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Max Parisi

LETTA S'E' INFILATO IN UN CAMPO MINATO: IL PDL FA I NOMI DEI MINISTRI CHE VORREBBE, IL PD LI BOCCIA.

giovedì 25 aprile 2013

«Noi sosterremo qualunque governo possa essere in grado di fare approvare i disegni di legge urgenti di cui l'Italia ha bisogno». Il Cavaliere ha ricordato che per il Pdl non è importante chi guida l'esecutivo ma la linea che verrà data. E ha sottolineato che il suo partito ritiene fondamentale partire dai già noti «otto punti» tra cui spicca l'abolizione (e restituzione) dell'Imu.

Però, al questione ministri è molto più complessa.

"Non vogliamo creare problemi - questo il ragionamento dei 'big' del Pdl - ma non firmeremo nessuna cambiale in bianco". Berlusconi non partecipera' alle consultazioni ma ai suoi ha dato indicazioni precise: no a veti da parte del Pd di nessun tipo. Berlusconi avrebbe preferito la soluzione Giuliano Amato ed ora avanza pretese su dicasteri 'pesanti' come lo Sviluppo (uno dei candidati e' Maurizio Lupi) o l' Economia (vorrebbe Renato Brunetta). Ok per via xx settembre anche per un 'tecnico', ma in 'cambio' di un viceministro del Pdl.

Paletti anche sulla Giustizia: va bene Luciano Violante, no ad esponenti come Dambruoso (Scelta civica) o altri che non considera 'garantisti'. Agli Interni vorrebbe Renato Schifani, ma per l'esecutivo circolano anche i nomi di Mara Carfagna e Maria Stella Gelmini. Il fatto e' che il Pd si oppone a qualsiasi 'candidato' che abbia fatto parte del governo Berlusconi. Perfino su Angelino Alfano ci sarebbero delle resistenze (non di Letta pero' che lo considera 'garante' del confronto tra Pd e Pdl). Da considerare poi lo scontro interno in via dell'Umilta' con i falchi che vorrebbero 'sbarrare' la strada alle 'colombe' tipo Quagliariello (dato alle Riforme) e Sacconi (al Welfare, ma le cui quotazioni solo in calo). Dubbi riguardo all'ingresso nel governo perfino sull'ex Guardasigilli considerato dai 'falchi' troppo dialogante. E' la linea di chi dice no al dialogo a tutti i costi e vuole avere 'mani libere'. La stessa linea che ha portato Berlusconi a dire no ad un dicastero per Mario Monti, soprattutto a quello dell'Economia. 

Non appena sono circolati, nella tarda serata di ieri e poi stanotte in un continuo tam tam che ha tenuto le stanze della politica illuminate fino al mattino, i nomi suddetti proposti dal Pdl, è iniziato il fuoco di sbarramento del Pd.

 ''Se ci fosse un governo di Letta con Alfano vice premier, alla Giustizia magari Brunetta, la Gelmini all'Istruzione, Schifani all'Interno allora davvero io ho un problema di coscienza... e non lo voto''. Lo dice a Repubblica la senatrice del Pd Laura Puppato. ''Questa roba - sottolinea -, un governo cosi', sarebbe gravissimo''. ''I nomi che arrivano dal Pdl - aggiunge - sembrano una provocazione, soprattutto perche' a Berlusconi interessano il dicastero della Giustizia e tutti quei ministeri utili per le sue attivita', per le leggi 'ad personam'. Berlusconi non ha senso dello Stato e del Paese, e non e' una posizione preconcetta o una faziosita', ma ne abbiamo una lunga esperienza''. Per Puppato dunque Enrico Letta dovrebbe sfidare il Pdl ''su un governo di scopo e basta''. Il rischio, spiega, e' che ''Berlusconi riesca a fare prevale le sue logiche, imponga tutte le sue partite, che hanno precluso all'Italia di essere un Paese normale e con una politica normale''. ''Ricordo - prosegue - che il Pd non puo' fare da scendiletto, verrebbe spazzato via. Il risultato che ne trarremmo sarebbero davvero molti e molti anni veramente bui''.

E la Puppato non parla a titolo personale di sicuro. 

max parisi


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