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Max Parisi

LA STRONCATURA / C'E' IN GIRO UN PERSONAGGIO INFIDO, MEDIOCRE E TRIPLOGIOCHISTA: STEFANO FASSINA, DEL PD.

lunedì 23 dicembre 2013

C’è in giro un personaggio infido, mediocre e triplogiochista che incarna bene la crisi della sinistra italiana: si tratta del viceministro all’Economia Stefano Fassina.

Del damerino in questione, oltre all’oggettiva inutilità, infastidisce l’eccesso di ipocrisia che oltrepassa di continuo il limite del pudore e della vergogna. Il giovane turco-napoletano, convintosi di avere a che fare con una accozzaglia di idioti, ha avuto il coraggio di rilasciare oggi una intervista al quotidiano dei vescovi “Avvenire” per, udite udite, “criticare le politiche neoliberiste predominanti in Europa”.  

Fassina, che di mestiere fa il vice del massone reazionario di rito draghiano Fabrizio Saccomanni, estensore di una legge di Stabilità assassina e (questa sì) pienamente in linea con quelle “fallimentari ricette neoliberiste” che tanto spiacciono al nostro eroe di carta, probabilmente soffre di un disturbo bipolare della personalità.

Solo così si spiega l’assenza di consequenzialità tra le cose che Fassina dice e quelle che Fassina fa. Qualcuno spieghi al viceministro per caso che non è dignitoso recitare la parte del filosofo crucciato continuando a ricoprire al contempo posti di responsabilità di governo.

Delle due l’una: o Fassina non sa di fare parte di un governo “in piena continuità con le fallimentari politiche neoliberiste”, e allora qualcuno gli telefoni per dirglielo; o, cosa assai più probabile, Fassina continua imperterrito a fare il furbetto. Premessa. Quando il nostro piagnucolante viceministro, degno compare di Orfini e Orlando, afferma che i vincoli europei sono così stringenti da impedire la ripresa dell’economia italiana, dice il vero. Peccato Fassina ometta di precisare i nomi dei partiti che hanno approvato quelle riforme, a partire dal Pareggio di Bilancio in Costituzione e dal recepimento del Fiscal Compact, necessarie per trasformare il nostro Parlamento e il nostro governo in miserabili gusci vuoti tirati al laccio dai burocrati di Bruxelles. Qualche nome a caso? Il Pd di Bersani e Fassina ad esempio.

Non si sa se ridere o piangere. Mi vengono in mente le parole di Sciascia che, per sintetizzare in una battuta  la complicata arte sicula del “mascariamento”, era solito ripetere: “Prima li chiacchierano, e poi dicono che sono chiacchierati”. Fassina, pur non avendo probabilmente mai letto nulla del grande scrittore siciliano, sembra avere imparato la lezione: prima, lui e il suo partito, consegnano l’Italia nelle mani dei macellai di Bruxelles, per poi lamentare una surreale impotenza determinata del fatto che il destino dell’Italia è nelle mani dei macellai di Bruxelles”. Fantastici.

Qualcuno ricordi a Fassina che per dare da subito un po’ di ossigeno alle imprese e alle famiglie italiane, in attesa di imporre  all’Europa intera le politiche per la “crescita” (dei capelli?), basterebbe sforare da subito alcuni anacronistici parametri pensati apposta per fomentare dolosamente una spirale recessiva. Perché, caro signor viceministro a tempo perso, solo l’Italia è tenuta a rispettare alla virgola il limite del 3% nel rapporto deficit/pil mentre la Spagna è al 6,5%, la Francia al 4,1% e perfino la povera Irlanda si può permettere di chiudere il 2013 con un bel 7,5% di deficit?

Allora, caro Fassina, qual è l’unico governo in Europa così succube di “quei fallimentari dogmi neoliberisti”, da preferire sacrificare la vita dei propri cittadini pur di sublimare un feticistico rispetto dei conti? Non sarà forse il governo di cui lei stesso fa parte? Si risponda da solo egregio Fassina. La verità è un’altra. Siccome Fassina, dopo essersi inutilmente prostrato di fronte a quei poteri forti ora evocati con finto allarme, ha paura di finire polverizzato dall’emergente Renzi, pensa di rifarsi una verginità dando buoni consigli una volta liberato dalla possibilità di offrire cattivo esempio.

A Fassina, in conclusione, non dispiace vedere la classe dirigente italiana etero-diretta dalla massoneria di ispirazione nazista che governa la Ue. Niente affatto. Il povero Fassina soffre perché i padroni ora hanno trovato una concubina più giovane e accattivante (Matteo Renzi, ndm) da ricompensare adeguatamente a prestazione ultimata. La prostituzione, corporale o intellettuale poco cambia, è una pratica usurante. Fassina se ne faccia una ragione. Sapendo però che non è dignitoso disprezzare “il mestiere” soltanto quando, per ragioni connaturate al trascorrere del tempo, i buoni clienti cominciano a scarseggiare.

 

Francesco Maria Toscano per Il Moralista. 


LA STRONCATURA / C'E' IN GIRO UN PERSONAGGIO INFIDO, MEDIOCRE E TRIPLOGIOCHISTA: STEFANO FASSINA, DEL PD.


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