68.727.500
Segui il Nord.it con il Feed RSS
I fatti e le opinioni del Nord - ilNord.it

 
LE NOTIZIE CHE GLI ALTRI NON SCRIVONO
Max Parisi

PAUL DE GRAUWE (LONDON SCHOOL OF ECONOMICS): ''SACCOMANNI DOPO AVER SBAGLIATO TUTTE LE PREVISIONI, FA ANCORA IL MINISTRO''

lunedì 23 dicembre 2013

Paul De Grauwe. Professore di Politica economica alla London School of Economics. Ha ricoperto importanti incarichi all'interno del FMI e della Bce. Autore di Economia dell'Unione Monetaria . Ecco cosa ha dichiarato al riguardo dell'euro, dell'Italia, del ministro Saccomanni

Professore, in diversi suoi scritti aveva anticipato come l'austerità imposta ad i paesi europei avrebbe peggiorato e non certo migliorato l'andamento del rapporto debito/Pil. Esattamente quello che è successo. Ed ora la zona euro è anche molto vicina ad entrare in una pericolosissima spirale deflattiva. Si può dire che le autorità siano riuscite nell'impresa di commettere esattamente gli stessi errori degli anni '30?

Dobbiamo essere molto precisi a proposito e differenziare la situazione americana da quella europea. Negli anni'30, gli errori erano stati commessi sia dalle autorità governative che hanno applicato politiche di austerità in una fase depressiva in cui era necessario dare stimolo alla domanda interna; ed anche da quelle monetarie, che hanno frenato l'accesso al credito all'economia reale, producendo un drammatico circolo vizioso deflattivo. Oggi, abbiamo governi che nella fase recessiva o di ripresa stagnante hanno deciso di commettere lo stesso errore con politiche di austerità, ma la Fed, ben conscia degli insegnamenti della Grande Depressione, negli Stati Uniti ha agito con misure straordinarie, efficaci nel ridare ossigeno all'economia e porre un freno a quegli stessi rischi di deflazione.

Al contrario, la Banca centrale europea continua a non rifornire l'economia del credito necessario. La Bce dovrebbe intervenire pesantemente per comprare i titoli governativi a rischio e gli asset tossici in mano alle banche per alleviare la situazione deflattiva ormai presente nei paesi del sud. Ma non lo sta facendo e quindi si, per l'Europa, possiamo affermare che tutte le autorità, governative e monetarie, stanno commettendo gli stessi errori che sono stati fatti negli anni '30.

Dopo aver sbagliato tutte le previsioni negli ultimi cinque anni, quelli che Paul Krugman definisce “austerici” continuano a guidare il dibattito economico e le loro scelte, come è il caso del ministro dell'economia italiano Saccomanni, ad influire sulla vita di milioni di cittadini. Come lo ritiene possibile? 

Anche io me lo domando spesso e non riesco proprio a comprendere come, ancora oggi, la voce degli “austerici” continui ad essere così forte nel dibattito. Individuo due ragioni principali che penso possano aiutare a costruire una risposta: da un lato c'è l'idea molto radicata in un gran numero di persone che tutto ciò che è collegabile all'azione di governo sia cattivo per definizione, in particolar modo per quel che riguarda il debito: nessun paese, secondo questa visione, dovrebbe averne uno e tutti dovrebbero impegnarsi ad eliminarlo il prima possibile. Per chi conosce e studia l'economia si tratta chiaramente di un'impostazione molto stravagante, ma è l'opinione di un numero ampio di politici, dalle cui scelte dipendono la vita di milioni di cittadini. 

In secondo luogo, vi è l'atteggiamento delle nazioni creditrici, in particolare nell'Europa settentrionale, che hanno chiarito che rivogliono indietro i loro soldi dalle banche dei paesi dell'Europa meridionale, dove hanno massicciamente investito, nel minor tempo possibile. Questi paesi, la Germania in primis, hanno il potere politico dalla loro, hanno imposto il modello economico dell'austerità e si stanno battendo per la loro prosecuzione. 

