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Max Parisi

ECCEZIONALE STUDIO ECONOMICO / DOVE ANDARE A VIVERE AGIATAMENTE (VIA DALL'ITALIA) CON 1000 (MILLE) EURO DI PENSIONE

sabato 18 gennaio 2014

Sessant’anni o giù di lì: scatta l’ora della pensione. Per alcuni un’età vissuta con rassegnazione, più densa di ricordi che di progetti. Per altri, complice l’allungamento dell’aspettativa di vita, un’età per coltivare le proprie passioni, quelle cui non ci si è mai potuti dedicare causa mancanza di tempo, per  impegni lavorativi, di genitori, di figli eccetera. Ora che finalmente il tempo non è più un problema occorre però fare i conti con la pensione, il più delle volte insufficiente.

Se non si possono aumentare le entrate occorre diminuire le spese, rischiando di dover ridimensionare uno standard di vita faticosamente conquistato negli anni. A meno di non trasferirsi in un Paese dove vivere costi meno, che conservi però una buona qualità di servizi, assistenza medica soprattutto. Decisione coraggiosa, certo, ma che viene affrontata da un numero sempre maggiore di neo pensionati, che optano per iniziare la loro nuova vita altrove. A seconda della scelta occorre un certo spirito di adattamento e soprattutto sposare la filosofia di vivere local, perché se si cerca di riprodurre lo stesso stile di vita con le medesime abitudini (alimentari e non) del Bel Paese, si rischia di spendere molto di più.

Innanzitutto qualche numero per capire le dimensioni del fenomeno

Su oltre 16 milioni di prestazioni pensionistiche pagate dall’INPS, circa mezzo milione sono state pagate a beneficiari residenti all’estero. Con l’ausilio delle statistiche dei versamenti per Stato estero effettuati nel 2010 e di numerosi motori che, mediante diversi algoritmi, paragonano il costo della vita in Italia con quelli delle destinazioni sognate,  abbiamo indagato quale nuova patria hanno scelto molti nostri connazionali e perché,  ben sapendo che non è solo il fattore economico a guidare una decisione di tale portata, ma che vi incidono anche fattori culturali, climatici, di distanza geografica e di durata;  se cioè si decida per un trasferimento definitivo o si opti per una soluzione più soft, una specie di part time per un certo periodo dell’anno.

Ipotizziamo che i nostri neo pensionati vendano (o affittino) la casa di proprietà e i loro beni mettendo insieme un discreto capitale, che parte di questo capitale venga reinvestito nell’acquisto di una nuova casa, che abitino a Roma  e che la loro pensione ammonti a 1000 € al mese per rendere più facili i raffronti. Ovviamente se fosse di più o di meno basterà moltiplicare di conseguenza. Occorre anche tener conto che il costo della vita nella propria città di residenza (da cui si vuole partire), potrebbe essere anche notevolmente  diverso da quello di Roma e che di questo occorre tenere conto introducendo anche un coefficiente di confronto ricavabile dalle tabelle ISTAT.

NOTA: Per ogni Paese, tra parentesi un numero: 

Stipendio mensile assegnato dall’ONU ai suoi funzionari residenti, per 1000 € a New York (indice ONU del costo della vita). Da tenere presente che ci si riferisce per lo più alle capitali o alle città di forte richiamo turistico: nelle altre località la vita può costare assai meno.

Ora, vediamo in dettaglio:

L’Europa, per vicinanza e semplicità burocratica è la prima area da prendere in considerazione, ma anche quella che offre meno opportunità.  

L’Albania (772 euro) è un’eccezione. Clima mediterraneo a pochi km dalle nostre coste, cibo simile, sta facendo grandi progressi dal punto di vista sociale, molti parlano l’italiano.  

Vantaggiose sono anche Bulgaria (779 euro) e Romania (725 euro) ma un po’ più lontane e con maggiori difficoltà linguistiche. Qualche risparmio, più limitato offrono anche Grecia (830 euro) e Spagna (919 euro), mentre della Turchia (833 euro), che pure offrirebbe molti vantaggi in termini di clima, di stile di vita e servizi, spaventa soprattutto la lingua.

