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Max Parisi

26.872.000 DISOCCUPATI IN EUROPA! L'EURO HA PROVOCATO UN'ECATOMBE, UNA CATASTROFE MAI AVVENUTA NELLA STORIA MODERNA

giovedì 31 ottobre 2013

Francoforte  - La doccia fredda dai dati su lavoro e inflazione dell'area euro solleva dubbi sull'effettiva consistenza della ripresa economica appena avviata, e al tempo stesso suona come un campanello di allarme alla Bce.

Tanto che il mercato dei cambi ha subito reagito accentuando la flessione dell'euro, a 1,3641 dollari è ai minimi da due settimane, a riflesso anche di crescenti attese di un possibile ammorbidimento della linea di politica monetaria.

Con 60 mila disoccupati in più nel solo mese di settembre, la disoccupazione dell'Unione valutaria non si schioda dal massimo storico del 12,2 per cento segnato nel mese di agosto, aumentando ancora. E intanto la debolezza dei prezzi al consumo potrebbe riflettere un mercato interno che resta fiacco.

I dati pubblicati oggi da Eurostat contengono anche una consistente revisione in peggio: il mese scorso infatti la disoccupazione di agosto era stata quantificata al 12 per cento, ed era quello fino ad allora il massimo storico che risultava dalle statistiche.

A settembre si sono contati 19 milioni 447 mila disoccupati, quasi un milione in più su base annua: 996 mila pari ad un più 5,4 per cento sul numero assoluto. E se si guarda al consuntivo dell'intera Unione europea, salita a 28 membri con l'ingresso della Croazia, si evidenzia come l'incremento dei disoccupati, che totalizzano 26 milioni 872 mila, sia praticamente tutto imputabile all'area euro, visto che risultano 61 mila in più su base mensile e 978 mila in più su anno.

I livelli più alti si registrano in Grecia (27,6%), Spagna (26,6%) e Croazia (17,2%). L'Italia, con la disoccupazione salita al nuovo massimo del 12,5 per cento, si piazza al nono posto. I tassi di disoccupazione più bassi si registrano invece in Austria (4,9%), Germania (5,2%) e Lussemburgo (5,9%).

Intanto l'inflazione dell'area euro è letteralmente collassata, finendo sotto l'1 per cento e ai minimi da quattro anni a questa parte: a ottobre la crescita media dei prezzi su base annua si è attestata allo 0,7 per cento, secondo la stima preliminare diffusa sempre da Eurostat, dal più 1,1 per cento del mese precedente.

Si tratta del valore più basso dal novembre del 2009, quando si era in piena recessione da dopo crisi finanziaria del 2007-2008, ed è un dato decisamente più basso di quanto atteso in media dagli analisti (1%). Una dinamica che certo non fa pensare ad un mercato interno esuberante. E intanto i recenti rafforzamenti dell'euro sul dollaro hanno appesantito le prospettive delle esportazioni.

Tutto ciò accresce le pressioni sulla Bce e sulla possibilità che possa varare nuove misure straordinarie di supporto all'economia. In particolare c'è da tempo l'ipotesi una nuova tornata di finanziamenti ultra agevolati a favore delle banche (Ltro), che sarebbe un modo per aumentare le liquidità in circolazione nell'economia. Peraltro, non è da escludere che l'Eurotower possa decidere tagli ai tassi di interesse, che da maggio sono al minimo storico dello 0,50 per cento.

Da luglio poi è stata introdotta la novità di indicazioni sulle prospettive dei tassi, con il presidente Mario Draghi che ha ripetutamente riferito che il direttorio conta di tenerli ai livelli attuali o più bassi per un protratto periodo di tempo. Lo 0,7 per cento dell'inflazione potrebbe ora venir visto come un valore che mette a repentaglio l'obiettivo ufficiale di inflazione della Bce, che punta ad un caro vita "inferiore ma prossimo al 2 per cento" nel medio sula media di 18-24 mesi.

L'appuntamento con i tassi è per giovedì 7 novembre, quando si terrà il Consiglio direttivo a Francoforte. Ma già prima di allora vi saranno vari interventi di esponenti della Bce, e in particolare uno di Draghi martedì 5 novembre. Gli analisti di Bnp Paribas hanno rivisto le loro attese sui tassi della bce, e ora prevedono un possibile taglio da 0,25 punti percentuali a dicembre, quando verranno pubblicate le stime aggiornate dei tecnici dell'Eurotower su inflazione e crescita. (TMNews)


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