45.064.374
Segui il Nord.it con il Feed RSS
I fatti e le opinioni del Nord - ilNord.it

 
LE NOTIZIE CHE GLI ALTRI NON SCRIVONO
Max Parisi

DIBATTITI / ''L'EURO VOLUTO DALLE ELITE FINANZIARIE E' ALL'ORIGINE DELLA CRISI. BASTA'' IDEE E PROPOSTE DEL PROF. BAGNAI

giovedì 5 dicembre 2013

Critico di un’unione monetaria “voluta dalle élite finanziarie e origine della crisi”, il prof. Alberto Bagnai è il capofila degli anti euro e si definisce orgogliosamente "populista e di sinistra" ma non disdegna inviti da esponenti di destra come Gianni Alemanno. Ecco il ritratto e le idee dell'economista che con Antonio Maria Rinaldi e Claudio Borghi sta movimentando il dibattito in vista delle elezioni europee.

Nel V-Day di Genova Beppe Grillo è tornato ad attaccare le fondamenta economiche dell’Unione monetaria europea, rilanciando il referendum sulla permanenza nell’euro e proponendo una Ue con due valute distinte e parallele, adeguate alle realtà dei paesi del Nord e del Mediterraneo. Un orizzonte che costituisce da tempo un tema centrale nel mondo scientifico e accademico.

Fra gli studiosi più critici del percorso di integrazione finanziaria e dei parametri di bilancio che hanno ispirato il Trattato di Maastricht e il Fiscal Compact, vi è Alberto Bagnai, professore di Politica economica nell’Università “Gabriele d’Annunzio” di Pescara e collaboratore del Centro di ricerca in economia applicata alla globalizzazione dell’Università di Rouen.

Promotore dell’associazione “A/Simmetrie”, del sito “goofynomics” e di un un blog sul Fatto Quotidiano, ha pubblicato nel 2012 “Il tramonto dell’euro. Come e perché la fine della moneta unica salverebbe democrazia e benessere in Europa”. Libro che interpreta la crisi attuale come sbocco prevedibile del percorso di integrazione monetaria. Bagnai è tra quei professori che proprio per le sue tesi sono corteggiati da movimenti e partiti, come sottolineato da Marco Cobianchi su Panorama.

Rilevando come “gran parte degli studiosi avanzi ricette per salvare l’euro da se stesso modificando le regole di bilancio comunitarie”, l’economista Bagnai si prefigge l’obiettivo di “salvare i cittadini dalla moneta unica”. Responsabile, a giudizio di una persona “orientata a sinistra che ha votato per il Partito comunista italiano finché ne ha avuto l’opportunità”, della compressione dei diritti delle classi lavoratrici, dell’umiliazione e del ricatto della precarietà imposto ai poveri e al ceto medio. Per lui l’unica prospettiva ragionevole è abbandonare la valuta comune a favore di “un’integrazione culturale, sociale ed economica”.

La prospettiva culturale del professor Bagnai è allo stesso tempo “socialista, populista, nazionalista”. Perché il suo avversario è una globalizzazione indiscriminata a egemonia finanziaria, ammantata dell’internazionalismo liberal-liberista che invoca l’abbattimento di frontiere per la creazione di un mercato mondiale omogeneo. E che non può fare a meno dell’euro, “pilastro del più grande progetto di predominio oligarchico nella storia del Vecchio Continente”. Mentre, spiega richiamandosi a filoni “giacobini” e ostili al federalismo presenti nei partiti progressisti europei, “soltanto lo Stato nazionale può garantire un’effettiva sovranità popolare e la dignità dei lavoratori”.

Bagnai aveva tentato di illustrare le sue tesi in un confronto aperto due anni fa da Rossana Rossanda sulle pagine del Manifesto.Nell’articolo “L’uscita dall’euro prossima ventura” dell’agosto 2011 aveva scritto che “l’introduzione dell’euro era stata l’opera di poche élite, imposta in maniera paternalistica a un popolo ignaro per imprimere un’accelerazione alla completa unificazione”.

Aveva denunciato “l’acquiescenza dei progressisti al Trattato di Maastricht, manifesto ideologico liberista, e verso il cambio fisso, arma per coartare salari e diritti dei lavoratori”. Aveva osservato che “l’integrazione fiscale non è politicamente sostenibile perché nessuno vuole pagare per gli altri, presentati dal bombardamento mediatico come pigri, poco produttivi, irresponsabili”.