Prendiamo ancora a riferimento il caso specifico dell'Italia. Qual è secondo Lei la migliore strategia di politica economica percorribile oggi per questo Paese?

 Non è una risposta facile perché l'Italia è un caso particolare all'interno della zona euro: a differenza della Spagna e dell'Irlanda, ad esempio, non ha registrato un boom dal lato del credito, ma è entrata in crisi nel momento in cui è crollata la fiducia dei mercati sul suo alto debito pubblico. Di fronte ad una Germania ed agli altri paesi del nord che impediscono politiche monetarie e fiscali espansive in grado di rilanciare le prospettive di crescita del paese, l'Italia dovrebbe in primis cercare un'alleanza con i paesi dell'Europa meridionale, ma, da subito, deve chiarire che non è più disposta a proseguire con l'austerità e non può accettare di entrare in deflazione.

Al contrario, il tema dominante resta quello delle riforme strutturali. Può essere un aspetto vero, ma bisogna sempre ricordarsi come le riforme strutturali possono aumentare la produttività di un paese e quindi influire positivamente sulla crescita solo nel lungo periodo. Al contrario, non aiutano in nessun modo a risolvere i problemi drammatici che l'Italia deve affrontare nel breve periodo, in particolare il crescente tasso di disoccupazione.

A parte l'austerità e le scelte della Bce, è chiaro oggi come le distorsioni macroeconomiche create per la partecipazione ad un'unica moneta non siano più, soprattutto per l'Europa meridionale, sostenibili. Giudica l'euro “irreversibile” come ha recentemente dichiarato Draghi o ritiene possibile la sua fine nel breve periodo? 

Non è mai facile parlare del futuro e fare previsioni. Ogni cosa è certamente sempre possibile ed anche la fine della zona euro è uno scenario da tenere sempre in considerazione. La mia opinione personale è che oggi non siano alte le probabilità di un collasso della zona euro, ma è assolutamente imprudente dire che la moneta unica sia irreversibile. Tutti i scenari devono essere considerati e studiati per essere poi pronti alle conseguenze. Il maggiore rischio oggi per la sopravvivenza della zona euro è lo smantellamento del Welfare - figlio dell'austerità e della spirale deflattiva – che produrrà  proteste sociali sempre maggiori in grado di destabilizzare politicamente un numero crescente di paesi. 

Mentre la Bce con il programma Omt, agendo come prestatore di ultima istanza, ha ridotto la possibilità di un'implosione finanziaria della moneta unica, questo rischio è stato sostituto da uno nuovo: un'implosione politica. Senza un cambiamento di rotta immediato e deciso in grado di dare una risposta concreta soprattutto al livello insostenibile di disoccupazione, le possibilità di una dissoluzione potrebbero aumentare rapidamente.

Intervista di Alessandro Bianchi per L'Antidiplomatico - che ringraziamo. 


PAUL DE GRAUWE (LONDON SCHOOL OF ECONOMICS): ''SACCOMANNI DOPO AVER SBAGLIATO TUTTE LE PREVISIONI, FA ANCORA IL MINISTRO''


Cerca tra gli articoli che parlano di:

Paul De Grauwe   London School of Economics   Usa   Europa   politiche economiche   BCE   Draghi    


 
Gli ultimi articoli sull'argomento
JOE BIDEN DA VICE DI OBAMA ''INTERVENNE'' IN UCRAINA PER FAR CACCIARE IL GIUDICE CHE STAVA INDAGANDO SU SUO FIGLIO

JOE BIDEN DA VICE DI OBAMA ''INTERVENNE'' IN UCRAINA PER FAR CACCIARE IL GIUDICE CHE STAVA

martedì 21 maggio 2019
NEW YORK - L'ex vicepresidente degli Stati Uniti Joe Biden, che ha formalizzato la propria candidatura in vista delle elezioni presidenziali 2020, e appare ad oggi il candidato di punta del Partito
Continua
 
