57.534.715
Segui il Nord.it con il Feed RSS
I fatti e le opinioni del Nord - ilNord.it

 
LE NOTIZIE CHE GLI ALTRI NON SCRIVONO
Max Parisi

INTERVISTA BOMBA ALL'AUTORE DEL BESTSELLER INTERNAZIONALE ''PERCHE' DOVREMMO LASCIARE L'EURO'' (PROF.FERREIRA DO AMARAL)

lunedì 18 novembre 2013

Lisbona - Pubblichiamo L’intervista all’autore del bestseller “Perché dovremmo lasciare l’euro” di Alessandro Bianchi dall’AntiDiplomatico. E' João Ferreira do Amaral. Professore all’Instituto Superior de Economia e Gestão, dell’Università Técnica di Lisbona. 

- Con il suo libro divenuto un bestseller “Perché dovremmo lasciare l’euro” è riuscito a rompere un grande taboo nell’opinione pubblica del Portogallo. Non lo stesso si può dire per i partiti politici che dominano la vita politica del suo paese. Come si compie quest’ulteriore passaggio?

"Credo che le prossime elezioni europee saranno un momento importante in tal senso. Mi auguro che siano i partiti a proporre l’uscita dall’euro ad emergere. Sarei molto soddisfatto e ritengo che abbiano tutte le possibilità di ottenere un voto significativo".

 - Prima di forzare una rottura della zona euro, vi è chi sottolinea come i paesi dell’Europa meridionale dovrebbero unirsi e formare un cartello per forzare la Germania a compiere quei cambiamenti di politica economica necessari per rilanciare le loro economie. C’è ancora tempo per farlo?

"A mio parere non è una questione di tempo. La moneta unica è un progetto che non è sostenibile perché provoca spaccature irreparabili tra gli stati europei. Non consente, in particolare, ai paesi con economie meno competitive di poter crescere e creare posti di lavoro. Pertanto, la priorità dovrebbe essere lo smantellamento controllato della zona euro o l’uscita degli stati in peggiori condizioni. Un cambiamento della politica tedesca, per consentire una certa crescita nei paesi che versano in una situazione più difficile, sarebbe vantaggioso per fare in modo che questo smantellamento o questa uscita avvenisse nel modo più equilibrato possibile".

 - La zona euro – e l’Europa meridionale in particolare – sta per entrare in una pericolosa fase di deflazione. Quali sono i rischi che si corrono?

"Quando si tratta di economie molto indebitate, come sono in generale quelle della zona euro, la deflazione è una situazione molto pericolosa che scoraggia gli investimenti e rende più difficile il mantenimento dei debiti. I consumi quindi tendono a ridursi. Come ci insegna la storia, un’ economia che entra in deflazione ha un’alta probabilità di vivere un lungo periodo di stagnazione o addirittura di depressione economica. Quali altri risultati ci si poteva aspettare da politiche di austerità che sono state imposte dalle istituzioni europee?"

- Nel marzo del 2011 il governo portoghese si è dimesso per la crisi del debito sovrano, il Parlamento si è sciolto e l’ex premier socialista Josè Socrates ha dichiarato lo stato d’insolvenza, chiedendo l’intervento della troika. Il Memorandum d’Intesa, che ha imposto due anni e mezzo di austerità al paese, è stato quindi negoziato nell’assenza delle più elementari condizioni democratiche. Come giudica il comportamento di Socrates? Ed il paese aveva davvero bisogno di quell’intervento?

"Nella situazione in cui il paese si trovava probabilmente non vi era altra soluzione se non chiedere aiuto all’esterno. Tuttavia, passata la fase più dolorosa, cioè nell’autunno 2011, il nuovo governo avrebbe dovuto immediatamente iniziare le negoziazioni per moderare l’ austerità e ottenere una proroga del termine del programma, in quanto era evidente che gli obiettivi non sarebbero stati raggiunti. La stessa evoluzione negativa dell’economia europea creava più difficoltà al programma e condizioni migliori per la negoziazione. Ma il governo pensò erroneamente che l’austerità avrebbe portato risultati. Non è avvenuto. Ed ora il Portogallo si trova ad affrontare problemi, in particolar modo la disoccupazione, che sono notevolmente peggiorati, ed allo stesso tempo il debito continua ad aumentare in percentuale rispetto al PIL. C’è anche, naturalmente, un’enorme responsabilità della Troika in questa situazione".

