75.348.766
Segui il Nord.it con il Feed RSS
I fatti e le opinioni del Nord - ilNord.it

 
LE NOTIZIE CHE GLI ALTRI NON SCRIVONO
Max Parisi

PRITCHARD DEL DAILY TELEGRAPH: ''L'ITALIA RISCHIA IL COLLASSO NEL 2014. HO INCONTRATO LETTA: ASSOLUTAMENTE DELUDENTE''

lunedì 16 dicembre 2013

LONDRA - L'intervista esclusiva al Columnist economico del Telegraph Ambrose Evans Pritchard. International Business Editor of The Daily Telegraph (di Alessandro Bianchi per l'Antidiplomatico.it) 

Dalle colonne del Telegraph, Lei ha scritto spesso come i paesi dell'Europa del sud dovrebbero formare un cartello e parlare con un'unica voce nel board della Bce e nei vari summit per forzare quel cambiamento di politica necessario a rilanciare le loro economie. Ritiene che il sistema euro possa ancora salvarsi o giudica migliore per un paese come l'Italia scegliere il ritorno alla propria valuta nazionale?

Quello che serve in Europa oggi è uno shock economico sul modello dell'Abenomics. Italia, Spagna, Grecia e Portogallo, insieme alla Francia devono smettere di fare finta di non avere un interesse in comune da tutelare. Questi paesi hanno i voti necessari per forzare un cambiamento. La Bce oggi non sta rispettando gli obblighi previsti dai trattati e non solo per il target del 2%, dato che nei trattati non si parla solo d'inflazione, ma anche di crescita e di occupazione. Il dato dello 0,8% di ottobre è un autentico disastro per l'andamento della traiettoria di lungo periodo del debito. Senza un cambio di strategia forte, l'Italia sarà al collasso nel 2014. Il paese ha un avanzo primario del 2.5% del PIL e ciononostante il suo debito continua ad aumentare. Il dramma dell'Italia non è morale, ma dipende dalla crisi deflattiva cui è costretta per la sua partecipazione alla zona euro.

La politica è fatta di scelte e di coraggio. Fino ad oggi non si è agito per impedire che si dissolvesse il consenso politico dell'euro in Germania. Ma oggi c'è una minaccia più grande e se Berlino non dovesse accettare le nuove politiche, può anche uscire dal sistema. Il ritorno di Spagna, Italia e Francia ad una valuta debole è proprio quello di cui i paesi latini hanno bisogno. Del resto, la minaccia tedesca è un bluff ed i paesi dell'Europa meridionale devono smascherarlo. L'ora del confronto è arrivato.

Il problema è che i governi attuali dell'Europa meridionale sembrano ipnotizzati dall'incantesimo del "più Europa" e non prendono in considerazione altre soluzioni. Da cosa dipende?

Recentemente ho avuto modo di incontrare a Londra il primo ministro italiano Enrico Letta ed abbiamo parlato proprio di questo. Alla mia domanda sul perché non si facesse promotore di un cartello con gli altri paesi dell'Europa in difficoltà per forzare questo cambiamento, il premier italiano mi ha risposto che secondo lui sarà Angela Merkel a mutare atteggiamento nel prossimo mandato e venire incontro alle esigenze del sud. Si tratta di un approccio assolutamente deludente. Enrico Letta, come anche Hollande in Francia, è un fervente credente del progetto di integrazione europea e non riesce ad accettare che l'attuale situazione sia un completo disastro. Questo atteggiamento non gli permette di comprendere le ragioni per cui l'euro sia divenuto così disfunzionale per i paesi membri.

Coloro che sostengono che i paesi dell'Europa meridionale non possono tornare alle loro monete nazionali utilizzano due motivazioni in particolare: l'enorme inflazione conseguente all'inevitabile svalutazione ed il fatto di non poter poi reggere la concorrenza di colossi commerciali come la Cina. Le giudica corrette? 

Si tratta, in entrambi casi, del contrario esatto della realtà. L'euro è un'autentica maledizione per le esportazioni, che dipendono dai prezzi e dal tasso di cambio. I paesi europei sopravvalutati a causa della moneta unica hanno perso una quota importante del loro mercato globale a disacapito della Cina. Con Pechino che tiene lo yaun sottovalutato e con una moneta enormemente sopravvalutata, molte aree dove l'industria italiana eccelle sono inevitabilmente in crisi. Una crisi che dipende dal tasso di cambio.

