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Max Parisi

COSA DEVE ANCORA ACCADERE PERCHE' VENGA CHIESTO L'IMPEACHMENT PER OBAMA? GIA', MA OBAMA E' DEMOCRATICO...

martedì 17 dicembre 2013

Gerusalemme -  Per mesi i funzionari dell’ F.B.I. su incarico del direttore  J. Edgar Hoover verificarono, frame dopo frame, un filmato erotico che vedeva protagonista la bellissima Marilyn Monroe, e non lo fecero certo per vedere il corpo nudo della diva ma per scoprire chi era l’uomo che godeva delle sue grazie. 

Che il presidente Kennedy fosse il suo amante lo sapevano tutti e c’era la certezza che quel filmato fosse proprio un gioco fra lui e la sua bionda amante, ma serviva una prova, anche la più piccola, per metterlo sotto accusa. 

Però, nonostante la profonda analisi della pellicola, neanche il potente Bureau riuscì nell’intento di provare quello che tutti sapevano ma che per profonda ipocrisia facevano finta di non vedere: Kennedy si sà era ‘Democratico’. 

Peccato, forse l’impeachment gli avrebbe salvato la vita. 

Impeachment che invece non risparmiò il ‘Repubblicano’ Nixon per l’affare Watergate, lo spionaggio da parte dell’entourage del presidente uscente ai danni del programma del rivale, fu uno degli atti più gravi mai successi nella storia americana che portò alla vergogna delle istituzioni davanti alla nazione e alle dimissioni dalla più alta carica dello stato. 

Una macchia che a tanti anni dai fatti ancora rimane come monito a tutti. 

Poi venne il turno del ‘Democratico’ Clinton che rischiò anche lui di rimanere impigliato nella rete del ‘Sexgate’ e delle accuse di aver mentito alla nazione dopo lo scandalo che lo travolse a causa di una o più sedute di fellatio al sapore di sigaro cubano. 

Lui negò di aver mai avuto a che fare con Monica Levinsky e poi, a distanza di pochi giorni, l’analisi del DNA del suo sperma rimasto sul vestito della stagista gli consegno un bel cappello cilindrico e un naso lungo e sottile. 

Nonostante questo, forse perché Clinton era ormai alla fine del suo secondo mandato o forse perché era ‘Democratico’ e si sa che ai democratici tutto o quasi viene perdonato, anche lui si salvò dal famoso Impeachment che ne avrebbe rovinato il nome e quello che di buono, poco per la verità, aveva fatto durante la sua permanenza alla Casa Bianca nel poco tempo libero che gli rimaneva quando non era occupato nelle sue performance erotiche sulla scrivania dello studio ovale. 

Impeachment è una parola grossa, una sorta di spauracchio che incombe sui presidenti USA come una spada di Damocle, ma la storia ci insegna che i Presidenti ‘Democratici’ godono di una certa immunità, come se fossero stati vaccinati da piccoli. 

L’ennesima prova dell’efficacia del vaccino anti – Impeachment è attualmente sotto gli occhi di tutti, infatti l’attuale presidente Barak Hussein Obama, che ne ha combinate tante e molte sono in cantiere, scivola in slalom fra disastri con uno stile da far invidia all’Alberto Tomba dei giorni migliori. 

È passato indenne attraverso vari scandali che hanno invece colpito i suoi più stretti collaboratori ad esempio Petraeus che ha dovuto lasciare la CIA ufficialmente per uno scandalo a sfondo sessuale, mentre in realtà, e tutti lo sanno, perché la sua amante aveva rivelato parte dei retroscena dell’affare Stevens, l’ambasciatore uomo CIA linciato a Bengasi.

Tutto questo mentre la signora Clinton, la moglie tradita dal Pinocchio di cui sopra, all’epoca dei fatti Segretario di Stato, si dava coraggiosamente alla fuga pur di non testimoniare davanti alla commissione di inchiesta del Senato che voleva far luce sulla morte del povero Stevens.  

Con l’uscita di scena di Petraeus, della Clinton e con il sacrificio della Rice, ambasciatore USA all’ONU, la questione si è chiuse e lui, il presidente Obama, nonostante i caduti sul campo rimase saldamente al comando.

Non soddisfatto dei casini che aveva già fatto si è messo all’opera per farne altri e ben più gravi, casini che ci ha raccontato in tutti i suoi risvolti Edward Joseph Snowden, l’uomo più ricercato del mondo. 

Secondo le prove passate da Snowden al ‘The Guardian’, giornale britannico, l’amministrazione USA, per mezzo della NSA ha tenuto sotto controllo milioni di persone in tutto il mondo, fra questi anche il cancelliere tedesco Merkel, il presidente francese Hollande, e tutto lascia credere che anche altri capi di Stato e Primi Ministri siano nella lunga lista degli intercettati ad oltranza. 

Una nuova tegola su questa questione, che sembra gonfiarsi e sgonfiarsi in continuazione, è stata lanciata in questi giorni da Richard Leon, giudice federale, che si è pronunciato in base a una denuncia  alla NSA da parte dell’attivista conservatore Larry Klayman. 

Nello specifico si tratterebbe della violazione del quarto emendamento, quello che difende il cittadino da perquisizioni, arresti e confische irragionevoli.

Da quando è cominciata questa querelle è la prima volta che un giudice mette in discussione la costituzionalità del programma di ascolto telefonico di massa portato avanti dalla National Security Agency, e non è tutto, perché nella sentenza è riportato anche che  il dipartimento di Giustizia non ha dimostrato che la raccolta dei dati sia riuscita a sventare attacchi terroristici, tesi sempre sostenuta per difendere la massiccia attività di spionaggio. 

Secondo la Corte Federale non ci sarebbe un nesso diretto tra l’attività di controllo svolto a livello planetario e i risultati ottenuti o comunque non dimostrati nella lotta la terrorismo, e anche se questo tribunale si occupa solo dei diritti dei cittadini USA, forse per la prima volta nella storia il quarto emendamento sta proteggendo i diritti degli altri cittadini del mondo. 

Qualcuno dovrebbe spiegare a Obama che non è e non è mai stato il padrone del mondo e anche se qualcosa ci dice che nonostante questa sentenza in prima istanza finirà come una bolla di sapone, e questo perché prima che la stessa arrivi alla Corte Suprema l’attuale presidente avrà già concluso il suo secondo e, per fortuna, ultimo mandato.

Perché si sa che in un modo o nell’altro i Presidenti ‘Democratici’ sono immuni e a loro tutto o quasi viene perdonato.

Di Michael Sfaradi - Gerusalemme. 

 


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