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Max Parisi

LE SOFFERENZE BANCARIE (CREDITI NON INCASSATI) SONO AUMENTATE DEL 251% DAL 2007 E SONO ORMAI PARI ALL'81% DEI CAPITALI

giovedì 24 ottobre 2013

MILANO - Crescono i crediti dubbi (sofferenze, incagli, ristrutturati e scaduti) delle banche italiane: a fine 2007 erano il 2,7% dei crediti totali mentre quest'anno sono arrivati al 9,5%, +251% da inizio crisi. Lo affermano dati dell'Ufficio studi Mediobanca: la loro quota sul capitale netto delle banche e' arrivata all'81%. 

E' boom di crediti dubbi per il sistema bancario italiano: i dati contenuti nel rapporto dell'Ufficio Studi di Mediobanca su 'Le principali societa' italiane' parlano chiaro: nell'arco del settennato compreso tra il 2005 e il 2012 i crediti dubbi (vale a dire l'insieme di sofferenze e incagli sia ristrutturati che scaduti) in portafoglio delle banche italiane sono aumentati della percentuale record del 188.9%.

Calcolatrice alla mano, la crescita media annua dal 2005 allo scorso anno e' stata pari al 16,4%.

E' vero che nello stesso arco di tempo la massa di crediti concessi dal sistema bancario alla clientela e' aumentata del 29,4%, per un tasso di crescita medio anno del 3,7%. Ma e' altrettato vero che la percentuale dei crediti dubbi sul totale del crediti e' passata dal 3,9% registrato nel 2005 all'8,7% del 2012.

Risultato: i cosiddetti crediti 'in bonis' hanno segnato nello stesso periodo una crescita inferiore rispetto a quella dei crediti complessivi: il 3% all'anno contro il 3,7%. Questi dati sono relativi all'aggregato del sistema bancario italiano. Il rapporto Mediobanca si sofferma sulle differenze che caratterizzano le varie tipologie di banche sul fronte della concessione del credito. Gli istituti con prevalente raccolta a breve (ossia le banche commerciali diverse dalle popolari e dalle Bcc) hanno accresciuto dal 2005 i crediti verso la clientela del 2,1% medio annuo (quindi meno rispetto al 3,7% dell'aggregato), fornendo 179 dei 447 mld netti affluiti all'economia (40,0%), nonostante queste banche rappresentino il 67,7% dello stock di finanziamenti alla clientela in essere a fine 2012.

I crediti dubbi sono aumentati in media del 13,6% (anch'essi sotto il 16,4% medio dell'aggregato). L'incidenza di questi ultimi sui crediti complessivi e' in linea con il sistema, attestandosi nel 2012 all'8,5% dal 4% del 2005. Da segnalare la regressione dei crediti complessivi alla clientela nel 2012, -2,1% sul 2011 (piu' del -1,8% dell'aggregato), su livelli complessivi (1.333,7 mld.) che restano del 5,4% al di sotto del massimo di fine 2008 (1.409,1 mld.). Le banche popolari che partivano nel 2005 da un'incidenza dei crediti dubbi inferiore al sistema (3,6% contro 3,9%) si attestano nel 2012 ad un livello superiore (10,1% contro 8,7%).

Mostrano dal 2005 un piu' elevato tasso di crescita dei crediti alla clientela (+8,3% medio annuo, 74,9% il cumulato), con un saldo netto nel periodo pari a 179 mld, identico a quello delle banche commerciali (il 40% della variazione netta del sistema, pur rappresentando esse il 21,3% dello stock di erogato complessivo a fine 2012). Hanno 'pagato' questa politica di finanziamento con una superiore crescita dei crediti dubbi (+25,5% su base annua, +390,3% il cumulato). Quanto, infine, alle banche di credito cooperativo (Bcc), anch'esse scontano una maggiore prossimita' alla clientela, segnando un aumento dei crediti erogati pari al 7,1% medio annuo dal 2005 (+61,6% il cumulato). L'incidenza dei crediti dubbi, cresciuti in media del 19,6%, sul totale si e' fissata al 10,6% nel 2012 ed e' stato storicamente sempre superiore a quella del sistema. (ASCA - ANSA)


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