62.107.356
Segui il Nord.it con il Feed RSS
I fatti e le opinioni del Nord - ilNord.it

 
LE NOTIZIE CHE GLI ALTRI NON SCRIVONO
Max Parisi

LA ''QUESTIONE FRANCESE'' TRAVOLGERA' L'EUROPA DELL'EURO-GERMANIA: LO STESSO SCONTRO CHE CAUSO' DUE GUERRE MONDIALI

lunedì 11 novembre 2013

Hollande fischiato e inseguito per strada dai suoi concittadini, a Parigi, in centro. Non era mai accaduto nella storia di Francia, se non quando... scoppiò la rivoluzione. Ma la ragione della rabbia, del malcontento popolare è del tutto evidente. Il Paese sta affondando. 

Ecco la raffica di dati economici terrificanti resi noti nei giorni scorsi.

1) Standard&Poor’s, la prima delle grandi agenzie di rating ad aver estromesso la Francia dal ristretto club dei Paesi a tripla A (nel gennaio del 2012), ha colpito ancora, abbassando di un altro voto il suo giudizio sull’affidabilità di Parigi (da AA+ ad AA). L’agenzia sottolinea che i margini di manovra del Paese sul fronte fiscale sono ormai praticamente inesistenti e che le misure varate negli ultimi mesi non riescono a ridurre il livello, record, della disoccupazione. Ed è proprio l’insofferenza legata alla drammatica situazione occupazionale, secondo Standard&Poor’s, a rendere molto difficile, per non dire quasi impossibile, la realizzazione delle pur indispensabili riforme strutturali.

2) La Commissione europea ha previsto il deficit francese sarà del 3,8% l’anno prossimo e del 3,7% nel 2015, e la la disoccupazione dovrebbe continuare a viaggiare abbondantemente al di sopra dell’11 per cento Siamo ben lontano dall’obiettivo del 3% che Parigi dovrebbe centrare (grazie peraltro allo slittamento di due anni concesso da Bruxelles). La strada maestra che viene continuamente indicata a Parigi è quella di una forte riduzione della spesa pubblica (ormai superiore al 56% del Pil), liberando risorse da destinare al mondo dell’impresa, dal quale possono arrivare i posti di lavoro veri.

3) Ieri sono usciti i dati sul deficit commerciale (in aumento a 5,8 miliardi in settembre da 5,1 dell’anno scorso); nel 3 trimestre export -0,7%, Import +0,8% Tali dati avranno un impatto negativo nel dato del PIL del 3 trimestre 2013. Il tutto avviene in concomitanza con l’annuncio del record tedesco della Bilancia Commerciale a settembre oltre 20 miliardi di attivo.

4) Ieri sono usciti i dati sulla produzione industriale (in calo dello 0,5% mensile), con un terzo trimestre a -1.1% sul secondo trimestre 2013. Anche questi dati avranno un impatto negativo nel dato del PIL del 3 trimestre 2013. Rammentiamo anche le previsioni d’investimento dell’industria (-7%) e sui fallimenti (in aumento del 5%).

La Francia, quindi, sta diventando sempre più simile agli altri Stati periferici dell'eurozona. 

- I Conti Pubblici degenerano. Il Debito pubblico e’ esploso dal 65% 5 anni fa al 94% attuale. Il deficit resta alto, Tasse e Spese pubbliche astronomiche, le agenzie declassano….

- L’Economia Reale si affossa. La Bilancia dei Pagamenti che era in pareggio fino ai primi anni del 2000, e’ progressivamente peggiorata. Idem la Produzione Industriale (che ha andamento molto simile a Spagna ed Italia). Percio’ il PIL non va bene, e la disoccupazione fa boom. Tutto cio’ aggrava ovviamente lo stato dei conti pubblici

- Rispetto all’Italia molti parametri sono addirittura peggiori: i debiti del settore privato sono molto piu’ alti, i debiti esteri esplodono e la bilancia commerciale e’ fortemente negativa ed in peggioramento, la tasse sono piu’ elevate, l’industria manifatturiera e’ piu’ debole, i debiti potenziali sono esplosivi, l’esposizione dei sistemi bancari francesi e’ elevatissima, la Bolla Immobiliare non e’ ancora esplosa (i prezzi sono elevatissimi).

In sintesi in Francia avviene lo stesso film visto in Grecia, Irlanda, Portogallo, Grecia, Spagna, Italia, Slovenia, solo che accade.

