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Max Parisi

OBAMA NEL DISCORSO DI ''FINE ANNO'' E' PASSATO DAL ''YES, WE CAN'' AL ''WE HOPE'' (IO SPERIAMO CHE ME LA CAVO)

domenica 22 dicembre 2013

Gerusalemme - Il presidente USA Barak Hussein Obama durante il suo discorso di fine anno, discorso un po’ anticipato per la verità perché tutta la famiglia è in partenza per le Hawaii, ha tirato le somme del 2013 e dato le previsioni per il 2014.

Come tutti i politici di razza si è dimostrato molto fiducioso per il futuro, credere però a uno che durante le prime presidenziali (Yes we can – Sì noi possiamo) dava l’impressione che nulla potesse essere inarrivabile e che è passato a (Hope- Speranza) è oggettivamente complicato.

Ma cosa ha detto il presidente? Ha detto che le guerre finiranno e che grazie agli sforzi diplomatici americani nel 2014 ci sarà un mondo più sicuro, e per rafforzare questa sua affermazione ha citato i negoziati avviati per metter fine al programma nucleare bellico in Iran, l’accordo raggiunto per l’eliminazione delle armi chimiche dalla Siria e il ritiro della forza multinazionale dall’Afghanistan entro l’anno.

Il presidente non è però andato a fondo altrimenti avrebbe dovuto spiegare come mai da Teheran arrivano particolari sugli accordi firmati a Ginevra che in occidente non sono stati messi in risalto, e nonostante tutto il gran parlare ancora non si è capito bene fino a che punto gli iraniani possono arricchire l’uranio e chi o cosa dovrebbe garantire che la famosa linea rossa, riposizionata più volte nel corso degli anni a favore degli ayatollah, non venga nuovamente superata e, nel caso, quale sarebbe la reazione del mondo occidentale.

L’accordo per l’eliminazione delle armi chimiche siriane sembra una barzelletta aggiunta al grottesco comportamento tenuto durante tutta la crisi che ha mietuto migliaia di vittime nello sfortunato paese ed è giunto solo dopo che una parte consistente di quelle armi è passato di mano.

Mentre lui finge ti tirare un sospiro di sollievo nel far fare alla marina statunitense un po’ di fuochi artificiali chimici in mezzo al Mediterraneo o nell’Atlantico, la parte di armi chimiche che è passata di mano è pronta per essere usata da Hetzbollah contro Israele o dai vari gruppi terroristici filo-islamici nei prossimi attentati che colpiranno gli interessi di tutti coloro che proveranno a rimanere liberi. 

No, non è pessimismo questo, ma realismo dettato dall’esperienza.

Obama ha confermato che la pacificazione passa anche attraverso il ritiro delle forze occidentali dall’Afganistan e qui, almeno in parte, dovrebbe avere ragione. Infatti, una volta partito l’ultimo militare occidentale i talebani prenderanno il completo e totale controllo e la pacificazione a colpi di Corano e Kalashnikov sarà completa. L’Afganistan diventerà così una nuova piattaforma per il lancio della jihad globale con buona pace di tutti coloro che sognavano democrazia e più libertà per tutti gli afgani a cominciare dalle donne che dopo aver visto e sognato un mondo migliore saranno condannate a qualche altro secolo di schiavitù.

Ma non è tutto, Obama ha detto che  la ripresa economica, almeno per gli Usa, è dietro l’angolo mettendo l’accento sul fatto che il tasso di disoccupazione è sceso al livello più basso degli ultimi 5 anni, praticamente dall’inizio del suo mandato dimenticando che le esportazioni dei prodotti statunitensi sono dovute principalmente al fatto che il cambio del dollaro è ai minimi storici e che enormi finanziamenti governativi hanno salvato diverse aziende strategiche e molte banche da sicuro fallimento, e nonostante il mezzo flop della sua riforma sanitaria ha sostenuto che quello in corso non è stato l’anno peggiore della sua presidenza.

A questo punto sorge il dubbio che negli anni precedenti siano successe cose gravissime che non sono mai venute alla luce. 

Per quello che riguarda il DATAGATE Obama ha detto che gli Stati Uniti hanno bisogno di collaborare con la NSA, ma che i controlli potranno essere effettuati con maggiore equilibrio. Collaborare con la NSA? Si tratta di un errore di traduzione o di un lapsus freudiano? Se è un errore di traduzione va bene, ma al contrario c’è da chiedersi se la NSA è un’agenzia governativa, cioè un ente dello stato, oppure se è un’entità autonoma che opera come un supervisore della vita di tutti gli umani su questo misero mondo. Se così è, e a questo dobbiamo rassegnarci, sappiamo finalmente il nome del padrone universale che controlla la vita di tutti noi, un nuovo dio tecnologico che decide del nostro futuro. Basta saperlo così possiamo incominciare a costruire per lui nuove Chiese Moschee e Sinagoghe tecnologicamente avanzate e sempre in rete con la banda larga e la porta d’ingresso preferenziale con la quale ci può controllare, benedire e punire secondo il rito di Santo Padre Web.

Forse è ancora troppo presto per allarmarsi, infatti il presidente ha anche detto che le decisioni che riformeranno il programma di sorveglianza richiederanno ancora diverse settimane e arriveranno a gennaio, ha anche aggiunto che tra i cambiamenti che potrebbero essere apportati non si esclude il passaggio delle informazioni raccolte ad aziende private affinché li custodiscano al posto del governo.

Secondo il presidente insomma le informazioni raccolte, magari illegalmente, da un’agenzia dello stato potrebbero passare nelle mani dei privati e questo dovrebbe tranquillizzarci? No, cari signori, questo è ancora più allarmante.

Con uno sguardo verso il futuro Obama ha ricordato anche la riforma dell’immigrazione, da cui può giungere nuovo impulso allo sviluppo, infatti gli USA potranno così importare mano d’opera a più basso costo dal centro e sud America e con il tempo si formerà cosi un bacino di voti che sarà molto utile ai candidati del Partito Democratico in vista di tutte le sfide politiche regionali, statali e federali.

Signori e signore... altro giro altra corsa e chi più ne ha più ne metta. 

Michael Sfaradi - Gerusalemme.

 

 

 


OBAMA NEL DISCORSO DI ''FINE ANNO'' E' PASSATO DAL ''YES, WE CAN'' AL ''WE HOPE'' (IO SPERIAMO CHE ME LA CAVO)


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