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Max Parisi

OBAMA HA TRADITO ISRAELE E I PALESTINESI CONTINUANO AD UCCIDERE (PUGNALATO A MORTE UN SOLDATO SU UN AUTOBUS AD AFULA)

mercoledì 13 novembre 2013

Gerusalemme -  Che l’amministrazione Obama sia completamente ignorante sul come trattare i problemi mediorientali è sotto gli occhi di tutti, e i danni che sta facendo nella regione sono talmente gravi e reiterati che per il prossimo Presidente USA, sempre ammesso che ne abbia voglia e possibilità, sarà quasi una missione impossibile rimettere a posto le cose in politica estera.

Il prossimo inquilino della Casa Bianca, se vorrà far tornare gli USA nella posizione che avevano nel mondo fino a pochi anni fa, dovrà pagare prezzi esagerati sia dal punto di vista finanziario che politico soprattutto per restaurare i rapporti con i vecchi alleati, che hanno tutti i motivi per non fidarsi più di Washington visto che ogni quattro anni si corrono seri rischi di stravolgimento degli equilibri, sia per farsene di nuovi che valuteranno attentamente ciò che l’ex potenza potrà eventualmente offrire loro.

Fermo restando i colloqui di Ginevra sul nucleare iraniano dove sono molte le voci del coro stonato, l’ultimo disastro, solo in ordine di tempo, dell’attuale amministrazione è legato alle trattative di pace fra Israele e i palestinesi che sono cominciate sotto i peggiori auspici e che probabilmente si concluderanno anche peggio.

Gli Stati Uniti che almeno nelle intenzioni avrebbero dovuto essere dei moderatori ‘super partes’, fin dall’inizio hanno mostrato il loro vero volto costringendo lo Stato Ebraico a liberare centinaia di terroristi colpevoli di sanguinosi attentati prima dell’inizio delle trattative stesse e senza alcuna contropartita, servendo ad Abu Mazen su un piatto d’argento la vittoria prima ancora di scendere in campo.

Netanyahu, il Primo Ministro israeliano, ha dovuto fare buon viso a cattiva sorte e accontentare l’ingombrante alleato scarcerando in due fasi oltre duecento terroristi che se si fossero macchiati delle stesse colpe negli Stati Uniti sarebbero già stati fatti accomodare sul lettino delle iniezioni letali. 

Ma non è tutto, secondo fonti anonime che hanno fatto trapelare diverse notizie dal tavolo di trattative, Obama, per mezzo del suo segretario John Kerry, ha fatto di tutto per mettere Israele all’angolo e per mezzo di promesse, che potrebbero anche non essere mantenute, e minacce non più velate, pretende che Israele accetti tutto quello che chiedono i palestinesi e che lo faccia senza ricevere in cambio quello che vuole e cioè una pace definitiva e la fine del terrorismo.

Abu Mazen ha apertamente dichiarato che nessun ebreo, non israeliano ma ebreo, potrà mai abitare e vivere nel nuovo stato palestinese, mentre sono oltre un milione e ottocentomila i cittadini israeliani di religione islamica, e poi, cosa ancora più importante, si rifiuta di riconoscere Israele come nazione ebraica. 

Può permettersi tutto ciò perché in questa tornata di trattative è fortemente spalleggiato dal ‘fratello’ che siede alla Casa Bianca, ‘fratello’ che ha fatto sapere che in caso di fallimento ha già pronto un piano che verrà imposto alle parti senza se e senza ma.

Obama insomma ha tutte le intenzioni di continuare a muoversi come un elefante nella cristalleria mediorientale con il beneplacito dell’ONU e delle sinistre mondiali che per prima cosa lo hanno eletto a nuovo profeta e poi gli hanno dato in acconto un premio Nobel per la pace che non ci sarà.

No, la pace non ci sarà, non ci sarà con le buone perché ad Abu Mazen e ai suoi una Palestina indipendente renderebbe di meno di una Palestina come quella attuale che riceve da sola più aiuti di tutto il continente africano messo insieme, e non ci sarà con le cattive perché Israele non è disposta a suicidarsi per far piacere all’inquilino della Casa Bianca.

Le trattative insomma stanno per fallire e Kerry, seccato, ha già dato la colpa di tutto a Israele, dichiarando davanti ai giornalisti, cosa mai successa prima nella storia, che Israele rischia nuovo discredito internazionale e una terza intifada.

Queste parole, che risalgono a pochi giorni fa, in Israele sono state attentamente vagliate e in molti, fra gli analisti e osservatori, hanno riconosciuto in questa anomala dichiarazione una sorta di ‘OK’ ai media internazionali per riaccendere i tamburi della diffamazione nei confronti dello Stato Ebraico e un esplicito ‘Via’ ai palestinesi per ricominciare con tumulti e scontri violenti.

Kerry ha parlato e, detto fatto, negli ultimi due giorni si sono registrati diversi lanci di bottiglie molotov contro automobili israeliane in transito, una di queste non è finita in tragedia per puro miracolo, la donna che era al volante e i suoi due bambini sono riusciti a uscire per tempo, anche se l’automobile è andata completamente distrutta.

Che la situazione si stia ulteriormente scaldando e che gli attacchi stiano prendendo un profilo molto più serio lo stiamo vedendo in tempo reale, infatti stamattina un soldato israeliano di 18 anni è stato ucciso a colpi di pugnale all’interno di un autobus alla stazione centrale di Afula, città non lontana da Nazareth.

Cosa abbiano in mente Obama e il suo staff per il futuro del mondo è chiaro come è chiaro che, fra una partita di golf e una birra fatta in casa, hanno a disposizione ancora molto tempo per farlo.  

Michael Sfaradi - Gerusalemme.


OBAMA HA TRADITO ISRAELE E I PALESTINESI CONTINUANO AD UCCIDERE (PUGNALATO A MORTE UN SOLDATO SU UN AUTOBUS AD AFULA)


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