Perche’ questo tracollo? Semplicemente a causa di una proggressiva perdita di competitivita’. Basta guardare il dato del Costo del Lavoro per Unita’ di Prodotto, e la divaricazione dell’andamento con la Germania.

La classe politica francese se l’e’ presa con le agenzie di rating. E' facile. Sono incapaci di cambiare un Paese che ha urgente bisogno di uno shock di competitività.  Nei sondaggi dilaga il FRONT NATIONAL, partito di destra che propone l’uscita dall’Euro della Francia, ergo la morte dell’EURO. I Socialisti al potere hanno un livello di popolarita’ spaventosamente basso.

Ma il punto e’ che la FRANCIA non e’ uno dei tanti paesi periferici: QUI esiste un orgoglio nazionale, e prima o poi reagiranno, e se non lo faranno i politici, lo faranno gli elettori.

Ma voi pensate realmente che i Francesi accettino come gli Spagnoli e gli Italiani, di essere una nazione di serie B, dove i migliori emigrano e destinata alla marginalizzazione?  Se qualcuno pensa questo, non conosce per niente la Storia.

Ritengo difficile che la Francia attui lo shock di competitivita’ in modo differente che non dalla disgregazione dell’Euro. Non puo’ permettersi ulteriore spesa pubblica a deficit, e non puo’ recuperare sul CLUP raddoppiando i disoccupati (tipo in Spagna), per cui alla fine sparera’ sulla Germania, e se non lo faranno i politici, lo faranno direttamente i cittadini-elettori.

Niente di diverso di quanto gia’ visto nel 1914-18 (e nella sua conseguente prosecuzione, la guerra del 1939-45). La Germania prima di tali eventi era in forte progressione economica, e si scontrava frontalmente con Francia e Regno Unito. I Teutonici erano alla disperata ricerca di mercati di sbocco per le proprie merci (Balcani in primis). Alla fine, quando gli interessi Tedeschi e Anglo-Francesi erano pienamente conflittuali, esplose la guerra. Semplicemente oggi sta accadendo la stessa cosa, e le armi sono spread, ratings, svalutazione, qe, gli eserciti sono la finanza, la bilancia commerciale, la produzione industriale, ed i morti sono i disoccupati e la poverta’ delle classi medie; l’Atomica e’ la disgregazione dell’Euro. 

Ora come allora, accadra’ la stessa cosa: la Francia (e non altri paesi) alla fine accettera’ il conflitto con la Germania come unica via d’uscita, e sara’ appoggiata come allora da Anglo-Americani (notate le dichiarazioni di Tesoro Americano e FMI? non sono casuali: l’austerity made in Germany sta trasformando l’eurozona in area a bilancia commerciale fortemente attiva facendo crollare l’Import, e la cosa crea danni incommensurabili al resto del mondo e squilibri di portata mondiale).

Come per le 2 volte precedenti la Germania ne uscira’ a pezzi, dopo aver causato danni incommensurabili al resto del continente, e sempre per la stessa ragione (la necessita’ di “crescere” economicamente alle spese degli altri), o se siete “filo-teutonici” (oltre a Monti ed alla cricca dei ladri nostrani della casta, ne sono rimasti ben pochi), come le due volte precedenti l’Europa rifiutera’ di diventare “efficiente” come la povera Germania.

Scritto da Paolo Cardenà - Vincitori e Vinti.


LA ''QUESTIONE FRANCESE'' TRAVOLGERA' L'EUROPA DELL'EURO-GERMANIA: LO STESSO SCONTRO CHE CAUSO' DUE GUERRE MONDIALI


Cerca tra gli articoli che parlano di:

Francia   Germania   Euro   rivoluzione francese   Hollande   rating   debito   economia   crisi   tasse   commissione europea  


 
Gli ultimi articoli sull'argomento
ECONOMIA TEDESCA AD ALTO RISCHIO: BRIDGEWATER PUNTA 22 MILIARDI DI DOLLARI CONTRO SIEMENS E ALTRI COLOSSI TEDESCHI E UE

ECONOMIA TEDESCA AD ALTO RISCHIO: BRIDGEWATER PUNTA 22 MILIARDI DI DOLLARI CONTRO SIEMENS E ALTRI

mercoledì 28 marzo 2018
Il Financial Times non fa sconti alla Germania e con un articolo che suona come un rumorosissimo campanello d'allarme svela dati e percentuali sull'economia e la finanza tedesca da spavento. "Chi
Continua
 
