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Max Parisi

GRECIA, STATO ALLO SBANDO: UNIVERSITA' OCCUPATE, LA TROIKA PRETENDE L'ESPROPRIO DELLE PRIME CASE DA PARTE DELLE BANCHE!

martedì 19 novembre 2013

ATENE  - Prosegue per l'11/ma settimana consecutiva in Grecia il braccio di ferro tra il ministero della Pubblica Istruzione e i dipendenti amministrativi dei due maggiori atenei della capitale greca: l'Universita' Kapodistriaka e il Politecnico. Ieri infatti i dipendenti amministrativi dei due atenei hanno indetto un nuovo sciopero di 48 ore sempre in segno di protesta contro la messa in mobilita' di 1.439 dipendenti di otto Universita' del Paese, mentre il corpo docente dell'Universita' di Atene ha rimesso le proprie dimissioni nelle mani del rettore, Theodosis Pelegrinis.

Da parte sua, il ministro della Pubblica Istruzione, Constantinos Arvanitopoulos, per evitare di fare ricorso alla precettazione (che certamente non avrebbe risolto il problema) oggi chiedera' di nuovo dalla magistratura di giudicare illegale lo sciopero e invitare tutti a tornare ai loro posti. I dipendenti amministrativi dei due atenei, dal canto loro, insieme con gli studenti, hanno risposto con il blocco delle porte d'ingresso nella citta' universitaria e della Facolta' di Giurisprudenza nel timore di un intervento delle forze di polizia per sgomberare i locali degli atenei come avvenuto il 7 novembre scorso con gli ex dipendenti della Tv statale Ert che ancora occupavano l'edificio dell'emittente pubblica. "Oggi non si terranno lezioni", hanno detto impiegati e studenti. "Stiamo lottando da undici settimane per difendere il nostro diritto al lavoro e l'Universita' pubblica che il governo sembra voler distruggere", ha detto a Newsit il presidente dei dipendenti amministrativi, Zacharias Trgazis. 

E intanto. le trattative fra il governo greco e i rappresentanti della troika (Fmi, Ue e Bce) sono arrivate di nuovo ad un punto morto in quanto non e' stato raggiunto ancora alcun accordo sulle questioni sul tavolo tra cui il "buco" nel bilancio del 2014, i ritardi registrati sul fronte delle privatizzazioni, la tassazione degli immobili, il risanamento delle imprese a partecipazione statale e la messa all'asta della prima casa da parte delle banche in caso di mancato pagamento del mutuo.

Secondo i rappresentanti dei creditori internazionali del Paese, il "buco" nel bilancio non potra' essere coperto dall'attuazione di misure strutturali ma occorrono nuove misure "orizzontali" come ulteriori tagli a stipendi e pensioni che il governo ha gia' escluso in modo categorico di voler mettere in atto.

In quanto al problema della prima casa, la troika insiste sull'abolizione della legge in vigore che protegge la prima abitazione dalla messa all'asta da parte delle banche, mentre ha respinto tutte le proposte dei ministeri competenti riguardo il risanamento degli Enti previdenziali e delle imprese a partecipazione statale per le quali chiede la chiusura totale mentre il governo insiste a sostenere che il loro risanamento puo' avvenire senza chiuderle.

Da parte sua, il ministro delle Finanze Yannis Stournaras, parlando con i giornalisti al termine del primo incontro con la troika, ha detto che il divario ancora esistente tra le parti dovra' essere colmato prima della prossima riunione dell'Eurogrupo. "Le trattative - ha detto Stournaras - sono difficili. Procediamo pensando di raggiungere un accordo prima del 9 dicembre". (ANSA). 


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