Per quel che riguarda l'inflazione, qualora l'Italia dovesse procedere ad un collasso disordinato e caotico dell'euro, il paese potrebbe perdere nella prima fase il controllo dei prezzi. Ma oggi quest'ultimi sono già fuori controllo. Nei paesi dell'Europa meridionale è in corso una grave crisi di deflazione che rischia di riproporre il "decennio perso" del Giappone con contorni inquietanti per quel riguarda l'andamento debito/Pil. In Italia è passato dal 120% al 133% in due anni: si tratta di una trappola che sta portando il paese al collasso. Il problema da combattere oggi è la deflazione e non l'inflazione. 

L'esperienza attuale dell'Italia e degli altri paesi della zona euro è molto nota in Gran Bretagna. Nel nostro paese ci sono stati due esempi similari di crisi di deflazione e svalutazione interna: agli inizi degli anni '30 con il sistema del Gold Standard e nella crisi dello SME del 1991-1992. In entrambi i casi, il Regno Unito ha determinato la rottura del sistema e restaurato il controllo totale della propria valuta nel momento in cui gli interessi del paese erano messi a rischio. I critici al tempo utilizzavano la stessa argomentazione dell'inflazione, ma nel 1931 all'uscita del Gold Standard, in una situazione di deflazione interna, non vi è stato alcun aumento incontrollato dei prezzi, con lo stimolo monetario e la svalutazione che sono stati la premessa per la ripresa dalla Grande Depressione. La stessa identica esperienza l'abbiamo vissuta nel 1992 con la crisi dello Sme.

Spesso si tende ad avere un approccio superficiale alle questioni economiche e questo non aiuta il dibattito politico. Se dovesse lasciare l'euro, l'Italia dovrebbe optare per un grande stimolo monetario da parte della Banca d'Italia, una svalutazione ed una politica fiscale sotto controllo. Questa combinazione garantirebbe al paese una transizione tranquilla e nessuna crisi fuori controllo. 

Molto spesso coloro che reputano insostenibile il ritorno alle monete nazionali paventano anche l'insostenibilità di poter sopportare le inevitabili ritorsioni economiche della Germania. Si tratta di una minaccia credibile? 

Non c'è nulla di più falso. E' negli interessi della Germania gestire l'eventuale uscita di un paese membro nel modo più lineare, regolare e tranquillo possibile. Nel caso di un deprezzamento fuori controllo della Lira, ad esempio, il più grande sconfitto sarebbe Berlino: le banche ed assicurazioni tedesche che hanno enormi investimenti in Italia sarebbero a rischio fallimento; ed inoltre, le industrie tedesche non potrebbero più competere con quelle italiane sui mercati globali. Sarebbe interesse primordiale della Bundesbank acquisire sui mercati valutari internazionali le lire, i franchi, pesos o dracme per impedirne un crollo. Si tratta di un punto molto importante da comprendere: nel caso in cui uno dei paesi meridionali dovesse decidere di lasciare il sistema in modo isolato, è nell'interesse dei paesi economici del nord Europa, in primis la Germania, impedire che la sua valuta sia fuori controllo e garantire una transizione lineare. Tutte le storie di terrore su eventuali disastri che leggiamo non hanno alcuna base economica.

In diversi suoi articoli recenti, Lei dichiara come la spinta al cambiamento arriverà dalla Francia. Quale sarà l'elemento che lo determinerà in concreto?

Con la disoccupazione che cresce a livelli non più controllabili, Hollande, che ha posto come suo obiettivo primario della sua presidenza quello dell'occupazione, ha perso ogni credibilità e sta arrivando al limite di sopportazione con l'Europa. 


PRITCHARD DEL DAILY TELEGRAPH: ''L'ITALIA RISCHIA IL COLLASSO NEL 2014. HO INCONTRATO LETTA: ASSOLUTAMENTE DELUDENTE''


Cerca tra gli articoli che parlano di:

The Telegraph   Evans Pritchard   Letta   Londra   Germania   Merkel   euro   uscita   Italia   crisi   collasso    


 
Gli ultimi articoli sull'argomento
LA UE ABBANDONA L'ITALIA E VIETA I CORONABOND. SALVINI: EMETTIAMO TITOLI DI STATO ITALIANI PER FINANZIARE SPESE ITALIANI

