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Max Parisi

LIRA TURCA IN PICCHIATA: IN DODICI MESI HA PERSO IL 21%, NELLE ULTIME 24 ORE IL 10%. A RISCHIO MOLTE BANCHE EUROPEE.

sabato 25 gennaio 2014

E' servito a ben poco l'intervento d'urgenza della Banca centrale turca che per la prima volta in due anni ha venduto 2,5 miliardi di dollari per cercare di porre un freno al crollo della lira. La valuta turca è scesa oggi a 2,3 per euro e 3,2 rispetto al dollaro toccando un nuovo minimo storico. Lo scandalo corruzione che ha colpito il governo a metà dicembre e il graduale ritiro da parte della Fed americana degli stimoli all'economia che avevano favorito la crescita dei mercati emergenti sta indebolendo l'economia turca alla vigilia delle elezioni amministrative, una scadenza fondamentale per il premier Recep Tayyip Erdogan.

Era leggermente risalita sia rispetto al dollaro che rispetto all'euro dopo che ieri la Banca centrale turca ha emesso bond a 10 anni per oltre due miliardi di dollari per prevenire, ma oggi la lira turca, che ha perso da metà dicembre il 10% del suo valore rispetto al dollaro è tornata a scedere. Secondo gli analisti economici turchi la Banca centrale, per prevenire un'ulteriore svalutazione, dovrebbe alzare i tassi d'interesse, ma la forte contrarietà del primo ministro Erdogan, che teme che una misura simile costringerebbe il governo ad abbassare le stime di crescita per il 2014 e faccia aumentare l'inflazione alla vigilia delle elezioni amministrative del 30 marzo, ha spinto l'istituto a non intervenire.

Una situazione di stallo che preoccupa la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (Bers) che ha rivisto al ribasso (dal 3,7 al 3,3) le stime di crescita della Turchia per il 2014. "La forte incertezza politica attuale e la decisione della Fed di metter fine gradualmente alla politica di allentamento quantitativo a dicembre hanno rinnovato le pressioni sulla divisa e aumentato il premio di rischio associato al paese" recita il rapporto diffuso martedì. La lira turca ha iniziato a perdere valore dopo l'annuncio della Banca centrale americana di un graduale ritiro degli stimoli monetari all'economia Usa iniziato a gennaio che ha comportato una diminuzione dei flussi di denaro speculativo da investire nei mercati emergenti, come quello turco. Se l'annuncio della Fed ha avuto effetti negativi sulle economie di molti altri paesi in via di sviluppo: "Ora la lira turca è la valuta che sta scendendo di più tra quelle dei mercati emergenti e ha perso negli ultimi 12 mesi il 21% del suo valore - scrive Joe Parkinson sul Wall street journal. A rendere la situazione ancora più difficile per Ankara, lo scandalo corruzione emerso a metà dicembre che "ha aumentato le preoccupazioni degli investitori rispetto a una crescita che rallenta e problemi economici irrisolti tra cui un disavanzo della bilancia commerciale che ammonta a circa il 7% del Pil".

Timori condivisi anche dalla principale organizzazione imprenditoriale turca, la Tusiad, che ieri ha criticato con forza il progetto di riforma del sistema giudiziario promosso dal governo. Secondo Erdogan la maxi-indagine che ha portato all'arresto di decine di magnati delle costruzioni, politici di primo piano del suo partito e i figli di tre ministri, il 17 dicembre, farebbe parte di un piano architettato dalla confraternita guidata dal potente predicatore musulmano Fethullah Gulen, che avrebbe molti membri nella magistratura e la polizia, per rovesciarlo. Per sventare quello che lo stesso premier ha definito "golpe giudiziario" neutralizzando i giudici pro-Gulen, il Partito della giustizia e dello sviluppo (Akp) ha elaborato una proposta di riforma dell'Alto consiglio dei giudici e i pubblici ministeri (Hsyk), il Csm turco, che prevede la nomina politica dei suoi membri chiave. "Uno scenario che mostri che la Turchia non è in grado di fare i conti con gravi accuse di corruzione nell'ambito delle leggi spingeranno i paesi che investono qui a chiedersi a che (parte di) mondo appartenga, possiamo accettarlo?" ha dichiarato il leader della Tusiad Muharrem Yilmaz ieri durante il congresso annuale dell'organizzazione. Parole che hanno profondamente irritato il premier: "Il presidente della Tusiad non può usare un'espressione come `gli investitori globali non vengono in un paese come questo' se lo fa allora questo è un atto di tradimento verso il paese" ha dichiarato Erdogan oggi durante un evento pubblico ad Ankara. Tutti aspettano a questo punto la riapertura dei mercati valutari lunedì. 


LIRA TURCA IN PICCHIATA: IN DODICI MESI HA PERSO IL 21%, NELLE ULTIME 24 ORE IL 10%. A RISCHIO MOLTE BANCHE EUROPEE.


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