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Max Parisi

''PERCHE' L'EURO HA FALLITO E GLI STATI DEL SUD EUROPA DEVONO ABBANDONARLO'' (ECONOMISTA OLANDESE EX COMMISSARIO UE)

sabato 5 ottobre 2013

Frederik “Frits” Bolkestein e’ un economista e politico Olandese, aderente al partito liberale Olandese, nonche’ ministro, ed infine ex-Commissario Europeo per il Mercato Interno, la Tassazione e l’Unione Doganale nella Commissione Prodi. E’ quindi una persona che ha vissuto in pieno la nascita dell’Euro, perfettamente all’interno della cerchia di establishment che ne ha deciso l’adozione.

L'Unione europea e monetaria (UEM ) è stata creata per l’intercessione di Germania e Francia. Ma questi due paesi hanno cercato obiettivi che entrambi non hanno colto, scrive Frits Bolkestein .

Il Cancelliere Helmut Kohl voleva un’unione politica europea ed era disposto a rinunciare al Marco; alla fine l’Unione Politica non e’ stata creata e non verra’. L’obiettivo francese era – e rimarrà sempre – l’influenza politica sulla Banca centrale europea . Questo era inaccettabile per la Germania e l’Olanda. Entrambi i protagonisti non hanno ottenuto cio’ che cercavano.

Francia e Germania hanno opinioni diverse su cio’ che l’Unione monetaria dovrebbero essere.

I francesi vogliono che le importanti decisioni economiche vengano fatte con interventismo centrale e con la conseguenza pratica che vi siano politiche redistributive.

La Germania – sostenuta da Paesi Bassi – crede che le decisioni economiche fondamentali si trovano nel trattato stesso: una BCE indipendente con la priorità della stabilità dei prezzi, bilanci in pareggio e no bail -out, punizioni per i paesi in deficit.

In breve : il Nord Europa vuole solidità , l’Europa mediterranea vuole solidarietà, cioè il denaro.

Così l’ unione monetaria soffre del difetto di nascita che l’euro e’ la medesima valuta per due gruppi di paesi con differenti culture economiche. Il dibattito finale sulla UEM in Parlamento ha avuto luogo il 15 aprile 1998. Venne posto il problema del Debito enorme dell’Italia. Io ero contro l’adesione di Italia . Tra l’altro tale adesione ha avuto l’effetto disastroso di portare alla successiva adesione della Grecia.

Ho deciso il mio contributo a quel dibattito, sottolineando i rischi dell’Unione Monetaria: in Primo luogo abbiamo iniziato con un grande gruppo eterogeneo di paesi, in secondo luogo, sarebbe stato difficile mantenere il patto di stabilità, in terzo luogo, avevo paura che l’unione monetaria avrebbe comportato trasferimenti di reddito all’interno dell’Unione. Questo è esattamente quello che è successo . Il governo olandese, al pari degli altri si schierarono per l’Unione Monetaria in modo frivolo e superficiale. Il Senato ha approvato il trattato di Maastricht.

Il Patto di stabilità si basava su una Promessa, una dichiarazione solenne da parte degli Stati contraenti da rispettare rigorosamente. Contro i criteri di tale patto, tuttavia, la Francia e la Germania hanno deciso nel 2003 di non farlo.

Ora, se una dichiarazione solenne dopo pochi anni finisce nella spazzatura, conseguentemente, successivamente l’accordo europeo ha perso qualsiasi affidamento. Ciò è particolarmente vero per il Patto di stabilità, che a tutti gli effetti era stato violato. La promessa e’ divenuta inutile.

Herman Van Rompuy , presidente del Consiglio europeo , ha tracciato un percorso per una federazione fiscale all’interno della zona euro all’inizio di dicembre 2012. Questo percorso si compone di tre fasi: Unione Bancaria, contratti fiscali e quindi una vera unione fiscale con le proprie tasse.  La domanda da porsi e’ quale possa esse il controllo democratico nelle riforme in materia di governance economica in Europa per combattere la crisi economica?

Preoccupante e’ l’ipotesi elaborata dal Consiglio Europeo sulle Politiche di Bilancio. I bilanci degli Stati membri dovrebbero essere determinati dalla Commissione Europea, e quindi anche le politiche, gli orientamenti, le priorita’ di bilancio. Il Consiglio di Stato ha affermato che la possibilità di modifica o di rigetto di tali politiche per gli Stati membri sara’ decisamente limitata.

Alla fine del processo si arriverebbe all’ unione fiscale europea, con le proprie tasse, e con gli Eurobond. Tutti i membri della unione monetaria vedrebbero finire i loro debiti in un “grumo” e quella montagna di debito sara’ finanziata attraverso un interesse europeo. L’Olanda pagherebbe più interessi sul proprio debito pubblico di oggi, mentre quei paesi in deficit non hanno alcun incentivo a ristrutturare. Fortunatamente, i governi olandese e tedesco hanno chiaramente respinto questo sfortunato piano.

L’ unione monetaria ha fallito. L’ euro è stato un sonnifero per  i paesi in deficit, che hanno coltivato sogni di un dolce far niente invece di preoccuparsi per la propria competitività . Il risultato è un’unione in cui e’ permanente la transizione.

L’ unione monetaria avrebbe dovuto promuovere l’amicizia tra i popoli. Invece , la cancelliera Merkel s’e’ comportata come Hitler coi paesi in deficit. Olanda sta nuotando in una trappola e non trova la via del ritorno .

Cosa fare? L’economista tedesco Hans-Werner Sinn ha proposto che i paesi con insufficiente competitività escano e poi rientrino nell’Euro dopo una svalutazione e riforme strutturali (Financial Times, 23 luglio, 2013). Certo sarebbe meraviglioso, ma complesso.

Io stesso ho proposto di preservare l’euro, ma anche per introdurre nei paesi a tripla A. Monete Complementari. Certo sarà difficile, ma continuare sulla strada attuale non porta ad una soluzione sostenibile.


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