LA UE ABBANDONA L'ITALIA E VIETA I CORONABOND. SALVINI: EMETTIAMO TITOLI DI STATO ITALIANI PER

domenica 29 marzo 2020
"Io mi impongo di pensare positivo. Soltanto, non vorrei che da lunedi' ci fossero gli italiani in fila fuori dai Comuni a chiedere soldi che non ci sono". Lo dice al Corriere della Sera il leader
Continua
 
NOTIZIA CENSURATA / IN SLOVENIA NUOVO GOVERNO NAZIONALISTA ANTI IMMIGRAZIONE, MA LA NOTIZIA NON ''APPARE'' IN ITALIA

NOTIZIA CENSURATA / IN SLOVENIA NUOVO GOVERNO NAZIONALISTA ANTI IMMIGRAZIONE, MA LA NOTIZIA NON

martedì 3 marzo 2020
LONDRA - L'informazione italiana asservita agli interessi delle oligarchie finanziarie Ue non ha scrupoli nell'usare l'emergenza del coronavirus per censurare notizie che danno fastidio al governo e
Continua
MENTRE IL CORONAVIRUS SI AFFACCIA IN EUROPA, LA UE E' DILANIATA DALLA FAIDA SUI SOLDI PER COPRIRE IL ''BUCO'' BREXIT

MENTRE IL CORONAVIRUS SI AFFACCIA IN EUROPA, LA UE E' DILANIATA DALLA FAIDA SUI SOLDI PER COPRIRE

mercoledì 26 febbraio 2020
LONDRA - Se qualcuno avesse ancora dei dubbi sul fatto che la fuoriuscita della Gran Bretagna dalla UE avrebbe causato l'implosione dell'Unione Europea per convincersi non deve fare altro che
Continua
 
IL TURISMO E' ALLA CATASTROFE, LA PSICOSI GLOBALE DEL CORONAVIRUS FA DELL'ITALIA OGGI IL SECONDO BERSAGLIO DOPO AL CINA

IL TURISMO E' ALLA CATASTROFE, LA PSICOSI GLOBALE DEL CORONAVIRUS FA DELL'ITALIA OGGI IL SECONDO

lunedì 24 febbraio 2020
Quando noi, di questo giornale online, lanciamo l'allarme "panico" per dire che questo sì è il virus che può ammazzare il nostro Paese, magari qualcuno pensa che sbagliamo.
Continua
UN VELISTA ITALIANO ''PRIGIONIERO'' DENTRO L'EPICENTRO DELL'EPIDEMIA DI CORONAVIRUS RACCONTA L'INFERNO CHE HA ATTORNO

UN VELISTA ITALIANO ''PRIGIONIERO'' DENTRO L'EPICENTRO DELL'EPIDEMIA DI CORONAVIRUS RACCONTA

martedì 18 febbraio 2020
Il racconto di un "prigioniero" italiano che ri trova dentro l'epicentro dell'epidemia di coronavirus Uscite di sicurezza dell'hotel sbarrate con catena e lucchetto e ingresso unico, mascherina
Continua
 
LA SITUAZIONE DELLA CINA E' MOLTO PIU' GRAVE DI QUANTO VENGA RACCONTATO DAI MEDIA IL VIRUS STA UCCIDENDO L'ECONOMIA

LA SITUAZIONE DELLA CINA E' MOLTO PIU' GRAVE DI QUANTO VENGA RACCONTATO DAI MEDIA IL VIRUS STA

martedì 18 febbraio 2020
L'epidemia causata dal nuovo ceppo di coronavirus Covid-19, originata nella Cina centrale e poi diffusasi a livello internazionale, ha posto la diplomazia di Pechino in una situazione di stress senza
Continua

 
Articolo precedente  Articolo Successivo
IL PREMIO NOBEL PER L'ECONOMIA STIGLITZ: ''NESSUN PAESE E' MAI RIUSCITO A RILANCIARE LA PROSPERITA' CON L'AUSTERITA'''.

IL PREMIO NOBEL PER L'ECONOMIA STIGLITZ: ''NESSUN PAESE E' MAI RIUSCITO A RILANCIARE LA PROSPERITA'
Continua

 
CATASTROFE: TRE BANCHE SENZA PIU' PATRIMONIO, MANGIATO DAI CREDITI DETERIORATI: BPM, CARIGE E BANCO POPOLARE (E ADESSO?)

CATASTROFE: TRE BANCHE SENZA PIU' PATRIMONIO, MANGIATO DAI CREDITI DETERIORATI: BPM, CARIGE E BANCO
Continua


 

 
Segui I Feed delle Brevi!
Brevi, quasi brevi? Brevissime!