Aveva messo in guardia dalla “lotta secolare della Germania per dotarsi di un mercato di sbocco: scopo raggiunto grazie alla domanda dei paesi europei drogata dal cambio fisso che sostiene la crescita tedesca”. Aveva anticipato “l’avvento di un governo tecnico salutato dalla sinistra come liberatore” e l’ascesa delle destre anti-euro come il Front National di Marine Le Pen. Ricevendo un’accoglienza improntata a scetticismo tra i protagonisti del dibattito: “Che attribuivano a esecutivi cialtroni il fallimento di un progetto concepito per sottrarre agli Stati la politica fiscale, monetaria, industriale”.

La polemica contro i parametri dell’Unione monetaria accosterebbero il professor Bagnai in modo naturale all’offensiva rilanciata ieri dal leader Cinque Stelle. Ma i rapporti con il mondo animato da Beppe Grillo sono più controversi di quanto si pensi. Scrivendo sul blog del leader M5S il 9 febbraio 2013, Bagnai gli riconosceva il merito di aver portato il problema della moneta unica nella campagna elettorale: “I fondatori dell’Ue sapevano benissimo che imporre una valuta comune a realtà diverse e con un regime fiscale scollegato avrebbe condotto a una crisi”.Ma in un’intervista rilasciata il 26 febbraio bocciava “l’ambiguità e l’evanescenza di una strategia economica che mescolava una diagnosi di destra e terapie di sinistra demagogica”.

È di destra, spiegava lo studioso, “l’idea che la crisi sia frutto della nostra corruzione e del debito pubblico, pienamente sostenibile nel breve e lungo termine. Grillo ha fatto propria tale lettura associandola a ricette come il reddito di cittadinanza o il mancato pagamento del debito, che allarmano inutilmente i mercati”. Ai suoi occhi il comico ligure si prestava al “disegno reazionario e liberista che, imputando al settore pubblico le colpe di un colossale fallimento del mercato finanziario privato, punta a ridurre il peso dello Stato nell’economia tagliando scuola, sanità universale, previdenza”.In una conversazione con Repubblica del 22 marzo l’economista smentiva le indiscrezioni che lo indicavano come candidato premier del M5S: “È una storia paradossale. Non ho mai avuto contatti diretti con l’oscuro vertice del Movimento né con gli eletti”.

Poi respingeva il progetto di consultazione popolare sulla permanenza nella moneta unica lanciato da Grillo: “Referendum e democrazia diretta su questo tema sono stupidaggini. Per uscire dall’euro bisognerebbe agire segretamente e per decreto. Da 30 anni il popolo italiano vive in una cappa di disinformazione, non avrebbe gli strumenti per decidere”. Scetticismo ribadito il 23 maggio: “Terrorizzati dalla crisi e dalla paura del salto nel buio i cittadini voterebbero massicciamente per l’euro accentuando la marcia verso la precarietà”.

Convinzione ed entusiasmo hanno invece spinto Bagnai a contribuire al Convegno “L’Euro contro l’Europa?”, promosso per il prossimo 7 dicembre dalla Fondazione Nuova Italia di Gianni Alemanno.

Un’iniziativa che vedrà un confronto sulle prospettive dell’Unione Europea con rappresentanti di filoni e mondi lontani, a lungo contrapposti. E che presenterà all’opinione pubblica la petizione popolare “Entro il 2014: nuove regole in Europa o l’Italia esce dall’Euro”. 

Si prospetta quindi una consonanza e saldatura originale tra mondi diversi. Agli amici e follower che criticano la scelta di esplorare un sentiero condiviso con l’ex sindaco della Capitale, Bagnai ricorda che “non è colpa sua se questo dibattito in Italia sta diventando appannaggio della destra”.

Osserva che “nel 1971 l’economista Nicholas Kaldor aveva previsto come una moneta unica avrebbe portato l’Europa al conflitto e alla disgregazione politica, per cui l’unica forma di fraternità è rimuovere una valuta fallimentare in sé e non per colpa dell’austerità”.

Rifiuta infine di chiedersi quale sia lo scopo recondito dell’iniziativa: “Siamo in una casa in fiamme. A chi ci aiuta ad indicare l’uscita non voglio chiedere la carta di identità. E in ogni caso molto meglio Alemanno rispetto a Matteo Renzi, che si sta trasformando da delfino del PD a tonno nella tonnara dell’euro”.

