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Max Parisi

GRECIA / 2014 D'INFERNO, L'OCSE PREVEDE LA NECESSITA' DI NUOVI ''AIUTI FINANZIARI'' E DI ''NUOVI TAGLI ALLA SPESA PUBBLICA''

venerdì 29 novembre 2013

Atene - Non accennano a diminuire i guai economici della Grecia, anzi. Secondo l'ultimo rapporto dell'Ocse sullo stato dell'economia greca, commissionato dallo stesso governo ellenico, sebbene per il 2013 è prevista una contrazione del 3,5 per cento, dunque più leggera di quanto previsto (-4 per cento), le previsioni per il 2014 sono tutt'altro che rassicuranti. Non ci sarà alcuna crescita dello 0,6 per cento, come previsto nella manovra approvata da Atene, tutt'altro: per il prossimo anno il Prodotto interno lordo calerà dello 0,4 per cento. Il motivo? Una crescita più lenta del previsto, nonostante le imponenti riforme per rimettere in sesto i conti allo sfascio varate nel 2012. 

"Se la crescita greca dovesse deludere di nuovo o se la deflazione dovesse persistere anche dopo l'attuazione delle riforme strutturali - ha affermato il segretario generale dell'Ocse, Angel Gurría - allora sarà estremamente difficile raggiungere il target del debito Pil del 120 per cento entro il 2020". 

In sostanza, il 2014 sarà per la Grecia il settimo anno consecutivo di recessione. Tuttavia, l'analisi specifica che il Paese ha compiuto "progressi sostanziali" per realizzare le riforme e per sistemare le sue finanze, ma la crisi che ha investito Atene è andata ben oltre qualsiasi previsione ed è stata "molto più profonda di quanto ci aspettassimo". 

Nel rapporto, l'Ocse non esclude che il Paese abbia bisogno di una nuova trance di aiuti: "La Grecia potrebbe aver bisogno di nuovi aiuti dai partner europei per assicurare la sostenibilità dei propri conti pubblici. Insieme con l'ulteriore aggiustamento necessario in ambito fiscale e sulla competitività, il bisogno di ulteriore assistenza per raggiungere la sostenibilità di bilancio non può essere escluso". 

Gabriella Tesoro - International Business Times

 

Secondo un altro studio l'economia greca potrebbe recuperare oltre 5 miliardi di euro grazie a riforme in diversi settori. Primo su tutti quello del turismo, che impiega il 27 per cento dei lavoratori, ma anche nel settore alimentare, nel commercio al dettaglio e nelle costruzioni. Poi, sarebbe necessario accelerare le privatizzazioni, in particolare nel settore energetico, ferroviario, aeroportuale e immobiliare. Infine, i tagli alla sanità dovrebbero concentrarsi sulla riduzione delle inefficienze, salvaguardando però i settori di eccellenza. Per fare tutto ciò però sarà necessario un sistema di reddito minimo che permetta di rafforzare la rete di sicurezza dei cittadini. 

 

Insomma, si tratta di manovre non di poco conto. Il tutto per rimettere in piedi un Paese in cui il 28 per cento della forza lavoro è disoccupato, i consumi sono ridotti ai minimi storici e, secondo quanto rivelato dal ministro dello Sviluppo, Costis Hatzidakis, i prezzi di alcuni alimenti di base sono i più cari di tutta la zona euro (basti pensare che solo il latte pastorizzato fresco in Grecia costa il 34 per cento in più della media europea). I dati sono drammatici: le famiglie greche sono sul lastrico, 439mila minori vivono sotto la soglia di povertà e mezzo milione di bambini soffre la fame, tant'è che Atene ha autorizzato i supermercati a vendere i prodotti scaduti a un terzo del loro prezzo. 

 


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