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Max Parisi

PREPARARSI AL PEGGIO / TUTTO QUELLO CHE SI DEVE SAPERE PRIMA CHE UNA BANCA (ITALIANA) DICHIARI FALLIMENTO (CONSERVATELO)

lunedì 28 ottobre 2013

Una domanda è sempre più attuale di questi tempi: i soldi depositati sui conti correnti in italia, sono al sicuro oppure no, se la banca fallisse? Vediamo.

Il punto di partenza è la presenza di un “fondo interbancario di tutela dei depositi” a garanzia dei conti correnti e dei conti deposito. Innanzi tutto occorre fare chiarezza sull’importo garantito che ammonta a 100 mila euro e non a 103 mila euro, come in molti erroneamente continuano a sostenere.

L’importo è scritto in modo molto chiaro sul sito ufficiale del fondo di tutela (www.fitd.it) che riporta testualmente: “il decreto Legislativo 24 marzo 2011, n.49, in conformità al dettato della direttiva 2009/147CE, dispone l’applicazione di un limite massimo di rimborso per depositante pari a 100.000 euro”.

La copertura dei 100 mila euro è per depositante e per banca. Questo significa che:

- se il conto è cointestato, la garanzia è estesa ad ciascuno dei depositanti. Se il conto è di 200 mila euro, la garanzia è di 100 mila euro per ciascun intestatario.  Se invece il conto è di 300 mila euro, la garanzia totale sarà di 100 mila euro a depositante ( e quindi 200 mila euro in tutto ).

- se si possiedono due conti in due distinte banche, la garanzia dei 100 mila euro si applica in ciascuna delle due banche.

- se possiedo più conti correnti presso lo stesso istituto di credito, la garanzia dei 100 mila euro si applica al cumulo dei depositi dei vari conti. In altre parole, la garanzia di 100 mila in questo caso non si applica ad ogni singolo conto ma bensì sul totale del denaro depositato nei conti presso lo stesso istituto di credito.

Da quanto appena descritto ne consegue che se su un conto corrente sono presenti più di 100 mila euro a depositante è consigliabile aprire un nuovo conto presso un nuovo istituto di credito.

Ad esempio se un conto cointestato ha liquidità per 280 mila euro, la garanzia copre solo fino a 200 mila euro (ossia 100 mila per ogni depositante ) per cui è conveniente aprire un nuovo conto presso un altro istituto dove depositare gli eccedenti 80 mila euro che non sarebbero coperti da garanzia.

Stesso discorso ovviamente per un conto non cointestato che ecceda i 100 mila euro. La copertura si applica sia alle banche tradizionali che alle banche online. Webank, Sella, Fineco e compagnia bella godono quindi di questa garanzia dal momento che sono banche.

Occorre sottolineare come la garanzia copra anche alle filiali italiane di banche estere, a patto che abbiano aderito al “fondo interbancario di tutela dei depositi” ( che viene spesso abbreviato in “FITD” ).

Occorre una specificazione in merito alle Sim ( Società di Intermediazione Mobiliare ) che non sono banche ( ad esempio Directa ) e quindi non rientrano in questo fondo di garanzia.

Le Sim hanno un loro apposito organo di garanzia che si chiama “fondo nazionale di garanzia” di cui potrete trovare informazioni a questo link www.fondonazionaledigaranzia.it La garanzia del fondo interbancario non copre invece i soldi depositati presso la Coop con il prestito sociale, come molto in voga dalle mie parti.

La garanzia non si applica alla Coop semplicemente perché non è una banca.

La garanzia del fondo SI APPLICA solo a:

-    Conti correnti

-     Conti deposito

La garanzia invece NON si applica ai seguenti strumenti:

-          Pronti contro termine

-          Obbligazioni della banca

Il motivo della distinzione è semplice: il fondo copre solo i depositi e non gli investimenti.

Attenzione perché NON sono tutelati neanche i “certificati di deposito al portatore”. Al contrario invece SONO tutelati gli “assegni circolari” e i “certificati di deposito nominali”.

La domanda che sorge spontanea è: in caso di fallimento della mia banca sono sicuro di ottenere indietro il mio denaro ?

La risposta purtroppo non è così semplice: in teoria la copertura dei 100 mila euro esiste ma nella pratica non è così scontata. Dovete sapere infatti che la garanzia non è offerta dallo stato italiano ma da un consorzio al quale gli istituti di credito sono obbligati per legge ad aderire da vari anni.

Il fondo interbancario nasce quindi dalla volontà delle banche, che vi aderiscono, di fornire liquidità agli istituti in difficoltà per tutelarne i correntisti. Se salta una banca  in teoria gli altri istituti di credito dovrebbero collaborare tra loro e fornire liquidità ai clienti della banca andata in default.

Personalmente però ritengo che questo consorzio sia in grado di svolgere il suo compito solo se ad essere in difficoltà saranno pochi istituti, magari di piccole dimensioni. Temo però che di fronte ad eventi che coinvolgano grandi istituti o cmq un numero elevato di banche la copertura sia più teorica che pratica.

In caso di evento sistemico non farei molto affidamento su questo fondo. In caso di default il fondo agisce in automatico per cui il correntista della banca in default non deve fare nessuna domanda di rimborso.

Il rimborso, che ricordiamo copre fino ad un massimo di 100 mila euro per depositante e per banca, avviene entro 20 giorni lavorativi dalla data in cui si producono gli effetti del provvedimento di liquidazione coatta. Nella realtà in determinate situazioni la Banca d’ Italia può prorogare di ulteriori 10 giorni lavorativi il rimborso.

I dettagli sono spiegati in questo link http://www.fitd.it/garanzia_depositanti/Rimborso_liquidazione.pdf

In ultimo occorre sottolineare come il fondo interbancario si applica solo alle banche che sono “società per azioni”. Sono esclusi da questa tipologia di fondo i “crediti cooperativi”. Gli istituti a credito cooperativo infatti aderiscono al Fondo di Garanzia dei Depositanti del Credito Cooperativo (www.fgd.bcc.it)

dArticolo tratto da:  Mazziero Research


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