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Max Parisi
ATTACCO TERRORISTICO A Barcellona: 'Cadena Ser', almeno 13 morti in attentato

KAMIKAZE ISLAMICI FANNO STRAGE A BEIRUT: DISTRUTTA L'AMBASCIATA IRANIANA (25 MORTI 150 FERITI) MA L'IRAN ACCUSA ISRAELE!

martedì 19 novembre 2013

Questa mattina intorno alle 10,30 l'ambasciata iraniana di Beirut, in Libano, è stata oggetto di un pesante attentato terroristico.  Secondo diverse testimonianze si sono udite due forti deflagrazioni seguite da una nuvola di fumo denso e nero che si è alzata verso il cielo della capitale libanese. 

Le stime, ancora parziali, contano 25 morti e un centinaio di feriti, diversi in gravissime condizioni. All'interno dell'edificio andato quasi completamente distrutto, era presente un alto funzionario del regime iraniano, presenza che era stata tenuta segreta per motivi che ancora non sono chiari.

Anche se a distanza di sole due ore, e senza avere la minima prova, l'ambasciatore iraniano a Beirut aveva già accusato il Mossad di essere il responsabile dell'attentato odierno, è proprio il Modus Operandi con il quale l'attentato è stato messo in opera che allontana i sospetti dal servizio segreto israeliano. 

Secondo le prime indagini, infatti, sono state viste entrare due persone all'interno dell'edificio che poi si sono fatte esplodere colpendo chiunque fosse nel raggio d'azione del potente esplosivo che avevano con loro. 

Analisti ed esperti sanno perfettamente che i servizi segreti dello Stato ebraico non hanno mai usato attentatori suicidi e che, cosa ancora più importante, la loro regola è sempre stata quella di limitare al massimo la possibilità di colpire persone estranee. A confermare tutto ciò è stata l'organizzazione ‘Ira di Abdullah’ uno dei tanti gruppi terroristici della galassia di Al Qaeda, che ha rivendicato l'attentato. 

Difficile capirne il perché e chi abbia manovrato dietro le quinte, ma rimanendo nel campo delle ipotesi e considerando che in Libano Hetzbollah è ormai il padrone assoluto, viene da chiedersi come possa essere possibile che un attentato di questa portata venga compiuto senza che Hassan Nasrallah, il capo di Hetzbollah, ne sia a conoscenza.

Il tipo di attentato e il modo in cui è stato portato a termine è tipico di questa organizzazione terroristica, e anche se Hetzbollah è un fedele alleato di Teheran, negli ultimi tempi si è visto negare una parte consistente degli aiuti che erano stati promessi dall’Iran in cambio della sua massiccia partecipazione alla guerra civile siriana al fianco di Assad, altro alleato della potenza Scita. 

Ad avvalorare questi sospetti è stato poi un servizio andato in onda sulla TV Al Manar, canale legato ad Hetzbollah, che ha fatto una ricostruzione dettagliata dell’attentato.

Secondo Al Manar un primo attentatore è entrato nell’ambasciata con una bicicletta sia l’uomo che il mezzo erano imbottiti di esplosivo, e dopo la prima deflagrazione un’automobile bomba è stata fatta esplodere nelle immediate vicinanze dell’ambasciata. Questi sono dettagli troppo precisi della dinamica, soprattutto perché gli inquirenti stanno ancora lavorando sul sito dell’esplosione, se il giornalista aveva già tutto pronto altre e nuove ombre calano sulla vicenda.  

L’attentato di oggi, in ultima analisi, potrebbe anche essere un avvertimento di riscossione, un messaggio che la pazienza sta finendo, come poi si metteranno le cose lo scopriremo solo nei prossimi giorni.

In ogni modo l'evento di questa mattina è un forte scossone ai già fragili equilibri che regolano la vita mediorientale in generale e quella libanese in particolare, ed è facile prevedere che da questo primo attentato scaturiranno tutta una serie di vendette e contro vendette che apriranno una nuova stagione di crisi all'interno del paese dei cedri.

Michael Sfaradi da Gerusalemme. 

 


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