti, i risultati di questa analisi non incutono ottimismo. Scrive il nostro osservatore Piotr Iskenderov (giornalista de La Voce della Russia)

L’economia statunitense ha gia’ superato le conseguenze degli anni passati e comincia a crescere, mentre di quella europea non si puo’ dire lo stesso. Tale e’ la tesi centrale di Barry Eichengreen. Inoltre, in Europa si mantiene il pericolo di nuove “bolle” finanziarie – causa principale della crisi globale del 2008-2009. Il professore americano ha fatto presente anche che l’Unione Europea non riesce ancora a lanciare in pieno il meccanismo di vigilanza bancaria, le perturbazioni nel settore bancario continuano, mentre la crescita e’ assai insignificante e tra l’altro non riguarda tutti i paesi.

L’instabilita’ finanziaria e le conseguenti speculazioni continuano a determinare le tendenze economiche in Europa. Non a caso negli ultimi giorni i mercati europei sono stati “positivamente scioccati” dalla decisione della Banca di Turchia che ha aumentato i tassi d’interesse.

Secondo alcuni esperti, le azioni della banca turca potrebbbero portare alla stabilizzazione della situazione in Europa. Tuttavia cio’ non risolvera’ i problemi dell’eurozona, ci ha detto il direttore del Centro di studi europei dell’Istituto IMEMO dell’Accademia delle scienze russa, Aleksej Kuznetsov.

I paesi dell’euro continuano ad avere dei seri problemi, per tanto gli speculatori continueranno a sfruttare le oscillazioni dei titoli. L’Unione Europea e l’eurozona certamente sopravviveranno all’anno in corso, perche’ nel settore bancario rimane comunque notevole il ruolo dello Stato che si assume obblighi di stabilizzazione.

Il professor Boris Rubtsov dell’Accademia finanziaria russa ha ricordato che cio’ e’ gia’ accaduto in Spagna.

I problemi riguardano le banche medie e piccole che certamente compongono una determinata parte del sistema bancario nazionale, ma non sono comunque i giocatori principali. Questi ultimi, di solito, vengono aiutati dallo Stato.

Le azioni intraprese dalla Banca di Turchia, paese gia’ diventato 16ma o forse anche 10ma economia del mondo, sono importanti. Tuttavia il fatto che le sue decisioni abbiano tanta influenza sui mercati europei (ricordiamo che la Turchia non fa parte dell’UE e dell’eurozona) dimostra che l’economia europea continua a seguire la strada delle speculazioni piuttosto che quella dello sviluppo dell’economia reale sulla base della produzione.

Articolo scritto da Petr Iskenderov per La Voce della Russia - che ringraziamo. 


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