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Max Parisi

TUTTO BERLUSCONI MINUTO PER MINUTO: LA CRONACA DELLA KERMESSE CHE OGGI HA FATTO (RI)NASCERE FORZA ITALIA (ADDIO ALFANO)

sabato 16 novembre 2013

Roma - Ordini del giorno, manifestazioni in piazza, iniziative di ogni genere. Il popolo del Cavaliere si prepara alla battaglia campale. Quella sulla decadenza. Quello che e' andato in scena oggi al Consiglio nazionale e' solo un assaggio. "E ora - spiegano dietro le quinte i 'big' del partito - avremo in realta' ancora piu' chances". Gia' c'e' chi parla di un accordo sottobanco con il suo ex delfino nonostante il divorzio: "Alfano - rivelano le stesse fonti - ora potra' andare da Letta per chiedere il rinvio: 'ho dovuto - dira' - anche spaccare il partito per raggiungere questo risultato'".

Al palazzo dei Congressi si e' consumata nient'altro che la strenua, ultima difesa di Silvio. Perche' anche la rinascita di Forza Italia per ridare entusiasmo al centrodestra e' uno strumento per avere ancora piu' forza nella guerra finale. C'e' chi ha scelto di restare con Berlusconi 'senza se e senza ma', di seguirlo fino in fondo. Volti commossi, ci sono i vecchi 'berluscones' come Antonio Martino, si cita dal palco addirittura il compianto Lucio Colletti, sono arrivati ex parlamentari come Aldo Brancher e Melania Rizzoli, ci sono tutti i senatori e deputati, falchi e lealisti, che rimarranno al fianco del proprio leader anche quando non siedera' in Parlamento. Renato Brunetta si sgola dal palco per chiedere il voto della platea. Il voto per accompagnare Berlusconi nella sua lotta piu' importante. Per acclamazione? "No! No!", urla il capogruppo della Camera, "ognuno si deve esprimere pubblicamente, alziamo i badge!". E tutti con le lacrime agli occhi.

Lo stesso Cavaliere accenna al pianto, poi e' vittima di un lieve mancamento, arriva il medico personale, l'inseparabile Alberto Zangrillo, a porgergli un bicchiere d'acqua. Qualcuno pensa ad una 'riedizione' del 26 novembre del 2006 quando Berlusconi svenne sul palco alla kermesse organizzata da Marcello Dell'Utri. Il 'Dottore' pero' si riprende subito, alza la mano, ritorna a parlare ai suoi. Sullo schermo intanto scorrono le immagini di un tempo, vent'anni di storia. E' la storia del partito azzurro, i comizi di Berlusconi, fotografie festanti del primo congresso nazionale, il Cavaliere giovane che arringa la folla, che va al governo e poi all'opposizione, le bandiere che sventolano, il classico inno, "il cielo azzurro piu' che mai", poi la nave 'azzurra' che salpa e gira per i porti italiani. Ed ancora: la firma del contratto con gli italiani a 'Porta a porta', le foto con Clinton, Putin, Bush, Medvedev, anche con Obama, addirittura Sharon, le immagini dei G8, dei G20 al quale ha partecipato l'ex premier. Infine l'ultima manifestazione davanti palazzo Grazioli dopo la sentenza Mediaset. Quel suo grido che risuona ancora nella sala: "Io sono qui, resto qui, non mollo".

Qui sono tutti per lui. Ognuno per testimoniare la sua riconoscenza. Un po' di cifre: presenti in 613, il 70,46%, (gli aventi diritto sono 860, 27 gli assenti giustificati, pari a 3,1%). Qualche striscione: 'Silvio risorgerai!' 'Sempre con Berlusconi'. Sfila Raffaele Fitto al quale tocchera' il compito di guidare i 'lealisti' e di aprire maggiormente "le porte" (Berlusconi dixit) del partito sul territorio; poi gli altri 'big' che hanno vinto il braccio di ferro con Alfano, da Santanche' a Carfagna, da Bernini a Romani, da Gasparri a Verdini. C'e' anche Jole Santelli in queste settimane vicina ad Alfano: "Ho perso - dice - la mia battaglia per l'unita' del partito, ma non avevo firmato nessun documento. Ora combattero' nel partito, il mio comportamento sara' coerente con le mie scelte". E poi ci sono i giovani 'falchetti' (l'esercito di Silvio ha organizzato, invece, una manifestazione affittando addirittura un teatro) guidati dai fratelli Zappacosta, inseguiti da telecamere, fotografi, giornalisti.