IL NUOVO GOVERNO AUSTRIACO TAGLIA LE TASSE E RIDUCE IL DEFICIT DELLO STATO A ZERO! (TAGLIO COSTO ''MIGRANTI'' DI 1 MLD)

IL NUOVO GOVERNO AUSTRIACO TAGLIA LE TASSE E RIDUCE IL DEFICIT DELLO STATO A ZERO! (TAGLIO COSTO

lunedì 26 marzo 2018
LONDRA - Come tutti i paesi anche l'Austria deve varare la sua legge finanziaria ma il piano annunciato lo scorso mercoledì, e passato sotto silenzio per ciòc he riguarda
Continua
CGIA DI MESTRE: L'ITALIA PER COLPA DELLA UE E' IL PAESE PIU' TARTASSATO D'EUROPA E CON IL WELFARE PIU' STRIMINZITO

CGIA DI MESTRE: L'ITALIA PER COLPA DELLA UE E' IL PAESE PIU' TARTASSATO D'EUROPA E CON IL WELFARE

sabato 24 marzo 2018
Con tasse record in Ue e con una spesa sociale tra le più basse d'Europa, in Italia il rischio povertà o di esclusione sociale ha raggiunto livelli di guardia molto preoccupanti.
Continua
 
LA STAMPA TEDESCA AVANZA L'IPOTESI DI SGANCIARE L'EURO DA PAESI COME L'ITALIA DI FATTO ANNUNCIANDO LA FINE DELL'EUROZONA

LA STAMPA TEDESCA AVANZA L'IPOTESI DI SGANCIARE L'EURO DA PAESI COME L'ITALIA DI FATTO ANNUNCIANDO

lunedì 19 marzo 2018
BERLINO - "Le elezioni politiche in Italia con la vittoria dei populisti sono uno shock per l'Europa, ma potrebbero anche rivelarsi un colpo di fortuna - scrive oggi il quotidiano tedesco
Continua
PREMIER DELL'OLANDA AVVISA FRANCIA E GERMANIA: NON DEVONO IMPORRE RIFORME DELLA UE CONTRO LA VOLONTA' DI STATI MEMBRI!

PREMIER DELL'OLANDA AVVISA FRANCIA E GERMANIA: NON DEVONO IMPORRE RIFORME DELLA UE CONTRO LA

venerdì 16 marzo 2018
AMSTERDAM - Se non è una frattura verticale nella Ue, molto poco ci manca. Non è mai accaduto in passato che una nazione del nord Europa, del calibro dell'Olanda, prendesse una netta
Continua
 
MATTEO SALVINI: ''NESSUNA PRECLUSIONE PER DI MAIO, IL PROGRAMMA APERTO AD ARRICCHIMENTI CONTRIBUTI E PROPOSTE''

MATTEO SALVINI: ''NESSUNA PRECLUSIONE PER DI MAIO, IL PROGRAMMA APERTO AD ARRICCHIMENTI CONTRIBUTI

mercoledì 14 marzo 2018
I punti cardinali sono sempre quelli: Flat tax al 15%, addio alla legge Fornero e avvio di un percorso di stabilizzazione del lavoro. Il leader della Lega Matteo Salvini ribadisce il suo programma di
Continua

 
Articolo precedente  Articolo Successivo
ITALIA CON AVANZO PRIMARIO ADDIRITTURA DEL 2,5% MA IL DEBITO CONTINUA AD AUMENTARE: CAPOLINEA 2014. (ANALISI INGLESE)

ITALIA CON AVANZO PRIMARIO ADDIRITTURA DEL 2,5% MA IL DEBITO CONTINUA AD AUMENTARE: CAPOLINEA 2014.
Continua

 
L'ECONOMISTA ALBERTO BAGNAI: ''LA GERMANIA VUOLE DISTRUGGERE L'ITALIA, MA E' UN GIOCO MOLTO PERICOLOSO'' (PRODUCE GUERRE)

L'ECONOMISTA ALBERTO BAGNAI: ''LA GERMANIA VUOLE DISTRUGGERE L'ITALIA, MA E' UN GIOCO MOLTO
Continua


 

 
Segui I Feed delle Brevi!
Brevi, quasi brevi? Brevissime!