- Ci si riferisce spesso al dramma sociale della Grecia come ad una realtà lontana dagli altri paesi dell’Europa meridionale. Ma se uno considera i dati sulla povertà relativa, disoccupazione giovanile e disuguaglianza sociale, ci si accorge come non esista poi tutta questa differenza. Il Portogallo si sta avvicinando al punto di rottura sociale o la sua situazione è davvero diversa da quella greca?

"La situazione è differente non in termini di tendenza, ma di stadio che è stato raggiunto. Vale a dire, il percorso che il Portogallo sta affrontando è simile a quello greco, ma non ha ancora raggiunto, neanche lontanamente, la proporzione del disastro greco. Soprattutto per quanto riguarda la caduta del PIL e l’aumento della disoccupazione. Ma è chiaro che più l’austerità si protrarrà, più ci avvicineremo alla Grecia. E’ importante ricordare come il disastro greco non ha niente a che vedere con la Grecia. Ha a che fare con la politica che la Troika ha imposto. Il problema si pone esattamente nella stessa forma in Portogallo.

- A differenza degli altri paesi, il Portogallo non è risucito ancora a canalizzare il dissenso verso le politiche di Bruxelles, Francoforte e Berlino in un partito o all’interno delle istituzioni. Da che cosa dipende?

"Alcuni partiti, soprattutto quelli più a sinistra, come il Partito Comunista e il Blocco di Sinistra si sono opposti con determinazione alle politiche della Troika. Ma a mio avviso c’è ancora un enorme potenziale non sfruttato tra gli elettori portoghesi nel senso di mettere in discussione la moneta unica. I sondaggi di opinione chiaramente indicano un trend positivo in questo senso".

- Le elezioni per il Parlamento europeo del prossimo maggio saranno un momento decisivo per il futuro dell’impianto europeo. Su quale partito o movimento ripone più fiducia per iniziare un processo di cambiamento?

"In questo momento non ho fiducia in nessuno, perché nessuno propone l’ uscita dall’euro o lo smantellamento della zona euro. Ma, come ho detto prima, spero che in Portogallo un partito si faccia paladino di questo obiettivo. E se ciò avvenisse lo voterei sicuramente".

La versione originale dell’Intervistaè all'indirizzo: http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=6&pg=6009


INTERVISTA BOMBA ALL'AUTORE DEL BESTSELLER INTERNAZIONALE ''PERCHE' DOVREMMO LASCIARE L'EURO'' (PROF.FERREIRA DO AMARAL)


Cerca tra gli articoli che parlano di:

euro   Lisbona   elezioni europee   zona euro   crisi   Germania   Portogallo   Europa   pil   Grecia   Troika    


 
Gli ultimi articoli sull'argomento
SQUADRACCIA ROSSA MASSACRA DI BOTTE MASSIMO URSINO, DIRIGENTE DI FORZA NUOVA. IN 10 CONTRO 1 L'HANNO LEGATO E MASSACRATO

SQUADRACCIA ROSSA MASSACRA DI BOTTE MASSIMO URSINO, DIRIGENTE DI FORZA NUOVA. IN 10 CONTRO 1

mercoledì 21 febbraio 2018
PALERMO - Almeno sei persone hanno accerchiato a Palermo il responsabile provinciale di Forza Nuova, Massimo Ursino, legandolo mani e piedi con nastro adesivo da imballaggio e pestandolo a sangue. E'
Continua
 