Al di là del Mediterraneo anche la costa dell’Africa con Marocco (781 euro) e Tunisia (730 euro) può essere un’ottima soluzione: clima mite,  abituati al turismo italiano, il francese è abbastanza diffuso, le abitudini alimentari simili e sono anche vicini. Nelle capitali le cure mediche sono all’altezza.

Chi ama le isole opta per Capo Verde (847 euro) facilitato dalla lingua e da una popolazione molto accogliente. Più a sud c’è il Kenya (823 euro) paradiso per i malati di mal d’Africa e per chi si sente in grado si dare un taglio davvero netto alla cultura e allo stile di vita che conosciamo, in parte aiutati dalla numerosa comunità di italiani residenti.

Anche il Sud Africa (746 euro), è una delle destinazioni più ricercate, perché unisce i vantaggi della lingua inglese, a quelli di un Paese economicamente avanzato con un clima temperato e una natura selvaggia.

I Caraibi sono una delle mete di fuga per antonomasia. Escludendo Cuba, bella ma impossibile per le difficoltà burocratiche, per l’accreditamento della pensione e per vivere con la libreta da 10€ al mese (se si paga in peso convertibile costa come l’Italia), due tra i Paesi più  amati sono la  Repubblica Dominicana (843 euro) e la Costa Rica (791 euro), facili per la lingua, l’ottimo clima, la gustosa cucina e l’allegria contagiosa del clima.
Anche Panama (798 euro) e Nicaragua (775 euro) hanno i loro fan, pur con numeri inferiori a causa di un clima peggiore (Panama) e un certo ritardo nello sviluppo delle infrastrutture. (Nicaragua).  
Chi ama luoghi più vasti e densi di storia senza rinunciare al mare blu dei Caraibi prenderà in considerazione il Messico (885 euro) che di mari ne ha addirittura 2, uno per costa. E’ un grande Paese che ha nella facilità della lingua, nelle infrastrutture ben sviluppate e nella sua economia i punti di forza. Un po’ di attenzione nella scelta della città a causa dell’alto tasso di criminalità di alcune zone è doverosa.
Il Sud America, area storicamente di forte emigrazione sperimenta ora anche flussi contrari. Dall’Argentina (790 euro), la meta più gettonata dai nostri espatriati (seguita da Germania e Svizzera ndr) storicamente una seconda madre patria, al Brasile (984 euro), all’Uruguay (873 euro) i nostri pensionati trovano ritmi rilassati, cognomi italiani, clima mite e un’allegria rigenerante.
Altrettanto non si può dire dell’austero Canada (1035 euro), dove però i pensionati residenti hanno per lo più passato là tutta la vita lavorativa e si sono integrati nella società canadese, salvo sporadici ricongiungimenti.
Chi guarda ad Oriente pensa all’India (818 euro) uno dei BRICS, locomotive dell’economia mondiale, dove si parla inglese e ci sono ottime strutture sanitarie, ma la burocrazia è lunghissima, il clima non sempre piacevole ed è difficile integrarsi per motivi inerenti all’organizzazione sociale e alla religione, anche se è un popolo accogliente.
Oppure ancora più a oriente, all’Estremo Oriente.
La Thailandia (853 euro) guida il libro dei sogni, grazie alle sue isole, al mare, alle ottime infrastrutture, alla cortesia dei suoi abitanti e alla sua cucina tra le migliori 5 del mondo. Indonesia (795 euro) e Filippine (847 euro) sono invece le mete predilette dagli amanti del mare a tutti i costi. Il mare è stupendo ma lo si paga con una certa arretratezza nei servizi.
Vietnam (749 euro) e Malaysia (790 euro) sono l’alternativa, quest’ultima con un ottimo rapporto tra servizi molto efficienti, mare stupendo e parchi nazionali indimenticabili. E l'Italia schiantata sarà solo un ricordo lontano...
Testo di Federico Klausner  pubblicato su LATITUDESLIFE.COM 

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