Articolo scirtto da Edoardo Petti per Formiche.net


DIBATTITI / ''L'EURO VOLUTO DALLE ELITE FINANZIARIE E' ALL'ORIGINE DELLA CRISI. BASTA'' IDEE E PROPOSTE DEL PROF. BAGNAI


Cerca tra gli articoli che parlano di:

Alberto   Bagnai   euro   Alemanno   sinistra   Fatto   Quotidiano   Europa   Grillo   destra   Movimento 5 Stelle    


 
Gli ultimi articoli sull'argomento
L'ECONOMIST: ''L'ITALIA E' IL PAESE CHE POTREBBE ABBATTERE LA UE NEL 2018, QUANDO LA BCE FINIRA' L'ACQUISTO DI BTP E BOT''

L'ECONOMIST: ''L'ITALIA E' IL PAESE CHE POTREBBE ABBATTERE LA UE NEL 2018, QUANDO LA BCE FINIRA'

venerdì 24 marzo 2017
LONDRA - "L'Unione Europea - osserva il settimanale britannico "The Economist" nella rubrica Charlemagne, dedicata agli affari europei - puo' anche essere una costruzione franco-tedesca, ma quando il
Continua
 
CLAMOROSO / EMERGONO LE PROVE: OBAMA HA DAVVERO DATO ORDINE DI SPIARE LO STAFF DI TRUMP IN CAMPAGNA ELETTORALE

CLAMOROSO / EMERGONO LE PROVE: OBAMA HA DAVVERO DATO ORDINE DI SPIARE LO STAFF DI TRUMP IN CAMPAGNA

giovedì 23 marzo 2017
WASHINGTON - Le agenzie di intelligence statunitensi hanno davvero intercettato figure della campagna elettorale di Donald Trump e del suo team di transizione presidenziale. Lo ha dichiarato ieri,
Continua
SPETTACOLARE BOOM ECONOMICO DELL'UNGHERIA DI ORBAN: PIL +4% DISOCCUPAZIONE AL 4,3%, STIPENDI +10% INVESTIMENTI +16%

SPETTACOLARE BOOM ECONOMICO DELL'UNGHERIA DI ORBAN: PIL +4% DISOCCUPAZIONE AL 4,3%, STIPENDI +10%

giovedì 23 marzo 2017
BUDAPEST - L'economia ungherese e' destinata a crescere a un tasso superiore al 4 per cento nel 2017 grazie a una crescita degli investimenti e dei consumi superiore di molto alla media
Continua
 
L'EUROPARLAMENTO DECIDE DI AUMENTARE A 1,9 MILIARDI LA SPESA DEL PROPRIO BILANCIO (E LO HA FATTO IN SEGRETO)

L'EUROPARLAMENTO DECIDE DI AUMENTARE A 1,9 MILIARDI LA SPESA DEL PROPRIO BILANCIO (E LO HA FATTO IN

mercoledì 22 marzo 2017
LONDRA - Il parlamento europeo da sempre e' sotto accusa per il fatto che spreca i soldi dei contribuenti dei Paesi che malauguratamente hanno aderito alla Ue, tuttavia se qualcuno pensa che adesso
Continua
ALESSANDRO PROFUMO (APPENA NOMINATO AL VERTICE DI FINMECCANICA DA GENTILONI-PADOAN) E' FINITO SOTTO PROCESSO PER USURA!

ALESSANDRO PROFUMO (APPENA NOMINATO AL VERTICE DI FINMECCANICA DA GENTILONI-PADOAN) E' FINITO SOTTO

mercoledì 22 marzo 2017
Alessandro Profumo finisce sotto processo per usura bancaria, reato molto grave. Il gup del Tribunale di Lagonegro, in provincia di Potenza, ha rinviato a giudizio l'ex presidente di Mps insieme a
Continua
 
ECCO VENTI OTTIME RAGIONI - PRESENTATE DAL POLO SOVRANISTA - PER LASCIARE LA UE CHE STA DEVASTANDO L'ITALIA. (LEGGERE)

ECCO VENTI OTTIME RAGIONI - PRESENTATE DAL POLO SOVRANISTA - PER LASCIARE LA UE CHE STA DEVASTANDO

lunedì 20 marzo 2017
ROMA - Dire NO alla Ue non basta, va spiegato chiaramente, perchè non è un "atto di fede politica", è la precisa constatazione che la Ue è una minaccia gravissima al
Continua

 
Articolo precedente  Articolo Successivo
L'M5S VERSO LE DIMISSIONI ALLA CAMERA E BRUNETTA ANNUNCIA: RIDISTRIBUENDO I SEGGI, CDX HA SOLO 2 VOTI IN MENO DEL CSX

L'M5S VERSO LE DIMISSIONI ALLA CAMERA E BRUNETTA ANNUNCIA: RIDISTRIBUENDO I SEGGI, CDX HA SOLO 2
Continua

 
MA CHE FIGURA DI EMME / DELEGAZIONE DELL'EXPO IN POMPA MAGNA VA A ROMA PER VEDERE IL PAPA E IL PAPA NON LI VUOLE VEDERE.

MA CHE FIGURA DI EMME / DELEGAZIONE DELL'EXPO IN POMPA MAGNA VA A ROMA PER VEDERE IL PAPA E IL PAPA
Continua


 

 
Segui I Feed delle Brevi!
Brevi, quasi brevi? Brevissime!