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Max Parisi

LETTONIA: IL 60% DEI CITTADINI E' CONTRARIO ALL'ADOZIONE DELL'EURO MA IL GOVERNO NEONAZISTA LO INTRODUCE D'IMPERIO

domenica 29 dicembre 2013

LONDRA - Dal primo Gennaio la Lettonia adottera' l'euro ma lungi dall'essere felici il 60% dei suoi abutanti e' fortemente contrario alla sua adozione mentre i favorevoli sono solo il 20%.

Dietro questo scetticismo c'e' la paura che con l'euro i prezzi potrebbero aumentare e la consapevolezza che l'euro non porti nessun vantaggio negli scambi commerciali con gli altri paesi dell'eurozona.

D'altra parte gli abitanti della Lettonia hanno gia pagato un prezzo altissimo coi programmi di austerita' imposti negli anni scorsi che hanno portato a un'aumento delle tasse e a una riduzione di salari e pensioni fino al 30% e il governo non ha adottato misure alternative (quali la svalutazione della valuta locale) perche' se lo avesse fatto non sarebbe stato possibile aderire all'euro in tempi brevi.

Se questa opposizione portera' a nuove proteste e' difficile dirlo ma quel che e' certo e' che ancora una volta un governo europeista ha adottato politiche che sono opposte dalla stragrande maggioranza delle persone e questo deficit democratico e' alla base della crescita dei movimenti nazionalisti in tutta Europa.

E c'è una notizia in più: il governo della Lettonia che sta facendo questa porcata contro la grande maggioranza dei cittadini lettoni, si regge su una maggioranza al cui interno c'è un partito dichiaratamente neonazista.

"Una proposta choc ha agitato il parlamento di Riga: i reduci delle Waffen Ss lettoni, le legioni di volontari non tedeschi fedeli al nazismo, potrebbero ottenere ufficialmente la nomina di «combattenti per la libertà». Un riconoscimento non semplicemente onorifico: ai sopravvissuti tra gli oltre 140 mila che volontariamente si arruolarono nella XV e la XIX legione delle Ss straniere, dovrebbe anche essere corrisposto un corposo vitalizio. Si tratta delle truppe che dal 1943 in poi hanno agito al diretto comando di Heinrich Himmler e si sono fatte conoscere per i crimini perpetrati contro la popolazione civile. Ma che per il partito ultranazionalista Visu Latvijai – Vl (Tutto per la Lettonia) alfieri della libertà. E come tali vanno riconosciuti. Il problema è che il partito è l'ago della bilancia della coalizione di governo: nell'esecutivo può contare sui ministri della Giustizia, Gaidis Bērziņš e dell'Educazione, Jaunzeme-Grende. E ha disegnato la proposta di legge su misura per il proprio zoccolo duro, composto in larga parte da nazionalisti ed ex militari. Gli stessi che il 16 marzo scorso, in occasione del tradizionale corteo di reduci e simpatizzanti neonazisti, sono scesi in piazza per la «giornata del legionario». Un appuntamento controverso, dedicato al ricordo della giornata del marzo 1944 in cui per la prima volta, le truppe delle Ss lettoni, schierate a fianco dell'esercito nazista.

Nonostante la formale condanna di fascismo e nazismo, così come delle organizzazioni che a queste esperienze si richiamano, nessuna voce critica contro la Lettonia si è levata dai banchi del Parlamento Europeo. «Lo spaventoso silenzio dei Paesi dell’Unione europea è un crimine contro milioni di persone che sono morte ai tempi della Seconda Guerra mondiale» ha dichiarato con rammarico il deputato lettone a Bruxelles, Alexander Mirski, che ha esortato i propri colleghi a condannare organizzazioni e partiti di chiara matrice nazista che imperversano in tutta Europa" (tratto dal giornale Lettera43)

GIUSEPPE DE SANTIS  - Londra.


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