Non c'e' naturalmente il vicepremier (anzi fuori dal palazzo dei congressi c'e' un pullman con la scritta 'Angelino': e' il nome dell'autista, ma simboleggia in questa occasione il viaggio che ha deciso di compiere l'ex segretario del Pdl) e qui nessuno lo rimpiange. La sala si mobilita solo quando Berlusconi accenna ai governativi. C'e' chi urla, 'traditori'!, e anche Berlusconi non rinuncia a qualche stoccata. E' anche l'ora della 'conta', dei perche'. Al Senato Alfano ne porta piu' di trenta, tra cui - sorpresa delle ultime ore - Nino D'Ascola (ex avvocato di Berlusconi), Massimo Cassano, pugliese ("andate - dice una fonte parlamentare - a vedere gli emendamenti alla legge di stabilita', ha avuto qualche regalo anche lui?). Si racconta che il sito 'il nuovo centrodestra' ha visto la luce gia' nel 2013. Nuovo centrodestra? "Potevano trovare un nome piu' efficace, soprattutto vedendo chi la propone. Ora - osserva il Cavaliere dal palco - Alfano sosterra' la sinistra, ma non facciamo dichiarazioni contro di lui per non allargare il solco, fara' parte della coalizione, lo tratteremo come 'Fratelli d'Italia' o la Lega".

Di novita' politica, tranne la "dipartita dal Pdl e la nascita di Forza Italia", c'e' ben poco. I soliti attacchi al Pd che "vuole portare la mia testa su un piatto d'argento" al congresso dell'8 dicembre, "non posso stare insieme a chi vuole eliminarmi, come fano i ministri a sedere allo stesso tavolo con loro nel Cdm?". Gli affondi contro la legge di stabilita' ("non portera' alcun risultato"), la magistratura ( Berlusconi quasi si scusa per essersi prolungato troppo: "Ho esagerato?", chiede), a Monti ("Si e' messo in ginocchio davanti alla Germania"), perfino a Merkel e Sarkozy ("Davo fastidio?"). L'ex presidente del Consiglio accenna ad Enrico Letta solo quando ricorda la nascita del governo ("non ha voluto discutere il programma insieme a noi") e la scelta dei ministri (si scopre che al Cavaliere era stato detto che sarebbero stati 18 e non 23, "ne abbiamo avuti solo 5"). Non va oltre, sottolinea che giorni fa aveva ipotizzato l'appoggio esterno, ma non dice di voler staccare la spina all'esecutivo, anzi ammette di "non avere piu' i numeri".

Berlusconi poi rispolvera gli strumenti della vecchia Forza Italia, "i club" che ora si chiameranno "Forza Silvio", perfino "le sentinelle del voto". Molti gli applausi, ma l'aria e' dimessa e non c'e' chiaramente quel clima del '94. Lo ammette lo stesso Cavaliere: "Abbiamo bisogno di nuove energie". All'ex presidente del Consiglio preme spiegare piu' che altro i motivi della scissione "dolorosa". Confida ai suoi di aver dormito solo un quarto d'ora stanotte ("Dalle 5 alle 5 e un quarto"), ricorda i passaggi della trattativa estenuante, di come i ministri abbiano preteso un passaggio nell'ufficio di presidenza. Poi tira le somme: "Non c'era piu' la possibilita' di stare insieme, troppe distanze personali". Infine si chiede nel backstage con i fedelissimi e con Francesca Pascale che lo raggiunge. "Ora sono piu' tranquillo, mi posso fidare", si sfoga, "non ce la facevo piu', e' stato meglio cosi'". La risposta di Alfano arrivera' tra poco, nella conferenza stampa che terra' alla sala stampa estera, per spiegare che lui non ha tradito affatto. Intanto il Cavaliere lascia il palazzo dei congressi, "tieni duro", gli urla qualcuno, lui allarga le braccia: "Alfano? Ci avrei messo la mano sul fuoco".(AGI)


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