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Max Parisi

SLOVENIA NEL BARATRO: SISTEMA BANCARIO DEVASTATO, E ADESSO FALLISCONO LE DUE PRINCIPALI SOCIETA' DEL PAESE (VIVA L'EURO)

martedì 14 gennaio 2014

LUBIANA - L'anno nuovo per l'economia slovena è iniziato "col botto". Purtroppo in negativo. Altri due colossi dell'economia locale sono finiti in cattive acque a causa della crisi debitoria. Si tratta di ACH, che ha registrato un giro di affari di 482 milioni di euro nel 2012, e Perutnina Ptuj, con giro d'affari di 142 milioni di euro nel 2012.

Mentre le banche hanno già iniziato il pignoramento dei beni di ACH, per Perutnina Ptuj c'è ancora lo stallo, anche se l'azienda è sul baratro. I debiti per ACH ammontano a 129 milioni di euro, quelli di Perutnina Ptuj a 110 milioni di euro. Il problema della crisi debitoria ha per entrambe le società dei denominatori comuni. Inizialmente ci fu la scalata dei manager alle proprie società, eseguita senza propri mezzi, ma con crediti elargiti dalle banche senza adeguate garanzie: nella maggior parte dei casi le garanzie degli acquirenti erano le quote delle società, che andavano ad acquistare col prestito.

Questo era diventato un vero e proprio modus operandi nel mondo aziendale sloveno alla fine degli anni novanta e nel nuovo secolo. Nel caso di ACH, l'azionista al 90% è la società Protej, a sua volta controllata dai manager di ACH. Perutnina Ptuj ha tra gli azionisti (10%) la holding PMP, di proprietà dei manager, che però "de facto" controllano l'azienda con l'aiuto degli altri azionisti maggiori.

La questione delle scalate per ACH e Perutnina Ptuj non è stata comunque decisiva in senso negativo per la situazione attuale. Nei casi in questione ci sono stati anche molti investimenti rivelatisi sbagliati e ormai decaduti. Su tutti le quote azionarie delle due società nelle banche, che da dicembre sono in liquidazione controllata (su decisione della banca centrale slovena): ACH è stato azionista di riferimento della Factor banka con una quota del 40%, Perutnina Ptuj è stata invece secondo azionista della Probanka con una quota del 10,71%.

C'è infine un altro punto d'incontro tra le situazioni delle due società, che fornisce un chiarimento sul background della situazione economica slovena. Gli uomini che per lunghi anni sono stati i padri e padroni delle due società (Herman Rigelnik per ACH e Roman Glaser per Perutnina Ptuj) sono membri fondatori di Forum 21, un'associazione di manager e imprenditori, che nel 2004 (anno di fondazione di Forum 21) erano al vertice del loro potere economico (e di riflesso politico). La matrice politica a Forum 21 l'ha data soprattutto il suo presidente Milan Kucan, ultimo segretario generale dell'Unione dei comunisti sloveni (al tempo della Jugoslavia), primo presidente della repubblica della Slovenia e ancora oggi uomo forte della sinistra slovena.

Tra le "dottrine" del Forum 21 c'era anche l' "interesse nazionale" ovvero il mantenimento dell'economia slovena in mano a manager sloveni. Le molte scalate, effettuate dai manager, e i molti legami (come azionariati trasversali tra società e banche), con a base operazioni non sempre trasparenti, hanno conribuito fortemente a creare la crisi debitoria di molte aziende fiore all'occhiello del "made in Slovenija". Molte di quelle aziende, i cui vertici fanno parte di Forum 21, hanno già presentato istanza di fallimento o sono sul baratro. Il caso più noto è stato quello di Merkur: il Ceo Bine Korde (membro del Forum 21) aveva insieme con gli altri manager contratto debiti per 350 milioni di euro nel tentativo di scalata della società.

Membro fondativo del Forum 21 è anche Romana Pajenk, ex Ceo di Probanka, finita in liquidazione controllata con 170 milioni di euro di ammanco di capitale. Tra i manager del Forum 21 altamente indebitati infine Janez Bohoric (ex Ceo Sava, oltre 400 milioni di debito nel 2010, a fine mandato Bohoric), Edvard Svetlik (Hidria, 140 milioni di euro di debiti),Tatjana Fink (Trimo, oltre 50 milioni di euro di debiti). Nella lista si deve inoltre includere anche Zoran Jankovic, sindaco di Lubiana ed ex Ceo di Mercator, che ha conti in sospeso con le banche (attraverso la società controllata KLM) per diversi milioni di euro.

articolo scritto da Andrej Cernic - che ringraziamo. 


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