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Max Parisi

''HOLLANDE MEMBRO DEL BILDERBERG, UN TIRAPIEDI MESSO LI' DALLA POTENTE ASSOCIAZIONE SEGRETA'' (LOS ANGELES TIMES)

martedì 14 gennaio 2014

PARIGI - Lo credevano “progressista e rinnovatore”, oggi i francesi si accorgono chi è veramente Hollande Dal momento in cui Francois Hollande si era insediato all’Eliseo come nuovo presidente della repubblica francese si è toccato il punto più basso nel gradimento presso l’opinione pubblica francese, un record rispetto a tutti gli altri presidenti del passato. Quando questi si era appena insediato, era stato accolto con favore e si era vista in TV e nelle piazze l’entusiasmo di tanta gente, specie dei giovani, per l’arrivo di un nuovo presidente socialista, considerato “progressista e rinnovatore”.

Oggi nella fase  acuta di questa sua  impopolarità, è scoppiato anche uno scandalo di tipo erotico sulle “scappatelle” del presidente che getta una ulteriore luce sul personaggio e sui suoi comportamenti disinibiti dietro l’apparente aspetto borghese. Al di là di questo scandalo,oggi ci si chiede chi è veramente Francoise Hollande?

Questa domanda se l’era posta a suo tempo anche Il prestigioso “Los Angeles Times”.

Un giornale che per tiratura è il secondo delle aree metropolitane degli Stati Uniti, in assoluto il quarto del Paese.  In 131 anni di storia ha ottenuto per 39 volte il premio Pulitzer del giornalismo, quindi è ritenuto un giornale autorevole, peraltro molto schierato a sinistra, come quasi tutti i media che arrivano  dalla California.  

Da sinistra, il LAT era rimasto stupefatto dal profilo di  uomo moderato con grande attenzione alla socialità che Hollande si è costruito, ed aveva invitato il celebre analista politico statunitense, Paul Joseph Watson, a tracciare un ritratto del nuovo presidente francese.  Possiamo leggere adesso cosa scriveva il politogo americano in un lunghissimo fondo ospitato sul LAT del quale possiamo riportare qualche stralcio significativo.

“Altro che cambiamento rivoluzionario all’Eliseo. C’è odore di massoneria globalizzata al vertice del potere transalpino. Il neoeletto Presidente francese François Hollande è un globalista convinto”. Così scriveva senza giri di parole il commentatore politico, poi aggiungeva: “Hollande è un altro tirapiedi del Club Bilderberg, come si evince dal fatto che il nuovo inquilino socialista dell’Eliseo è un pro-europeo tutto d’un pezzo visto che ha sostenuto nel 1992 il Trattato di Maastricht ed è un acceso sostenitore dell’Euro. Inoltre, Hollande ha sostenuto la Costituzione Europea in un referendum del 2005, nonostante la maggior parte dei suoi colleghi socialisti avessero deciso di votare contro di essa. Hollande, da portavoce dell’ex Premier Jospin, ha partecipato alla riunione del “Gruppo Bilderberg” nel 1996 ed ha mutuato il linguaggio e la tempra da quello che lui considera il suo mentore, Francois Mitterand. Il Presidente socialista era un massone di 33° grado (il massimo nel rito scozzese, ndr), lo stesso che commissionò la “Piramide del Louvre”, costruita con 666 pannelli di vetro (simboli significativi delle logge massoniche, ndr). Assieme al Cancelliere tedesco Helmut Kohl (membro del Bohemian Grove, ndr), Mitterand generò il Trattato di Maastricht. Si dice che il Bilderberg sia stato l’artefice della vittoria presidenziale di Mitterand nel 1981″.

La critica non investiva soltanto lui ma anche il suo entourage. Secondo Watson “il consigliere speciale di Hollande, Manuel Valls, ministro dell’interno, altro non è che un ex massone e membro del “Bilderberg”, che appoggia apertamente la creazione di un superstato federale europeo a scapito delle sovranità nazionale. Valls ha più volte pubblicamente invitato la Commissione Europea al controllo dei bilanci nazionali dei Paesi membri dell’Unione Europea (invito poi concretizzatosi nell’approvazione del “ Fiscal Compact” e poi del ESM, ndr).

In sostanza, secondo quanto scriveva Watson, Hollande veniva individuato come un globalista ed entusiasta sostenitore  dell’etica “dittatoriale” dell’Unione Europea protesa verso l’eliminazione di ogni sovranità nazionale (obbiettivo da sempre nel mirino dell’Internazionale socialista dalla rivoluzione russa in poi, ndr). “In definitiva il neo presidente transalpino” – concludeva la sua analisi Watson - è un portatore d’acqua al mulino delle élites finanziarie d’Europa e tasserà a sangue la classe media (come ha fatto Monti in Italia, ndr) portando avanti il sacrificio della sovranità nazionale francese sull’altare del superstato europeo.”

Ben diverso quindi il ritratto di Hollande, rispetto a quanti vedevano in lui lo statista che avrebbe contrasto del rigorismo della Merkel! Infatti si è rivelato il più subalterno alle direttive della UE e della Merkel in particolare. Questo oggi è Francois Holland, un personaggio, dopo l’elezione del quale, Bersani aveva esclamato : “In Europa c’è voglia di sinistra”. 

Comunque Hollande si è comportato da perfetto socialista: celarsi dietro ad una facciata di “buonismo democratico”, diritti per tutti, nuova morale relativista, per ingannare la gente con false promesse e mielose lusinghe. Ma a castigare le sua aspirazioni e la sua carriera politica ci penseranno a breve, per le elezioni europee, gli elettori francesi ed il Front National di M.me Le Pen. A quel punto  si potrà spiegare ai compari della sinistra italiana, di cosa hanno veramente voglia le Nazioni d’Europa.

Autore: Luciano Lago per Controinformazione.info


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