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Max Parisi

UN ALTRO OLIGARCA DELLA UE HA PAURA. IL COMMISSARIO PER IL LAVORO ANDOR AVVISA: O SI CAMBIA O E' LA FINE DI EURO E UE.

venerdì 3 gennaio 2014

BRUXELLES - Attualmente, la Zona euro funziona in un modo che è più vantaggioso per i creditori e i detentori di capitali dei paesi forti e questa situazione rischia di causare conflitti fra queste persone e chi in questo sistema si rivela perdente. Se l’UE non abbandonerà rapidamente la visione ideologica dell’”Ortodossia di Maastricht”, l’Unione europea crollerà, mette in guardia il Commissario europeo per il lavoro e gli affari sociali László Andor.

Andor ricorda che il 2013 è stato un anno di stagnazione, con un numero di disoccupati nell’Unione europea attorno a 26.6 milioni di persone, una previsione di crescita nulla e un’inflazione inferiore a 1%. Dietro queste cifre vi sono profonde divergenze fra i paesi del nord Europa e quelli periferici del sud e lo scarto continua a aumentare.

Anni di recessione e disoccupazione hanno compromesso la fiducia nella crescita nei paesi del sud europeo, ma malgrado questo in seno all’UE il dibattito sembra essersi arenato in un “consenso Bruxellois” elitario e che minaccia il futuro dell’Unione.

La gestione politica è sbagliata e frutto dell’improvvisazione, scrive Andor. Una politica che è il risultato della “Ortodossia di Maastricht”, che altri chiamano “il consenso di Berlino”.

Il tabù dell’Ortodossia di Maastricht riguardante i trasferimenti fiscali fra Stati membri della Zona euro e la reticenza a considerare altre soluzioni, come l’emissione di titoli rappresentativi di un debito congiunto in seno alla Zona euro è basato sul principio dell’aleatorietà morale.

Da un lato i paesi forti dell’euro temono di dover spiegare agli elettori che pagano somme per altri governi, mente i governi dei paesi in recessione devono spiegare ai loro elettori perchè non riescono a rimettere in sesto l’economia, a creare posti di lavoro e a ridurre l’indebitamento pubblico.

I governi nazionali hanno sempre meno la capacità di agire sui dati macroeconomici e per questo hanno perso la fiducia degli elettori.

L’adesione all’Ortodossia di Maastricht conduce a un indebolimento dell’adesione all’Europa e potremmo assistere all’arrivo al potere di partiti che potrebbero minacciare la compatibilità dell’adesione alla Zona euro con la democrazia.

L’Ortodossia di Maastricht è vantaggiosa per i creditori e i detentori di capitale, ma disastrosa per i lavoratori, i capi d’azienda, i debitori e gli utenti dei servizi pubblici.

Due scenari sono possibili per questa Zona euro polarizzata : questa dinamica viene modificata tramite una riforma della Zona euro, oppure l’unione monetaria rischia di essere distrutta dal conflitto politico fra i vincitori e i perdenti. Il fatto che la Zona euro favorisca i creditori e i detentori di capitale contribuisce all’attuazione di politiche economiche che provocano stagnazione.

(Fonte : Express.be)


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