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Max Parisi

LETTA INCHIODATO DA UNA DOMANDA DI WALL STREET ITALIA: ''CHI CHIEDE ALL'ITALIA DI RIDURRE IL DEBITO? E PERCHE'?''

lunedì 18 novembre 2013

ROMA - Venerdì la UE ha bocciato il piano di austerità italiano, basato su una serie di misure che dovrebbero garantire il contenimento del deficit pubblico entro il 3%. Vediamo di ragionare. Il Governo vara un piano che nel migliore dei casi protrae una situazione di stallo dell’economia senza peraltro avere alcuna chance di ridurre il debito, ciò in quanto il saldo è comunque un deficit anche se inferiore al 3%….e quindi non potrà che accrescere il debito pubblico almeno nominalmente.

Quindi è una manovra che non riduce il debito, ma che non stimola l’economia e condanna il Paese alla recessione. Dulcis in fundo, è stata anche bocciata dalla UE! Quindi, per quanto inutile ed anzi dannosa sia sul piano dell’economia nazionale non ha neanche raccolto il plauso della UE.

Ci sarebbe da prendere Letta, chiuderlo in una stanza e costringerlo a rispondere ad alcune semplici domande. Tra queste: come può un Paese in recessione da anni e un PIL reale in picchiata pensare di restituire i debiti mediante misure di austerità? Cioè sottraendo liquidità al sistema economico, che ne avrebbe bisogno per essere stimolato?

Ma soprattutto, la madre di tutte le domande è un’altra: CHI ha chiesto di ridurre il debito? Da dove proviene l’esigenza impellente di ridurre il debito?

Se guardiamo alle aste di BOT e BTP degli ultimi mesi, la domanda di titoli è largamente eccedente l’offerta, tant’è che i rendimenti sono scesi in picchiata con i BOT sotto alla soglia storica di 1% ed il BTP decennale attorno al 4%. Ciò, si badi, nonostante il giudizio delle agenzie di rating vorrebbe che pagassimo rendimenti in linea con Marocco, Perù e Kazakistan….

Circa il 55% del debito pubblico italiano è detenuto da soggetti residenti, tra cui banche, famiglie e imprese. Se le banche hanno drasticamente ridotto le politiche di credito e pertanto accumulano liquidità così come i singoli risparmiatori accumulano risparmi, l’unico modo per ricondurre i la liquidità infruttifera nel circuito economico è di fare debito pubblico!

Perché dobbiamo inseguire la follia della UE che condanna il Governo a strozzare il flusso degli investimenti? Il problema non è la crescita del debito pubblico, ma l’impiego che ne viene fatto.

Il Giappone ha un debito/PIL del 220%, e nessuno si scandalizza. Il debito è sottoscritto al 90% da residenti, che con questo meccanismo riciclano i risparmi all’interno del sistema, cosi le aziende continuano ad investire e ad assumere, basti guardare al dato sulla disoccupazione che in Giappone è al 4%!!!

L’unica risposta che si potrebbe opporre è che maggiore debito aumenta gli interessi passivi. Beh, intanto oggi ci si potrebbe indebitare ad un costo medio inferiore agli ultimi 10 anni, e quindi un indebitamento marginale abbassa il costo medio.  Ma, soprattutto, se il debito fosse contratto a fronte di investimenti strutturali e manovre di stimolo all’economia il PIL riprenderebbe a crescere a tassi del 2-3%, lo Stato incasserebbe un maggiore gettito fiscale ed è allora che si potrebbe pensare di mettere mano al debito… (WSI) 


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