REGIONE LOMBARDIA HA ORGANIZZATO LA CONSEGNA DELLA SPESA A CASA IN

8 aprile - Sono oltre 700 i Comuni di Regione Lombardia che offrono servizio di
Continua

GOLDMAN SACHS: PIL EUROZONA -9% NEL 2020. GERMANIA -8,9%

8 aprile - La banca d'affari statunitense Goldman Sachs ha aggiornato oggi le stime
Continua

SINDACO DI POZZALLO VIETA LO SBARCO DEI 150 AFRICANI SULL'ALAN

8 aprile - POZZALLO (RAGUSA) - ''Nonostante siamo una citta' di accoglienza e lo
Continua

LUCIA ANNUNZIATA RICOVERATA IERI SERA ALL'OSPEDALE SPALLANZANI:

8 aprile - ROMA - In seguito all'insorgere di febbre e di difficolta' respiratorie,
Continua

FRANCIA IN RECESSIONE, -6% PIL 1° TRIMESTRE, MAI VISTO CROLLO

8 aprile - PARIGI - Nel primo trimestre 2020 l'economia francese ha subito una
Continua

DURE E MOTIVATE ACCUSE DI BLOOMBERG E ALTRI QUOTIDIANI AL GOVERNO

8 aprile - La crisi scatenata dal nuovo coronavirus in Spagna ha attraversato i
Continua

COMMISSIONE PER CAPIRE SE LE RSA HANNO RISPETTATO INDICAZIONI

8 aprile - MILANO - ''Noi sulle Rsa, che ricordiamolo sono strutture private,
Continua

GALLERA: ''E' FALSO CHE NON SIA STATO SANIFICATO IL PRONTO SOCCORSO

8 aprile - ''E' falsa la ricostruzione secondo la quale dopo il primo contagio il
Continua

L'OLANDA ERA E RESTA CONTRARIA AGLI EUROBOND E NON C'E' ACCORDO

8 aprile - BRUXELLES - ''L'Olanda era e resta contraria agli Eurobond perche'
Continua

LINDT REGALA 20.000 UOVA DI PASQUA AD OSPEDALI DELLA LOMBARDIA

7 aprile - Lindt Italia ha deciso di donare 20.000 uova di cioccolato ad alcune
Continua

BORIS JOHSON NON HA LA POLMONITE ED E' IN CONDIZIONI STABILI E DI

7 aprile - Boris Johnson ''non ha la polmonite'': una buona notizia arriva da
Continua

IN CINA HANNO RIPRESO A MANGIARE PIPISTRELLI. ALLORA, SONO DEI

7 aprile - Commentando a Mattino 5 un servizio che documentava la riapertura dei
Continua

FINALMENTE IL ''PARLAMENTO UE DI STRASBURGO'' AVRA' UNO SCOPO:

7 aprile - ''In collaborazione con le autorità francesi, abbiamo messo a
Continua

REGIONE LOMBARDIA STA DISTRIBUENDO 3 MILIONI DI MASCHERINE AI

7 aprile - La regione Lombardia sta distribuendo 3 milioni di mascherine ai sindaci
Continua

LA TERRIBILE VERITA' SULLA TRASMISSIONE DEL VIRUS NELLE RSA DI

7 aprile - MILANO - I pazienti covid nelle Rsa ''e' stata una proposta, a nessuno
Continua

STATO CONDANNATO A PAGARE A BRUNO CONTRADA 667MILA EURO PER

7 aprile - ''La cosa più importante di questa liquidazione accordata dalla Corte
Continua

CONFCOOPERATIVE: MISURE DI SOSTEGNO IMMEDIATE O FALLIRANNO 1

7 aprile - ''L'economia italiana inchioda e occorreranno almeno due anni prima di
Continua

DURIGON: NON C'E' ALCUN AIUTO PER IL SETTORE TURISMO: SERVONO A

7 aprile - Il decreto liquidità ''è uno strumento positivo da un lato, ma
Continua

GALLERA: I DATI DI MILANO SONO CONFORTANTI, SACRIFICI INIZIANO A

7 aprile - MILANO - ''I dati sono confortanti e in linea anche a Milano, che ieri
Continua

PROF. PESENTI: ''MASCHERINE SERVONO, ANCHE QUELLE PER COSI' DIRE

6 aprile - «Troppe polemiche politiche in generale. Poi si capirà cosa ha
Continua
Precedenti »