CENSURA / NESSUNO RACCONTA IN ITALIA LE CATASTROFICHE CONDIZIONI DEL BILANCIO UE: BUCO INSANABILE DA 13 MILIARDI

CENSURA / NESSUNO RACCONTA IN ITALIA LE CATASTROFICHE CONDIZIONI DEL BILANCIO UE: BUCO INSANABILE

lunedì 19 febbraio 2018
LONDRA - Il mese di maggio potrebbe rappresentare l'inizio della fine della UE visto che in questa data si decidera' il bilancio comunitario per il periodo 2021-2027 e i conti davvero non
Continua
ARRESTATO PER CORRUZIONE IL GOVERNATORE DELLA BANCA CENTRALE DELLA LETTONIA CHE E' ANCHE MEMBRO DEL VERTICE DELLA BCE

ARRESTATO PER CORRUZIONE IL GOVERNATORE DELLA BANCA CENTRALE DELLA LETTONIA CHE E' ANCHE MEMBRO DEL

lunedì 19 febbraio 2018
La pesantissima accusa di corruzione si abbatte sulla principale istituzione finanziaria della Lettonia, ma allo stesso tempo sul vertice della Bce. Il Governatore della Banca centrale Ilmars
Continua
 
IMOLA, ESEMPIO DELL'ITALIA CHE VUOLE IL PD: 70% DELLE CASE POPOLARI DATO AGLI AFRICANI, LE RESTANTI AGLI ITALIANI POVERI

IMOLA, ESEMPIO DELL'ITALIA CHE VUOLE IL PD: 70% DELLE CASE POPOLARI DATO AGLI AFRICANI, LE RESTANTI

mercoledì 14 febbraio 2018
IMOLA - Imola assunta ad esempio del razzismo contro i cittadini italiani praticato dal Pd. "Nel 2017 nel Comune di Imola ben il 70% delle case popolari sono state assegnate a cittadini stranieri: di
Continua
SORPRESA: QUAL E' LA NAZIONE CHE VIOLA DI PIU' LE NORME DELL'UNIONE EUROPEA? L'ITALIA, FORSE? NO, LA GERMANIA!

SORPRESA: QUAL E' LA NAZIONE CHE VIOLA DI PIU' LE NORME DELL'UNIONE EUROPEA? L'ITALIA, FORSE? NO,

martedì 13 febbraio 2018
LONDRA - La domanda è molto semplice: qual e' il paese europeo che viola piu' norme comunitarie? Molti diranno che e' l'Italia e cosi facendo commetterebbero un colossale
Continua
 
NUMERI DELL'INVASIONE AFRICANA SONO ENORMI E IN PIU' 43.000 SI SONO DATI ALLA LATITANZA PREVENTIVA COME I KILLER MAFIOSI

NUMERI DELL'INVASIONE AFRICANA SONO ENORMI E IN PIU' 43.000 SI SONO DATI ALLA LATITANZA PREVENTIVA

martedì 13 febbraio 2018
Nel nostro Paese, l'italia,  le persone scomparse ancora da rintracciare sono 52.990, delle quale solo 9.380 sono italiani, mentre  43.610 sono stranieri, la stragrande maggioranza
Continua

 
Articolo precedente  Articolo Successivo
SUL VOSTRO CONTO CORRENTE AVETE SOLDI? ERRORE: LA BCE OBBLIGA LE BANCHE AD AVERE 0,02 EURO PER OGNI EURO DEPOSITATO...

SUL VOSTRO CONTO CORRENTE AVETE SOLDI? ERRORE: LA BCE OBBLIGA LE BANCHE AD AVERE 0,02 EURO PER OGNI
Continua

 
LE BANCHE ITALIANE HANNO COMPERATO 415 MILIARDI DI EURO DI BTP-CCT-BOT E NON PRESTANO DENARO A NESSUNO (SOLO ALLO STATO)

LE BANCHE ITALIANE HANNO COMPERATO 415 MILIARDI DI EURO DI BTP-CCT-BOT E NON PRESTANO DENARO A
Continua


 

 
Segui I Feed delle Brevi!
Brevi, quasi brevi? Brevissime!