LA LOCOMOTIVA TEDESCA DERAGLIA: PIL A ZERO, NE' L'EURO-MARCO NE' L'EGEMONIA SULLA COMMISSIONE UE SALVANO LA GERMANIA

LA LOCOMOTIVA TEDESCA DERAGLIA: PIL A ZERO, NE' L'EURO-MARCO NE' L'EGEMONIA SULLA COMMISSIONE UE

giovedì 14 febbraio 2019
BERLINO -  A Bruxelles tacciono, nessuno se l'è sentita di commentare il tracollo della Germania, economicamente parlando. D'altra parte, se l'avessero fatto, poi come giustificare le
Continua
LEGA AL GOVERNO HA CANCELLATO L'INVASIONE DI ORDE AFRICANE IN ITALIA DALLA LIBIA: ARRIVI CALATI DEL 96% DA GENNAIO 2018

LEGA AL GOVERNO HA CANCELLATO L'INVASIONE DI ORDE AFRICANE IN ITALIA DALLA LIBIA: ARRIVI CALATI DEL

mercoledì 13 febbraio 2019
La pacchia sembra davvero finita, per chi lucra "sull'accoglienza" degli africani in Italia e per chi organizzava le orde dalla Libia, complici le navi Ong, alleate delle mafie degli
Continua
 
CROLLATO L'INDICE DI FIDUCIA DEGLI IMPRENDITORI DELL'EUROZONA E' COME SE SI FOSSE TORNATI AL 2014, EPICENTRO DELLA CRISI

CROLLATO L'INDICE DI FIDUCIA DEGLI IMPRENDITORI DELL'EUROZONA E' COME SE SI FOSSE TORNATI AL 2014,

martedì 11 dicembre 2018
LONDRA - L'indice della fiducia degli imprenditori dei paesi dell'Eurozona in questo mese di dicembre e' sceso al livello piu' basso da quattro anni: lo riportano diversi quotidiani britannici,
Continua
USA AUSTRALIA AUSTRIA POLONIA REPUBBLICA CECA UNGHERIA BULGARIA ISRAELE CROAZIA SLOVACCHIA: NO AL GLOBAL COMPACT ONU

USA AUSTRALIA AUSTRIA POLONIA REPUBBLICA CECA UNGHERIA BULGARIA ISRAELE CROAZIA SLOVACCHIA: NO AL

mercoledì 28 novembre 2018
L'accusa di "isolazionismo" scagliata contro il governo Conte per avere deciso di dare la parola al Parlamento circa l'adesione o meno dell'Italia alla proposta Onu sull'immigrazione è
Continua
 
DEUTSCHE BANK SOSPETTATA DI AVERE RICICLATO 150 MILIARDI DI DOLLARI DI SOLDI SPORCHI, CROLLA IN BORSA (-50% DA GENNAIO)

DEUTSCHE BANK SOSPETTATA DI AVERE RICICLATO 150 MILIARDI DI DOLLARI DI SOLDI SPORCHI, CROLLA IN

martedì 20 novembre 2018
FRANCOFORTE - Le azioni della Deutsche Bank sono calate bruscamente oggi alla Borsa di Francoforte per i forti timori degli investitori sugli effetti dallo scandalo del riciclaggio di denaro sporco
Continua

 
Articolo precedente  Articolo Successivo
ASSE MOVIMENTO 5 STELLE - LEGA NORD ALLA CAMERA: FRONTE COMUNE CONTRO ''AFFITTI D'ORO'' E DECRETO ''SALVA ROMA''

ASSE MOVIMENTO 5 STELLE - LEGA NORD ALLA CAMERA: FRONTE COMUNE CONTRO ''AFFITTI D'ORO'' E DECRETO
Continua

 
LA GRANDE BANCA D'AFFARI AMERICANA MERRILL LYNCH PREVEDE ELEZIONI NEL 2015 IN ITALIA, CON M5S AL 30% E GOVERNO GRILLINO.

LA GRANDE BANCA D'AFFARI AMERICANA MERRILL LYNCH PREVEDE ELEZIONI NEL 2015 IN ITALIA, CON M5S AL
Continua


 

 
Segui I Feed delle Brevi!
Brevi, quasi brevi? Brevissime!