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Max Parisi

LA GRECIA E' AL CAPOLINEA: SCIOPERO GENERALE, FUNZIONARI TROIKA INSEGUITI PER STRADA, GOVERNO PARALIZZATO. E' RIVOLTA

mercoledì 6 novembre 2013

Atene - La Grecia, ancora una volta, restera' oggi paralizzata a causa dello sciopero generale di 24 ore indetto dai due maggiori sindacati del Paese, Adedy e Gsee, che raggruppano rispettivamente i dipendenti del settore pubblico e di quello privato, contro la politica del governo, che prevede tra l'altro tagli di migliaia di statali entro fine 2014.

Ospedali pubblici e centri sanitari funzioneranno con il personale di emergenza, mentre la Federazione nazionale dei Lavoratori degli ospedali pubblici (Poedin) ha convocato per le 10:00 una manifestazione di protesta davanti alla sede del ministero della Sanita'. Disagi in vista anche per chi deve viaggiare: le navi resteranno nei porti, fermi i treni interurbani e quelli suburbani e non esclusi anche problemi al traffico aereo per 3 ore dalle 12:00 alle 15:00.

Allo sciopero aderisce anche la Federazione nazionale dei Giornalisti (Poesy) con un'astensione dal lavoro di cinque ore. In programma ad Atene anche due grandi manifestazioni: la prima alle 11.00 nel Pedion di Areos, indetta da Adedy e Gsee, e la seconda dal Pame, il sindacato vicino al Partito comunista di Grecia (Kke) in piazza Omonia alle 10:30.

"La tempesta della mobilita' e dei licenziamenti nel settore pubblico e in quello privato, le nuove dure misure fiscali che in alcuni casi portano alla confisca della casa, i nuovi tagli agli stipendi e alle pensioni che stano per arrivare e il ribaltamento dei rapporti lavorativi accrescono l'impasse sociale", si legge in una nota dell'Adedy.

"La lotta - si legge invece nel comunicato della Gsee - continuera' finche' il governo insistera' sulla linea dell'insensibilita' sociale e lavorativa e finche' le politiche catastrofiche della troika moltiplicheranno questo impasse".

In questo scenario di scontro sociale vicino alle estreme conseguenze di una rivoluzione popolare, ieri si è tenuto l'incontro tra i rappresentanti della troika (Fmi, Ue e Bce) e il ministro greco delle Finanze Yannis Stournaras. Così ha avuto inizio l'esame sullo stato dell'attuazione del piano di risanamento dell'economia greca.

Il ministro delle Finanze e il suo staff hanno insistito, secondo quanto riferiscono i giornali, che non saranno necessarie nuove misure di austerita' in quanto, in base ai dati nelle loro mani, la situazione economica sta migliorando e gli introiti nelle casse dello Stato sono aumentati sensibilmente. Sul tavolo delle trattative in corso, considerate dagli osservatori politici molto difficili e decisive per l'economia nazionale, si troveranno tutte le questioni in sospeso che riguardano il 'buco' nel bilancio del 2014 che dovra' essere presentato in Parlamento il 29 novembre e l'attuazione di tutte le misure considerate dalla troika indispensabili per la concessione della tranche da un miliardo di euro che doveva essere gia' assegnata da tempo.

Ma quello che davvero la Grecia pensa della sua situazione e soprattutto della troika lo si è visto per l'ennesima volta nelle proteste anti-austerity che si sono svolte ieri ad Atene, con gli abitanti della città che hanno impedito al alcuni alti funzionari di lasciare la sede del Ministero delle Finanze. 

"Prendete il vostro bailout e andate via di qui", hanno urlato con rabbia i manifestanti. Altissima la tensione: solo per fare un esempio, il responsabile della missione dell'Fmi in Grecia, Poul Thomsen, è stato colpito da una raffica di monetine lanciateda un uomo. Gli ispettori, a fine giornata, sono stati costretti inoltre a lasciare la sede del Ministero attraverso l'uscita di emergenza. 

La stessa austerity denunciata dall'ex cancelliere tedesco Gerad Schroder ha colpito duramente la Grecia, che vive il suo sesto anno di recessione, che fa fronte a un tasso di disoccupazione attorno al 30%, e che è un paese straziato da livelli di povertà crescenti e con una perdita del 40% del reddito disponibile della popolazione, da quando la crisi è iniziata. (Ansa) 

A completezza dell'informazione sulla crisi delal Grecia, riportiamo un articolo di un importante quotidiano britannico.

Articolo del TheGuardian:

Greek protesters rally against IMF and EU inspection.

"Only hours before, the Greek prime minister, Antonis Samaras, had resolutely declared that Greece was not at war with the international bodies keeping the debt-stricken country afloat. But on Tuesday, inspectors representing those organisations may have been forgiven for thinking otherwise. In scenes not witnessed since the beginning of Greece's economic crisis, auditors from the European Union and International Monetary Fund came face-to-face with the full force of anti-austerity anger as protesters in Athens jeered, heckled and stopped them from leaving the finance ministry.

Held back by riot police brought in to guard the department, furious demonstrators screamed "take your bailout and get out of here" as the officials left a first round of talks with the finance minister, Yannis Stournaras. The IMF's mission chief to Greece, Poul Thomsen, was forced to duck as a man threw a barrage of coins at him. As the Dane was pushed into a waiting car, the protester was dispatched to Greece's central police headquarters.

Later in the day, the inspectors had to be whisked out of the building through an emergency exit when irate Greeks blocked the main entrance. The protests come on the eve of a general strike and amid spiralling tensions between Athens and its triumvirate of foreign lenders, "the troika", which have propped up the Greek economy to the tune of €240bn (£200bn) since May 2010.

Mired in a sixth straight year of recession, with unemployment nudging 30%, Greece has been hit by record levels of poverty – the price of making the biggest fiscal adjustment of any OECD state since the second world war. Many of the demonstrators who took to the streets told reporters they had been directly affected by public sector dismissals demanded by the EU, IMF and European Central Bank. The prospect of yet more austerity measures being meted out to plug a looming fiscal gap has sent passions rising further.

Relentless spending cuts and tax rises have resulted in Greeks losing 40% of their disposable income since the crisis began, according to Samaras, who took to the airwaves ahead of the troika's latest inspection tour. "Both Greek society and the economy cannot afford any more measures," the leader said in his first televised interview since assuming office 15 months ago. "Everyone has to understand that."

Tuesday's meetings follow weeks of angry exchanges between Greek officials and creditors over the extent of the funding gap. While Athens contends it is around €500m, and can be easily filled with the application of "targeted measures" and structural reforms, lenders say it is at least four times bigger and will require extra budget cuts to be resolved. The meetings kept well clear of the issue, insiders said.

There was much speculation before the visit that the troika might not come at all because of the standoff. On Monday, Samaras felt fit to intervene, reminding Greeks that the country was in negotiation with its lenders, not at war with them. After Tuesday's protests, however, officials were refusing to divulge what the inspectors' next moves would be".

Helena Smith in Athens


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