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Max Parisi

IN ITALIA, GUADAGNARE E' UNA COLPA E VA PUNITA CON TASSE MICIDIALI. RISULTATO: EVASIONE DI MASSA E DISSESTO DELLO STATO.

martedì 26 novembre 2013

Milano - I politici italiani sono soliti affermare che la pressione fiscale è elevata per colpa dell’evasione diffusa. In realtà si potrebbe affermare esattamente il contrario: l’evasione fiscale in Italia è diffusa perché le tasse sono troppo elevate.

In apparenza sembra l’eterno quesito se sia nato prima l’uovo o la gallina, ma così non è. Come ha magistralmente dimostrato Arthur Laffer, limitandosi ad osservare la “natura economica”, oltre un certo livello di tassazione, il gettito tenderà  diminuire, fino a divenire 0 in presenza del 100% di tasse. Questo si verifica per due motivi, strettamente correlati l’uno con l’altro: oltre una certa percentuale, le tasse vengono percepite come ingiuste da chi deve pagarle, per cui riterrà legittimo cercare di pagarne di meno, o per vie illegali (evasione, elusione) o, semplicemente, chiudendo l’attività.

Questo è quello che sta accadendo in Italia: a fronte dell’aumento dell’IVA da parte di Monti e di Letta, il gettito complessivo dell’imposta è sceso. Gli italiani, banalmente, hanno deciso di consumare meno, considerando la tassa eccessiva. La stessa cosa può dirsi per il gettito complessivo delle imposte sulle persone fisiche e sulle aziende: le entrate complessive sono sì aumentate, ma in modo minore rispetto alle attese.

Il sistema fiscale italiano, poi, è caratterizzato da un altro aspetto di inefficienza, che consiste nell’aver voluto applicare il sistema di tassazione progressivo, che comporta un aumento della percentuale di tasse da pagare all’aumento del reddito percepito/generato (ad esempio si parte con un aliquota del 23% per i redditi più bassi per poi salire al 38, 43, ecc.).

Questo sistema si basa sul concetto che chi più guadagna, maggiormente deve pagare, in nome dell’uguaglianza (cerchiamo di “livellare” i redditi perché così tutti abbiano qualcosa) e si differenzia dal cosiddetto sistema flat tax che prevede una o al massimo due aliquote fiscali (normalmente 23 e 33% a seconda del reddito percepito/generato).

Il sistema flat tax è osteggiato dalla maggior parte dei governi di centro sinistra e dalla dottrina economica cattolica perché ritenuto iniquo, in quanto chi guadagna tanto paga, in percentuale, come chi guadagna poco. In realtà il sistema flat tax è il sistema egualitario per eccellenza, poiché tutti sono sullo stesso piano.

Al di là del concetto di uguaglianza o meno, il sistema progressivo provoca anche diseconomie e stimoli all’evasione/elusione: infatti le persone sono incentivate a cercare di trovare sistemi per rimanere nelle aliquote di tassazione più basse, specie quando sono a cavallo di due scaglioni di reddito. Appare evidente come un sistema progressivo rappresenti un disincentivo alla produzione di ricchezza: infatti, in certi casi, l’aumento del reddito prodotto viene quasi interamente vanificato dal passaggio di aliquota superiore di tassazione.

Tutte queste problematiche sono ben presenti in Italia, dove alle diseconomie legate al sistema progressivo, si somma una percentuale di tassazione elevatissima, tale far scattare la curva di Laffer in modo magistrale.

Come poter uscire, giusto per restare in tema di frasi fatte, dalla spirale del cane che si morde la coda?

Si potrebbe adottare un sistema di tassazione di tipo anglosassone, con due aliquote (una per i redditi entro una data soglia ed una per i più alti) e prevedendo l’esenzione totale per quelli sotto un certo importo.

Questo consentirebbe di ridurre le diseconomie del sistema progressivo, per poi aggredire la piaga dell’evasione fiscale con misure collaudate all’estero e perfettamente funzionanti.

Sarebbe intatti sufficiente inserire un meccanismo di deduzione dal reddito di tutte le spese sostenute in corso d’anno, con opportune franchigie per determinati tipi di spese di ordine voluttuario accompagnato ad un serio inasprimento delle pene per il reato di evasione fiscale.

Infatti, se posso dedurre dal reddito le spese sostenute, ho tutto l’interesse ed il vantaggio a farmi fare la fattura, poiché non pagherò tasse sull’importo speso, cosa che adesso avviene in un limitatissimo numero di casi, che tra l’altro gli ultimi governi stanno sempre più riducendo. Del pari, lo stato, in cambio di questo, sarebbe più che legittimato a punire severamente gli evasori, ammesso che ne rimangano, dato che le evidenze degli stati che hanno adottato un simile sistema di tassazione, hanno visto aumentare sensibilmente le entrate fiscali e diminuire in modo vertiginoso l’evasione fiscale.

In fondo si tratta di un sistema fiscale basato sul buon senso tipico di chi dovrebbe gestire una famiglia e, forse, è proprio per questo che viene profondamente osteggiato da organismi internazionali come l’FMI. Certo, andando poi a vedere i “casi di successo” dell’FMI, come l’Argentina dei primi anni novanta o la Grecia di oggi, c’è da chiedersi se abbia senso affidarsi ancora a simili “medici” o se non sia preferibile congedarli riappropriandosi della sovranità monetaria e, quindi, politica.

Luca Campolongo

Resp. marketing e sviluppo prodotti

www.sosimprese.info

consulenza@sosimprese.info


IN ITALIA, GUADAGNARE E' UNA COLPA E VA PUNITA CON TASSE MICIDIALI. RISULTATO: EVASIONE DI MASSA E DISSESTO DELLO STATO.


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