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Max Parisi

IL GOVERNO (INSTABILE) PONE LA ''FIDUCIA'' SULLA LEGGE DI STABILITA' PER PAURA DELLE MODIFICHE IN AULA (DIKTAT DELLA UE)

lunedì 25 novembre 2013

Roma - "Sulla legge di stabilità porremo la questione di fiducia. Rispetteremo totalmente il lavoro del Parlamento ponendola sul testo che la commissione Bilancio sta ultimando. La fiducia è però necessaria non soltanto per garantire i tempi di approvazione ma anche per verificare politicamente, con chiarezza e senza ambiguità, nel luogo proprio e sull'atto piu importante, il rapporto fiduciario tra governo e maggioranza parlamentare". Lo dichiara, in un comunicato, il ministro per i Rapporti con il Parlamento e per il coordinamento dell'attività di governo, Dario Franceschini. Sono attesi intanto gli emendamenti sulla casa e sulle spiagge alla legge di stabilità. Visti i ritardi nell'esame di proposte di modifica chiave del ddl, è slittato il voto dell'Aula, previsto per oggi alle 15. La conferenza dei capigruppo del Senato ha deciso intanto che si riunirà nuovamente domani mattina, alle 9, per fissare il calendario dei lavori relativo alla manovra.

La Lega contesta la decisione del voto di fiducia: "Franceschini smentisce Alfano sulla fiducia. Solo l'altro giorno quando noi avevamo già dato per certo che il governo l'avrebbe imposta al Senato, il ministro dell'Interno aveva escluso quella possibilità. Ennesimo scandalo dell'esecutivo Letta che evidentemente sta prendendo coscienza di non avere una maggioranza e allora prova a forzare la mano, un modo per difendere la poltrona a oltranza". Lo dichiarano Massimo Bitonci, capogruppo dei senatori leghisti e Silvana Comaroli, capogruppo in commissione Bilancio a palazzo Madama.

"Ecco -aggiungono- da dove nasce quest'ennesima richiesta di fiducia data ormai per certa da Franceschini su un testo, per altro, che ancora non c'è e chissa quando ci sarà, visto che in commissione spesso e volentieri questa pseudo maggioranza non sa nemmeno che posizione prendere come dimostra il fatto che è già stata battuta più di una volta".

"L'unica cosa sulla quale sembrano d'accordo -conclude- è la divisione delle marchette, per altro tutte al Sud. Una miriade di microinterventi che se fossero aboliti potrebbero formare un fondo consistente da utilizzare in maniera concreta per le tante famiglie in difficoltà".

Contrario anche il M5S. Il Presidente della Repubblica intervenga con un messaggio tv a reti unificate: dica qual è la direzione di marcia, se c'è, oppure annunci pubblicamente quello che i sottosegretari in commissione Bilancio ammettono a mezza bocca: che non ci sono risorse, che il governo sta impegnando il futuro nostro e dei nostri figli e che l'anno prossimo, con il Fiscal compact sarà anche peggio". Barbara Lezzi, senatrice M5S impegnata in quinta commissione a palazzo Madama sulla legge di stabilità, sul quale il governo ha preannunciato la fiducia. "Siamo contrari a questa legge di stabilità, lo siamo ancor di più con la fiducia", si appella al Capo dello Stato. Con le colleghe Elisa Bulgarelli, Giovanna Mangili e Ornella Bertorotta, la senatrice ha spiegato che mentre gli emendamenti M5S su scuola pubblica, sostegno alle imprese piccole e medie, misure fiscali per venire incontro alle famiglie alle prese con la crisi finiscono respinti o imbrigliati in ordini del giorno lasciati alla buona volontà dell'esecutivo, "passano le misure volute dalle lobby, gli sconti per le banche, gli 'emendamentini' sulle quote Eni fatti passare per dismissioni...". (AdnKronos)


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